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Liste d'attesa, botta e risposta assessorato-Pompignoli (Lega)

Per il consigliere “le segnalazioni dei medici di famiglia e le denunce sulla stampa smentiscono la rosea visione” descritta dalla Regione. E cita ad esempio l’Asl unica della Romagna. L’assessorato replica: “L’obiettivo di abbattimento dei tempi di attesa, una delle priorità del primo anno di mandato della Giunta è stato raggiunto e mantenuto in Romagna”.

06 LUG - Botta e risposta tra l’assessorato alla Salute dell’Emilia Romagna e il consigliere Massimiliano Pompignoli (Ln). A scatenare la querelle, una interrogazione di Pompignoli riguardante in particolare le liste d’attesa. Per il consigliere “le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Stefano Bonaccini il 9 aprile 2016 tese a magnificare il ‘modello’ regionale delle liste di attesa, a suo dire, quasi azzerate”, mentre emergono “segnalazioni da parte di medici di famiglia e denunce sulla stampa” che “smentiscono questa rosea visione della realtà e testimoniano esperienze con tempi di attesa molto più lunghi, anche di un anno, per visite specialistiche o esami”. La possibilità di accorciare i tempi, sottolinea il presidente della prima commissione dell’Assemblea regionale, ci sarebbe ”solo prenotando alcune prestazioni in strutture sparse sul territorio difficili e scomode da raggiungere, soprattutto per pazienti anziani”.

Il consigliere, a questo proposito, riferisce che il 28 giugno scorso è stato pubblicato dalla stampa cesenate “l’appello di un utente che denuncia come ‘da mesi non sia più possibile prenotare l’ecocolordoppler agli arti inferiori all’ospedale Bufalini di Cesena e al Morgagni di Forlì e che gli addetti del Cup risponderebbero che non ci sono posti disponibili se non in strutture private o negli ospedali di San Piero o Modigliana”. A parere di Pompignoli, “questa modalità di gestione delle prenotazioni, che esclude la possibilità di prenotare nelle strutture sanitarie più richieste, potrebbe inficiare i risultati dei monitoraggi e interferire con il sistema di rilevazione predisposto dalla Regione, falsandone la veridicità”. Di qui, il riferimento del consigliere al piano della Regione per la riduzione delle liste di attesa, illustrato da Bonaccini e dall’assessore Sergio Venturi il 27 luglio 2015, “in cui – ricorda il consigliere - si promettevano, tra l’altro, nel 90% dei casi le prime visite entro 30 giorni ed entro 60 le prestazioni strumentali, e inoltre ambulatori aperti sabato e domenica, meno burocrazia e più assunzioni”.


L’esponente della Lega chiede quindi alla Giunta se non consideri “alquanto avventate le dichiarazioni trionfalistiche sulle liste di attesa” e se non ritenga che “prima dell’autocelebrazione debba essere data risposta alle legittime esigenze dei cittadini/utenti”. Citando, inoltre, alcune dichiarazioni rilasciate dai vertici dell’Asl unica della Romagna il 29 aprile 2016, secondo cui sarebbero stati fatti passi in avanti sulle liste di attesa, ma “proprio a Cesena” sarebbero state anche “denunciate alcune prestazioni decisamente negative”, il consigliere sollecita l’esecutivo regionale a richiamare i vertici dell’Azienda romagnola “a una maggiore trasparenza e chiarezza sulla reale situazione delle liste di attesa”.

Pompignoli chiede poi di conoscere le modalità con cui si rilevano i dati delle liste di attesa per esami e visite specialistiche, quali siano i risultati delle rilevazioni dall’agosto 2015 ai primi sei mesi del 2016 per le quattro ex Asl romagnole per tutti gli esami e le visite specialistiche, quanti e quali ambulatori, nell’ambito dell’Asl unica, abbiano dato la disponibilità a rimanere aperti il sabato e la domenica, quali azioni siano state messe in atto per dar seguito alla promessa di meno burocrazia e quanti medici e infermieri siano stati assunti dall’Asl della Romagna, a tempo indeterminato o determinato, dopo le promesse fatte alla fine di luglio del 2015, in quali strutture e per quali mansioni.

Immediata la replica dell’assessorato alle Politiche per la Salute. “In Romagna il 97% delle prime visite specialistiche e degli esami strumentali viene garantito rispettivamente entro 30 giorni in ambito distrettuale e 60 giorni in ambito sovradistrettuale. L’obiettivo di abbattimento dei tempi di attesa, una delle priorità del primo anno di mandato della Giunta regionale, è stato quindi raggiunto e mantenuto in Romagna”.

“Nell’ambito del governo dei tempi di attesa – si legge ancora nella nota di replica dell’assessorato -, l’impegno del Servizio sanitario regionale è facilitare l’accesso, rendendo disponibili al cittadino entro i tempi standard tutte le prestazioni specialistiche di ogni territorio, che devono essere offerte e garantite attraverso gli sportelli CUP in almeno una struttura sanitaria (poliambulatorio pubblico o privato accreditato) del suo ambito di residenza. Nel caso specifico dell’ecocolordoppler, viene sottolineato, si evidenziano ottime percentuali di garanzia dei tempi di attesa entro i 60 giorni in tutte le aree della Romagna: a Ravenna, Forlì e Rimini ciò avviene nel 100% dei casi, a Cesena si arriva al 93%”.

“Dal punto di vista organizzativo – spiega la nota in conclusione -, l’Ausl unica della Romagna ha deciso che presso l’ospedale Bufalini di Cesena e al Morgagni-Pierantoni di Forlì l’ecocolordoppler degli arti inferiori venga eseguito come esame di secondo livello, cioè a seguito di visita angiologica o di chirurgia vascolare e perciò sia prenotabile direttamente dallo specialista. Infine, gli ecocolordoppler di primo livello sono prenotabili direttamente dal cittadino e garantiti a Forlì entro i 30 giorni presso Villa Igea e Villa Serena”.

06 luglio 2016
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