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Salute dei migranti. Il Consiglio per i Diritti umani dell’Onu invita Anelli a parlare a Ginevra

La case history della Regione Puglia che, sin dal 2009, ha adottato norme che permettono ai migranti anche irregolarmente presenti sul territorio di registrarsi all’anagrafe sanitaria e di ottenere un medico di medicina generale sarà il tema trattato dal  presidente della Fnomceo il prossimo 20 settembre in occasione alla quarantaduesima sessione ordinaria del Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite

29 AGO - Ci sarà anche il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli tra i relatori invitati a parlare il prossimo 20 settembre a Ginevra, in occasione dell’evento sul Diritto alla salute dei migranti che si terrà nell’ambito della quarantaduesima sessione ordinaria del Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite.
 
Anelli è stato invitato per presentare la case history della Regione Puglia che, sin dal 2009, ai tempi della presidenza di Nichi Vendola, ha adottato norme che permettono ai migranti anche irregolarmente presenti sul territorio di registrarsi all’anagrafe sanitaria e di ottenere un medico di medicina generale.
 
Questionario ai pazienti immigrati. Non solo: i medici di famiglia della Fimmg Bari, di cui allora Anelli era Segretario Generale, hanno fatto di più, valutando, insieme a una scuola secondaria e all’Università, la qualità dell’assistenza fornita, anche tramite un questionario somministrato ai pazienti immigrati. Lo studio, che sarà ripresentato nei prossimi giorni a Bari e che ha coinvolto 73 persone, 43 donne e 30 uomini, tra immigrati ‘regolari’ e stranieri temporaneamente presenti (Stp), è stato pubblicato sul Journal of the Worldwide Forum on Education and Culture.

 
Alti il gradimento, la fiducia e la collaborazione dei pazienti stranieri, regolari e non, nei confronti del loro medico di medicina generale, ottima l’apertura e buona la propensione a confidare problematiche anche ‘spinose’. Il 28% degli uomini e il 54,2% delle donne esprime il desiderio di essere curato anche con le metodiche tradizionali della propria cultura. In generale, dall’analisi emerge che la chiave per la qualità dell’assistenza sta nella comprensione delle esigenze peculiari del paziente immigrato, nell’instaurare con lui e la sua famiglia un rapporto di fiducia, e nel dedicargli il giusto tempo di cura.
 
“Questo progetto aveva diversi e sovrapponibili obiettivi – spiega Filippo Anelli –: oltre al raggiungimento dell’outcome primario, e cioè la misurazione della qualità dell’assistenza e della facilità di accesso alle cure, e la ricerca di margini e modalità di miglioramento ulteriore, il coinvolgimento degli studenti valorizzava il forte ruolo sociale sia della sanità sia della scuola nella salvaguardia dei diritti umani”.
 
“Il diritto alla salute, in particolare, è diritto fondamentale dell’uomo, diritto di umanità prima ancora che di cittadinanza, che spetta a tutte le persone senza distinzione di nascita, di stato, di condizione sociale – afferma ancora il presidente Fnomceo -. Siamo onorati di questo riconoscimento che il Consiglio per i diritti umani dell’Onu ha voluto conferire alla Puglia e ai medici di medicina generale, che sono in prima linea nel far guadagnare salute, tramite la cura e la prevenzione, a tutti gli assistiti”.
 
Anelli, che nel frattempo è stato eletto alla presidenza della Fnomceo, diventando presidente onorario di Fimmg Bari, ha delegato, il 20 settembre, a parlare Ignazio Grattagliano, medico e docente di Medicina Generale presso l’Università di Bari, che seguì insieme a lui il progetto.

29 agosto 2019
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