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Emilia Romagna. A Bologna il parkinson si combatte in palestra

Al via il primo percorso in Italia che offre diagnosi, cura, assistenza e attività fisica. Nell'équipe multiprofessionale che si prende cura delle persone con Parkinson sono coinvolti, sin dalla fase precoce di esordio della malattia, laureati in scienze motorie che operano presso una rete di palestre in tutto il territorio metropolitano bolognese.

27 NOV - È appena nato e vanta già un primato. Il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) dell’Azienda Usl di Bologna dedicato alle persone con malattia di Parkinson è, infatti, il primo e per ora unico in Italia a garantire, accanto ad una presa in carico sanitaria multidisciplinare completa, una offerta di interventi non strettamente sanitari.
 
Per la prima volta in Italia, infatti, nella équipe multiprofessionale che si prende cura delle persone con Parkinson sono coinvolti, sin dalla fase precoce di esordio della malattia, laureati in scienze motorie che operano presso una rete di palestre in tutto il territorio metropolitano bolognese.
E’ lo stesso specialista neurologo o il fisioterapista a prenotare direttamente, in accordo con il paziente, la palestra più comoda e ad avviare un programma di Attività Fisica Adattata, modellata sulle caratteristiche specifiche di ogni singolo paziente.
Si tratta di 2 incontri settimanali di un’ora ciascuno, per piccoli gruppi, composti al massimo da 10 persone, seguite da un laureato in scienze motorie opportunamente formato dai fisioterapisti dell’Azienda Usl di Bologna. A tutt’oggi sono 50 le persone con Parkinson che svolgono Attività Fisica Adattata presso 5 palestre, con numeri in costante aumento.

 
Il movimento svolge una azione preventiva nei confronti della malattia di Parkinson e, combinato con le terapie più avanzate e una presa in carico multidisciplinare, ne rallenta la progressione. L’attività fisica regolare, infatti, diminuisce del 43% il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson, e i parkinsoniani che la praticano riducono del 70% il rischio di cadute.

La Giornata Nazionale del Parkinson
L’importanza di una regolare attività fisica nel contrasto alla malattia di Parkinson è al centro della Giornata Nazionale del Parkinson 2015, in programma il 28 novembre. In occasione della Giornata, l’Azienda Usl di Bologna ha organizzato con i professionisti dei Centri Parkinson aziendali. L’incontro si svolgerà all’Ospedale Bellaria, in via Altura 3, presso l’Aula B, al primo piano del Padiglione G, tra le 9.30 e le 12. Tra i temi che saranno illustrati, le novità farmacologiche, la ricerca, l’Attività Fisica Adattata.

Il PDTA per le persone con malattia di Parkinson
Il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale si articola in tre fasi, ciascuna delle quali dedicata ad un diverso stadio della malattia, iniziale, intermedio e avanzato.
In ognuna delle fasi, la persona con malattia di Parkinson viene seguita e accompagnata lungo tutto il percorso dallo specialista neurologo dell’Azienda, che attiva direttamente, di volta in volta, tutti gli interventi diagnostici, terapeutici, riabilitativi e assistenziali necessari.
Il PDTA garantisce la sequenza appropriata e tempestiva di tutta l’offerta di servizi assicurata dai 3 Centri Parkinson dell’Azienda Usl di Bologna, con professionisti che operano in stretto coordinamento con il Medico di famiglia, i neurologi, i fisiatri, i gastroenterologi, i dietologi, gli urologi, i fisioterapisti e gli infermieri del territorio, oltre che la rete delle palestre che offrono l’Attività Fisica Adattata.

I Centri Parkinson dell’Azienda Usl di Bologna
Oltre al Centro Parkinson presso l’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna (I.S.N.B.), diretto da Pietro Cortelli, sono presenti in Azienda 2 ambulatori specializzati nella cura della malattia. Il primo ha sede presso l’Ospedale Bellaria, ed è diretto da Stefania Nassetti, il secondo presso l’Ospedale Maggiore, ed è diretto da Anna Gabellini.
Complessivamente, ogni anno, i Centri assistono circa 1.000 persone con Parkinson, alle quali offrono oltre 2.000 prestazioni tra visite ambulatoriali, ricoveri in regime di day service o di degenza ordinaria, visite di valutazione dei criteri di inclusione alle terapie ad elevata complessità.

L’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna leader nella lotta alla malattia di Parkinson
L’Azienda Usl di Bologna è in prima linea nel campo della lotta alla malattia di Parkinson. Accanto all’offerta di diagnosi, cura e assistenza garantita dal nuovo PDTA, l’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna è leader nella ricerca sul Parkinson. L’Isnb., infatti, è il centro coordinatore di Propag-Ageing, progetto di ricerca finanziato dalla Commissione Europea, che vede impegnati 100 scienziati di 5 diversi Paesi. Obiettivo, scoprire nei prossimi 4 anni i profili molecolari del Parkinson.

La malattia di Parkinson
La malattia di Parkinson è una malattia degenerativa cronica associata ad una lesione, la cui causa è ancora sconosciuta, della parte del cervello che controlla i movimenti e la cui disfunzione si manifesta principalmente con tremori, lentezza dei movimenti, rigidità muscolare e disturbi della marcia e, più raramente, con alterazioni di altri sistemi (cognitivo, comportamentale, del dolore, disturbi del sonno e del sistema cardiovascolare e gastrointestinale). Il Parkinson ha un considerevole impatto sul piano sociale ed emotivo, perché limita l’autonomia del paziente, che perde la sicurezza in sé stesso, nelle sue capacità lavorative e sociali.
La malattia di Parkinson ha un elevato impatto sociale ed economico. Nella sola Emilia-Romagna si stima esistano circa 5-7 mila malati di Parkinson e che i nuovi casi siano circa 500 ogni anno. I primi sintomi insorgono, in media, verso i 60 anni, tanto per gli uomini che per le donne, anche se per circa il 5% delle persone ciò accade prima dei 50 anni.
In Italia le persone con Parkinson sono circa 250 mila. Ogni anno vengono diagnosticati 15 mila nuovi casi, mille dei quali in soggetti con meno di 45 anni di età. 

27 novembre 2015
© Riproduzione riservata


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