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Covid. Appello del Patto trasversale della scienza: “Ognuno faccia di più e lo faccia meglio”


Gli scienziati si rivolgono a tutta la comunità, dai cittadini alle Istituzioni nazionale e locali per superare prima possibile l’emergenza trasformando difficoltà e reciproche accuse in un impegno comune.

12 NOV - “La presente fase di gestione della pandemia è – allo stesso tempo –critica per la pressione ospedaliera, ma caratterizzata da notizie promettenti, pur se ancora preliminari sulla messa a punto di vaccini e terapie specifiche antiCOVID-19. Noi cittadini dobbiamo fare di più e meglio: anche oltre i divieti e gli obblighi (tutti da rispettare), riduciamo temporaneamente tutti i contatti sociali non indispensabili, soprattutto al chiuso, senza ascoltare chi nega la gravità della situazione”. È quanto scrive il Patto trasversale per la scienza in un appello rivolto alla cittadinanza.
 
“Le istituzioni nazionali e regionali devono tutte fare di più e meglio:
- organizzando finalmente quanto finora non è stato adeguatamente organizzato, in termini di trasporti pubblici, assistenza domiciliare ai malati e medicina territoriale (dal coinvolgimento dei medici di famiglia alle USCA, Unità Speciali di Continuità Assistenziale);
- rendendo subito disponibili, in formati utilizzabili per la ricerca, cioè disaggregati, tutti i dati epidemiologici (oltre a tutti i verbali del CTS);

- appoggiando – forti anche della completa trasparenza sui dati – le iniziative miranti a contrastare ogni forma di negazionismo e di pseudoscienza, anche relativamente alla pandemia;
- avviando un monitoraggio epidemiologico su solide basi statistiche, per poter sapere quanto siano efficaci le variazioni delle misure di contenimento decise a livello nazionale, regionale, provinciale o locale”.
 
“Tutta la comunità - prosegue l’appello - nazionale – governo, regioni, insegnanti, personale scolastico, genitori, studenti - deve fare di più e meglio per la scuola. Evitiamo, tutti insieme, che l'Italia la sola nazione ad usare la chiusura delle scuole come principale strumento per ridurre il contagio: ciò non avviene in alcun altro paese europeo! In tutte le regioni governo e enti locali devono lavorare insieme, con l’obiettivo che la scuola in presenza, con tutte le cautele necessarie (mascherine incluse), sia garantita, soprattutto per i più piccoli”.
 
“Il Governo - conclude l’appello - e il Ministero della Salute devono fare di più e meglio! Devono informare i cittadini - adesso e in dettaglio – su quanto si sta facendo per acquisire la disponibilità e organizzare la distribuzione non solo dei futuri vaccini, ma anche delle terapie innovative già approvate per uso di emergenza in altri paesi (per es., alcuni anticorpi monoclonali, di comprovata efficacia per ridurre in modo importante il carico ospedaliero di pazienti che possono quindi essere curati a casa propria). E’ quanto serve oggi (non domani) ed a tal fine occorre utilizzare subito, se necessario, tutte le risorse rese disponibili anche dall’Europa”.

12 novembre 2020
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