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Salute & Ambiente. Medici ambientalisti chiamano a raccolta le università. Presentato il Manifesto “U4ALL”

Una call for action promossa dalla Sima (Società Italiana di Medicina Ambientale ) rivolta al mondo accademico perché sia inserito il tema dei determinanti ambientali e sociali della salute nei corsi di laurea e post-laurea, al fine di promuovere l’Accordo di Parigi e le raccomandazioni delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Il Manifesto è stato recentemente pubblicato sulla rivista “The Lancet”.

23 OTT - Dalle colonne di “The Lancet”, la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) chiama a raccolta i Rettori delle università italiane e chiede loro pieno l’impegno di aderire al Manifesto "University Rectors for All" (U4ALL), pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica1. Il documento porta la prima firma del professore Alessandro Miani, presidente SIMA ed è stato presentato questa mattina a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, alla presenza, tra gli altri, di Gaetano Manfredi, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), Mario Turco, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Pierpaolo Sileri, Vice Ministro della Salute. L’evento è stato realizzato sotto l’egida della CRUI e della Cattedra Unesco “Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile”.
 
La call for action al mondo accademico ha un obiettivo chiaro e risponde alla richiesta inoltrata da “The Lancet” stesso in occasione delle giornate di protesta globale dei Fridays for Future guidati da Greta Thunberg: “E’ necessario - spiega Alessandro Miani - promuovere l'applicazione dell'Accordo di Parigi e le raccomandazioni dell’IPCC (Inter-governmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite) contenendo l’aumento della temperatura del pianeta al di sotto degli 1,5 °C. È per questo che chiediamo a tutti i Magnifici Rettori della CRUI di siglare l’iniziativa, impegnandosi a seguire nelle proprie università un impegno concreto su questa strada, affrontando il tema del cambiamento climatico in ogni corso”.

 
“La salvaguardia dei cambiamenti climatici e la tutela dell’ambiente e della salute richiedono un’urgente transizione da una modello economico di crescita lineare a una economia di tipo circolare. Affinché quest’ultima non diventi una mera propaganda ambientalista occorre che si traduca in convenienza economica. Per il raggiungimento di questo importante obiettivo è necessario che si sviluppi, oltre a un radicale cambiamento culturale delle imprese e dei consumatori, un idoneo processo innovativo dei materiali da utilizzare nei processi produttivi. Importante, pertanto, per l’affermazione di questo nuovo modello economico è il ruolo delle istituzioni scolastiche e universitarie che dovranno aggiornare e sviluppare nuovi percorsi formativi”, afferma Mario Turco, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 
Ad aprire i lavori della conferenza stampa il videomessaggio di Maria Neira, Direttore Dipartimento di Salute Pubblica e di Determinanti Ambientali e Sociali della Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Siamo molto felici che i Rettori delle università italiane siano i primi a raccogliere, per il tramite della SIMA, il nostro invito a inserire il tema dei determinanti ambientali e sociali della salute nei loro corsi di laurea e post-laurea, a partire dalle scuole di medicina così come negli altri corsi di laurea, specializzazioni e master universitari. L’importanza della salubrità dei luoghi, dell’aria e delle acque sulla salute dell’uomo è un argomento traversale che coinvolge diversi ambiti del sapere e delle professioni: è quindi fondamentale che i futuri laureati ricevano un’adeguata preparazione sul tema ‘ambiente-salute’ per sviluppare le necessarie conoscenze e sensibilità. L’OMS non farà mancare il suo supporto culturale e scientifico a questa lodevole iniziativa e ci auguriamo che anche le assemblee dei Rettori a livello europeo e internazionale possano seguire questo esempio”.
 
Ai Magnifici Rettori che decideranno di aderire al programma “per l’ambiente e la salute” è richiesto di sottoscrivere i seguenti 6 punti del Manifesto “University Rectors for All - U4ALL”:
 
- operare pro-attivamente nelle proprie università perché il tema del cambiamento climatico e delle sue conseguenze sullo stato di salute del pianeta e degli esseri viventi riesca ad “informare” ogni corso di laurea o post-laurea;
 
- coinvolgere nell’iniziativa le comunità scientifiche di riferimento;
 
- collaborare con SIMA per promuovere la diffusione di una cultura della sostenibilità, attravers l'organizzazione di eventi informativi o formativi;
 
- valutare l’implementabilità di uno specifico curriculum (con attribuzione di CFU), predisposto da SIMA in collaborazione con l’OMS, dedicato ai determinanti sociali e ambientali della salute, per gli studenti di Medicina e di altri corsi di laurea scientifici, quali Biologia, Biotecnologie, Chimica, Ingegneria o Scienze Ambientali;
 
- sostenere la realizzazione di studi e ricerche in diverse discipline (architettura sostenibile, economia, produzione industriale, agricoltura, epidemiologia, chimica e medicina) per favorire il necessario trasferimento di conoscenze dall’ambito scientifico ai decisori, affinché il mondo accademico sia pienamente coinvolto nel processo partecipativo che deve riunire l'intera società civile per assicurare un futuro alla nostra terra e alle nuove generazioni;
 
- ospitare conferenze e convegni che SIMA potrà predisporre in coordinamento con le università, per coinvolgere l'opinione pubblica e spingere i decisori a compiere i decisivi progressi verso gli adempimenti dell'Accordo di Parigi e degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
 
“Nel corso del prossimo quinquennio, con il Green Deal per l’Europa, la Commissione europea darà rinnovato impeto a iniziative cruciali per l’ambiente e la salute: dall’ambizione ‘Zero Inquinamento’, alla neutralità climatica entro il 2050, passando per un nuovo piano d’azione per un’economia veramente circolare e una strategia per la biodiversità che ristabilisca la perduta alleanza con la natura come fonte primaria di benessere e salute”, dichiara Veronica Manfredi, Direttore Divisione Qualità della Vita, DG Environment della Commissione Europea. “Saranno moltissimi gli spunti di lavoro per quanti desiderano consacrare la propria vita professionale a creare un futuro in cui siano in migliore salute sia gli uomini che il pianeta terra. Salutiamo dunque con entusiasmo questa eccellente iniziativa dei Rettori Italiani per la Salute e l’Ambiente: anche in questo modo si accompagna un futuro migliore, con occupazione e più benessere per tutti”.
 
“Affrontare il cambiamento climatico è un dovere della sanità pubblica, così come è un dovere per scienziati, politici e insegnanti informare studenti e cittadini sull’impatto che l’innalzamento delle temperature, le siccità, gli uragani e gli incendi stanno avendo sull’ambiente e sulla salute umana. L’Oms stima entro 20 anni 250mila decessi annui in più per i cambiamenti climatici. È chiaro che non c’è più tempo da perdere e le Istituzioni hanno la responsabilità di dare risposte efficaci. Il ministero della Salute, che già dal 2003 ha attivato un sistema di sorveglianza in oltre trenta città su morti causate dalle ondate di calore, dovrebbe riattivare la task force nazionale ambiente e salute, nell’ottica di promuovere politiche di miglioramento della qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, di potenziare la sorveglianza epidemiologica e di realizzare strumenti per valutare gli effetti dell’inquinamento e delle variazioni del clima sulla nostra salute. Altrettanto prioritario sarà individuare dei limiti per gli inquinanti dell’aria indoor negli edifici pubblici e privati e sollecitare le bonifiche dei siti contaminati, che mettono a rischio soprattutto la salute dei bambini, come emerge dallo studio Sentieri 2018 a cura dell’ISS”, conclude Pierpaolo Sileri, Vice Ministro della Salute.

23 ottobre 2019
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