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Dieta. Ecco il decalogo per mantenersi in forma. Ma no alle diete "fai da te"

Appello dell’Associazione nazionali dietisti (Andid) in vista dell’estate: "Affidarsi a specialisti qualificati e a dietisti, i soli e veri ‘personal nutritional trainer’ della corretta alimentazione". Per una dieta sostenibile e risultati duratori, serve programmare tutto il periodo trattamento.

20 APR - Un italiano su due è già a dieta, ma nove diete su dieci sono ‘last minute’. Prepararsi all'estate infatti richiede di fare in fretta per potersi dare alla pazza gioia durante le vacanze. Ma potrebbe essere proprio l'estate il momento migliore per gestire il mantenimento di una dieta sostenibile, che possa passare indenne l'autunno, l'inverno, e diventare poi un vero stile di vita alimentare costante e bilanciato.

Per raggiungere questo obiettivo, la raccomandazione degli esperti è niente ‘fai da te’: occorre affidarsi a specialisti qualificati e a dietisti, i soli e veri ‘personal nutritional trainer’ della corretta alimentazione, che sostengono e guidano verso la soluzione dei problemi, l’allenamento a nuove abitudini alimentari e la pianificazione di un’alimentazione bilanciata.

È questo il tema al centro della seconda giornata di lavori al 24° Congresso Nazionale dei Dietisti (Andid) in corso a Verona. E dagli esperti arriva anche il decalogo per una alimentazione utile e bilanciata. Anche se, ribadisce l'Andid, “la dieta deve essere personalizzata da un esperto dietista”.


“Il primo concetto da sfatare – spiega Giovanna Cecchetto, presidente Andid – è che esistono cibi da abolire in assoluto. Non è vero. Dagli snacks dolci e salati, alle bibite, agli aperitivi e agli happy hours, l’importante è saperli gestire con criterio, controllandone frequenze e quantità, sapendoli inserire in modo corretto nella propria alimentazione e sapendo scegliere alternative altrettanto gradevoli e soddisfacenti”.

Il vero problema di un dimagrimento è il conseguente mantenimento del peso ottenuto con la prima fase della dieta. “L’aspetto più critico delle diete, in particolare di quelle più fantasiose e miracolistiche – continua la presidente Andid – è proprio il mantenimento dei risultati. Sono sempre più numerose le persone che si rivolgono ai dietisti Andid stanche e sfiduciate dagli innumerevoli tentativi di perdere peso, e che accettano con sollievo proposte di trattamento orientate a risultati anche meno eclatanti, ma duraturi”.

La pratica più comunemente adottata e conosciuta è quella che prevede due fasi di trattamento: la prima finalizzata al dimagrimento e la seconda al mantenimento. Peccato che spesso succeda che più si perde velocemente peso e più la dieta seguita è lontana dalle solite abitudini, più alla fase del mantenimento  non ci si arrivi nemmeno oppure il mantenimento stesso si configuri così diverso dalle abitudini precedenti alla dieta, che più o meno gradatamente si ritorna alla solita alimentazione e si riprende inevitabilmente peso.
 
“Gli studi di migliore qualità – precisa Cecchetto – dimostrano che l’intervento più efficace è quello che aiuta ad adottare comportamenti alimentari e di vita salutari e stabili nel tempo e si basa su strategie di sostegno al cambiamento; i dati epidemiologici e la stessa definizione di obesità del’OMS, sottolineano il carattere di cronicità di questa patologia e, come, alla luce di questa tendenza, si vada affermando la necessità di un impegno al trattamento “per la vita”,  sia da parte dei pazienti che dei Professionisti Sanitari”.

Non è un caso se l’ADA (American Dietetic Association) afferma in proposito che: i dietisti dovrebbero portare i pazienti a considerare la gestione del loro peso come un processo a molte tappe (multi-stage process). La ripresa del peso non andrebbe considerata come un fallimento personale, ma come segnale della necessità di un’altra fase di attivo trattamento.

“L’esperienza consolidata nel tempo e condivisa a livello nazionale ed internazionale – conclude Giovanna Cecchetto – conferma quindi che la gestione delle problematiche del peso risulta più efficace se impostata fin dall’inizio nell’ottica del lungo periodo, come un processo graduale che stimoli e rinforzi le abilità di autogestione alimentare delle persone, ne sostenga le ricadute e a questo scopo, si basi su un rapporto di fiducia tra  Paziente e Dietista. Questo tipo di approccio, appare ancor più opportuno, nel caso i chili da perdere siano pochi, in considerazione del rischio che da un leggero sovrappeso, si passi facilmente ad un peggioramento e ad una cronicizzazione del problema. L’orientamento più attuale trova espressione nello slogan: meglio un peso leggermente superiore a quello desiderato, ma stabile e mantenuto attraverso cambiamenti sostenibili, sentiti come “propri” e come piacevole fonte di benessere. I Dietisti dell’Andid, nell’ambito del loro 24° congresso nazionale discutono quest’anno proprio intorno ai requisiti e alle competenze professionali necessarie a sostenere questo nuovo ruolo, anche attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti e nuovi stili di comunicazione”.
 

20 aprile 2012
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