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Emilia Romagna. Maltrattamenti in struttura per anziani. Quattro arresti


L’hanno denominata “Inferno” l’indagine dei Nas di Bologna per omissione di soccorso, esercizio abusivo della professione sanitaria e maltrattamenti agli anziani ospiti di una struttura attiva inizialmente in Valsamoggia (BO) e successivamente trasferita arbitrariamente presso un albergo di Zocca (MO). Agli arresti domiciliari il gestore della struttura e 3 collaboratrici. L’indagine partita a gennaio, dopo il ricovero all’Ospedale di Bazzano di uno degli anziani, con lesioni tali da far scattare la segnalazione da parte della direzione ospedaliera.

16 NOV - Stamani, a conclusione dell’indagine denominata “Inferno”, il NAS Carabinieri di Bologna, coadiuvato dai Carabinieri dei Comandi Provinciali di Modena e Reggio Emilia e del 13° Nucleo Elicotteri di Forlì, ha dato esecuzione a 4 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del gestore di una struttura ricettiva per anziani e di 3 collaboratrici, ritenuti responsabili di maltrattamento, omissione di soccorso ed esercizio abusivo della professione sanitaria.

L’attività investigativa, riferisce una nota del Nas, “ha consentito di individuare la sistematica e continuata modalità vessatoria, violenta, minacciosa e ingiuriosa con cui gli indagati si rapportavano ai 9 anziani ospiti ultraottantenni della struttura, provvedendo altresì a somministrare terapie in assenza di prescrizione medica e di propria iniziativa”.

L’indagine ha messo in luce anche un episodio di omissione di soccorso nei confronti di un anziano ospite della casa famiglia, di anni 83, poi deceduto per cause naturali, ricoverato lo scorso gennaio all’Ospedale di Bazzano per lesioni sospette tali da motivare una segnalazione da parte della direzione ospedaliera. “Proprio iniziando da quell’episodio, gli accertamenti si sono sviluppati durante il periodo di lock-down nazionale, monitorando prima la struttura attiva inizialmente in Valsamoggia (BO) e successivamente trasferita arbitrariamente presso un albergo di Zocca (MO), a seguito dell’alienazione, da parte della titolare della casa famiglia, dell’immobile ove aveva sede l’attività”, spiega la nota.


“La donna - riferiscono ancora i Nas - ha quindi proseguito l’attività all’interno di una struttura alberghiera, in violazione della disciplina che regola il funzionamento delle strutture socio assistenziali per anziani, nella convinzione di poter guadagnare l’anonimato con conseguente elusione dei controlli ispettivi, non solo dal punto di vista fiscale, ma anche dal gravame di dover applicare le misure di sicurezza nei luoghi di lavoro e di prevenzione dal contagio epidemico da COVID-19”.
 
L’intervento odierno dei Carabinieri NAS pone termine alle condotte illecite commesse, a vario titolo, riconducibili a gravi e ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici in danno delle persone anziane. Alle indagate vengono contestate ulteriori violazioni relative all’attivazione di una struttura socio assistenziale in assenza di autorizzazione, all’abuso nella somministrazione di farmaci, alla carenza di procedure organizzative e gestionali nonché all’assenza di regolari contratti di lavoro delle maestranze impiegate.

16 novembre 2020
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