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Disabili. Misiti (M5S): “Un patto per abbattere barriere anche normative”

L’obiettivo è mettere fine al caos normativo e rendere la vita delle persone con disabilità più facile favorendo il dialogo tra tutte le istituzioni coinvolte, e chiedendo ad ogni soggetto chiamato ad interagire con i disabili a non trattarli come portatori di una malattia. Così il deputato pentastellato nel nell’ambito dell’incontro “Noi diversamente uguali” organizzato a Firenze

07 NOV - “Ci sono troppe norme a supporto della disabilità che coinvolgono più attori istituzionali e non facilitano la loro applicazione. Per questo è necessario e urgente un ‘patto sulla disabilità’ che ponga fine al caos e renda la vita delle persone con disabilità più facile favorendo il dialogo tra tutte le istituzioni coinvolte, e chiedendo ad ogni soggetto chiamato ad interagire con i disabili a non trattarli come portatori di una malattia individui che hanno dei diritti”.
 
Ad affermarlo è il deputato Massimo Misiti, componente della 5ª Commissione Bilancio della Camera, intervenuto oggi a Firenze alla presentazione del “Patto per la Disabilità” nell’ambito dell’incontro “Noi diversamente uguali” organizzato da UNISIN alla presenza, tra gli altri, dell’ex sottosegretario con delega alla disabilità Vincenzo Zoccano.
 
“Abbiamo lavorato ad un patto che contestualizzi la disabilità in tutte le fasi quotidiane della vita della persona tenendo sempre in mente la cosa più importante, che è l’inclusione nella società. Questo è il punto imprescindibile. Se non saremo capaci di ciò, non ci saranno leggi o convenzioni utili a farci sentire persone, e qualunque patto sarebbe nullo”, ha continuato.

 
“Abbiamo iniziato a programmare questo lavoro nel novembre 2018, a ridosso della Legge di Bilancio, imbattendoci, non per caso, nella variegata giungla normativa che interessava la disabilità, partendo dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006. Più ci siamo addentrati – ha concluso Misiti – e più era chiaro che la disabilità, relegata in qualche angolino fra le innumerevoli competenze di alcuni Ministeri, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e di altri enti a vario titolo interessati, veniva considerata, nella maggior parte dei casi, come una peculiarità strettamente sanitaria, rivestendo un ruolo importante solo e soltanto in questo contesto. Insomma, disabilità e salute era l’associazione più comune riscontrata”.

07 novembre 2019
© Riproduzione riservata


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