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Fondo sanitario regionale. Ripartiti 8,3 miliardi di euro, 101 milioni in più rispetto al 2018

Approvato dalla Giunta il riparto dei fondi per il 2019. Oltre 7,5mld andranno al finanziamento dei Lea. Più di 7,1mld alle Aziende Usl, oltre 264ml alle Aou e Irccs. Definiti anche gli obiettivi di programmazione. Bonaccini e Venturi: “Confermato l’impegno per migliorare ulteriormente l’alta qualità del nostro servizio sanitario, pubblico e universalistico”

24 GIU - Per il 2019 il Servizio sanitario regionale può contare su 8,3 miliardi di euro: 101 milioni in più rispetto alla cifra stanziata lo scorso anno. La maggior parte delle risorse, 7,5 miliardi di euro, vanno a finanziare i Livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario pubblico, nazionale e regionale, garantisce a tutti i cittadini. Oltre 7,1 miliardi vengono destinati alle Aziende Usl; più di 264 milioni sono per le Aziende Ospedaliero-Universitarie e gli Irccs (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico).
 
Il quadro complessivo delle risorse su cui viene impostata la programmazione sanitaria regionale 2019 è stato approvato dalla Giunta. Si tratta di risorse assegnate all’Emilia-Romagna dallo Stato per finanziare e qualificare ulteriormente servizi e Aziende sanitarie (Usl, Aziende Ospedaliere e Irccs pubblici). Lo stesso atto stabilisce il riparto dei finanziamenti tra le Aziende e indica gli obiettivi della programmazione sanitaria regionale 2019.
 
“Viene confermato l’impegno economico per migliorare ulteriormente l’alta qualità del nostro Servizio sanitario, pubblico e universalistico –  affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi – ci sono cento milioni in più nella programmazione 2019, grazie ai quali siamo in grado di garantire alla nostra sanità ulteriori mezzi, strumenti e il personale necessario ad assicurare a tutti i cittadini servizi e cure di eccellenza”.

 
“Sia chiaro – sottolineano – che per l’Emilia-Romagna, così come per le altre Regioni italiane, non è nemmeno ipotizzabile che nel futuro si possa pensare a tagli al Fondo nazionale rispetto a quanto programmato. Già scontiamo un ritardo e sacrifici importanti per coprire il rinnovo del contratto, oltre ai costi aggiuntivi dei farmaci innovativi. Anche solo pensare di arretrare sarebbe gravissimo: lo diciamo di fronte a ipotesi, che speriamo saranno subito sementite, secondo le quali si pensa di tagliare la sanità pubblica per far quadrare i conti a livello nazionale. Per noi questa eventualità semplicemente non esiste”.
 
E lo ribadiamo da qui, proseguono, dall’Emilia-Romagna, “dove abbiamo i conti in ordine e dove abbiamo attuato una spending review vera grazie alla centrale unica per gli acquisti nella pubblica amministrazione, l’Agenzia Intercent-ER, che ci ha permesso di recuperare 550 milioni solo nella sanità dal 2015. Sono risorse che reinvestiamo nel miglioramento dei servizi, nel progettare nuovi ospedali e nel realizzare le Case della salute nei territori; nel potenziamento degli organici, con oltre 10mila assunzioni a tempo indeterminato e stabilizzazioni di medici, infermieri, operatori negli ultimi tre anni. Peraltro, queste misure ci stanno permettendo di abbattere i tempi d’attesa per visite ed esami e ci consentiranno di sviluppare un piano ad hoc per ridurre i tempi di permanenza nei Pronti soccorso”.
Insomma se l’ipotesi di tagliare dovesse diventare concreta, chiosano Bonaccini e Venturi: “Ci opporremo in ogni modo”.
 
Per il 2019 vengono confermate alle Aziende strutture e livelli delle risorse 2018, finanziando tuttavia in maniera specifica i “fattori incrementali”, nazionali e regionali,  più rilevanti che impattano sulla gestione dei bilanci 2019: l’abolizione del superticket e del ticket base sulle prime visite specialistiche per le famiglie con almeno due figli a carico (che “vale” complessivamente circa 43 milioni), i nuovi contratti di lavoro (già dai primi mesi di quest’anno sono stati corrisposti gli aumenti contrattuali al personale dipendente per il rinnovo del triennio 2019-2021), e i farmaci innovativi, in primis quelli oncologici.
 
Quarantuno milioni di euro rappresentano la quota regionale del Fondo nazionale per l’acquisizione dei farmaci innovativi contro il virus HCV (epatite C); queste risorse costituiscono il budget di programmazione per le Aziende sanitarie e vengono ripartiti in relazione ai trattamenti attesi per l’esercizio. Altri 41 milioni sono la quota assegnata all’Emilia-Romagna dal Fondo nazionale per l’acquisizione dei farmaci innovativi oncologici; anche queste risorse vengono ripartite tra le Aziende sanitarie. Infine, oltre 31 milioni – anche questi suddivisi tra le Aziende – costituiscono il Fondo aggiuntivo regionale per contribuire all’acquisizione dei farmaci innovativi oncologici.
 
Gli obiettivi della programmazione. Come per gli anni precedenti, gli obiettivi della programmazione sanitaria dell’Emilia-Romagna per il 2019 sono definiti a partire da quelli contenuti nel Documento di economia e finanza regionale (Defr), in coerenza con le linee di indirizzo per il Servizio sanitario regionale indicate nel programma di mandato. A ciò si aggiungono ulteriori obiettivi da perseguire nel 2019, che derivano dal nuovo Piano sociale e sanitario regionale.
 
Occorrerà, pertanto, consolidare il percorso avviato a inizio legislatura e i risultati già raggiunti: il contenimento dei tempi di attesa (sia per le prestazioni ambulatoriali che per i ricoveri chirurgici programmati), la riduzione dei tempi di pagamento dei fornitori, il consolidamento dei servizi e delle prestazioni del Fondo regionale per la non autosufficienza, e le politiche di sviluppo dell’area dell’assistenza territoriale (elemento “fondante”, le Case della salute).
 
Altro obiettivo di rilievo, la prevenzione: in quest’ottica il Piano regionale 2015-2018, prorogato al 31 dicembre 2019, rappresenta la cornice strategica per raggiungere a livello regionale e aziendale gli obiettivi indicati nel Piano della prevenzione nazionale, secondo una programmazione ispirata a principi di equità, integrazione, partecipazione e intersettorialità.
 
Per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera, nel corso del 2019 si proseguirà nell’opera di realizzazione di una rete ospedaliera e territoriale integrata, che tenga conto dei volumi di attività e degli esiti dei trattamenti sulla salute dei pazienti. Un ulteriore, specifico settore indicato quale obiettivo di azioni di razionalizzazione e miglioramento è quello dell’emergenza-urgenza. /CV

24 giugno 2019
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