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Recovery plan. Federazione Alzheimer Italia: “Includere nel Piano il sostegno ai più fragili”


La Federazione aderisce alla proposta del Network Non Autosufficienza per includere il sostegno agli anziani non autosufficienti e le loro famiglie nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La Presidente Salvini Porro: “È indispensabile proseguire nella difesa dei diritti delle persone con demenza”

15 MAR - “Il prolungarsi dell’emergenza sanitaria richiede interventi urgenti a sostegno dei cittadini più vulnerabili, tra cui certamente rientrano le persone con demenza. La chiusura dei servizi, l’accesso limitato alle cure mediche e terapie, la perdita dei contatti sociali hanno peggiorato la qualità della vita di tutte le famiglie che convivono con la demenza e hanno mostrato la necessità di rendere più accessibile l’assistenza domiciliare nonché più sicure ed efficienti le strutture residenziali. Aderire alla proposta del Network Non Autosufficienza per noi significa continuare il lavoro quotidiano di difesa dei diritti delle persone con demenza e dei loro familiari”.

Così Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia. La Federazione ha aderito alla proposta “Costruire il futuro dell'assistenza agli anziani non autosufficienti”, elaborata dal Network Non Autosufficienza per includere il sostegno agli anziani non autosufficienti e le loro famiglie nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea per poter usufruire dei fondi messi a disposizione per rispondere alla crisi da Covid-19.

 
La proposta, ricorda una nota, prevede lo stanziamento di 7,5 miliardi per il periodo 2022-2026 suddivisi in riforma e potenziamento dei servizi domiciliari (circa 5 miliardi) e riqualificazione delle strutture residenziali per assicurarne l’ammodernamento e rafforzarne la dotazione infrastrutturale, così da migliorare la qualità di vita degli anziani residenti e l’efficacia dell’intervento assistenziale. Nasce inoltre dall’esigenza di includere nel Piano quelle categorie di persone fragili che hanno pagato il prezzo più alto della pandemia: secondo lo studio “Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da Sars-CoV-2 in Italia” pubblicato dall’Iss e aggiornato a marzo 2021, l’età media dei pazienti deceduti positivi al Covid-19 è 81 anni e l’86% dei decessi riguardano soggetti over 65 anni. L’Iss ha inoltre raccolto i dati relativi all’impatto che il virus ha avuto sulle persone con demenza nei primi mesi dell’emergenza sanitaria, determinando tassi di mortalità molto alti: 1 su 5 decessi da Covid-19 ha riguardato persone con demenza.
 
Il progetto coinvolge una rete di associazioni che si occupano di persone fragili, oltre alla Federazione Alzheimer Italia: Caritas, Aima (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer), Alzheimer Uniti Italia, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Nazionale del Terzo Settore e La Bottega del Possibile.

15 marzo 2021
© Riproduzione riservata


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