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Martedì 30 NOVEMBRE 2021
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Emilia Romagna.  Dal 20 ottobre 5 codici colore per i pronto soccorso anche a Bologna e provincia

Ai colori rosso, arancione (che sostituisce il giallo), verde e bianco, si aggiunge ora l’azzurro collocato tra arancione e verde, che indica un’urgenza differibile, già partito nelle altre province della Regione dal primo ottobre scorso. Il nuovo sistema di triage terrà conto anche della complessità clinico-organizzativa e dell’impegno assistenziale necessari per la prtesa in carico

19 OTT - Un nuovo codice colore in più, 5 codici invece dei 4 precedenti, per una nuova modalità di triage.

È la principale novità introdotta dalle Linee di indirizzo per il triage nei Pronto soccorso dell’Emilia-Romagna, approvate dalla Giunta regionale lo scorso 1 ottobre: ai colori rosso, arancione, verde e bianco, si aggiunge ora l’azzurro (tra l’arancione e il verde) che indica un’urgenza differibile, con 60 minuti come tempo di attesa massimo per la presa in carico. L’introduzione dei 5 codici di priorità, che parte  a Bologna e provincia dal 20 ottobre (nel parmense e nel ferrarese è già partito dal primo ottobre; a Piacenza il 6 e in Romagna il 12 ottobre; a Modena il 14, mentre debutterè oggi a Reggio Emilia) si accompagna ad un nuovo sistema di triage che terrà conto, nella attribuzione del codice colore, non solo del livello di criticità di chi arriva in Pronto Soccorso, ma anche della complessità clinico-organizzativa e dell’impegno assistenziale necessari per attivare il percorso di presa in carico, in modo da ottimizzare il flusso dei pazienti e migliorarne l’esperienza.

 
“L’adozione di questo nuovo sistema di triage, coerente con le Linee di indirizzo nazionali - sottolineano in una nota congiunta l’Azienda Usl di Bologna, Irccs Policlinico di S. Orsola, Irccs Istituto Ortopedico Rizzoli, Azienda Usl di Imola - si ispira a un modello di approccio globale alla persona e ai suoi familiari, e consentirà un uso ancora più appropriato delle risorse umane e strumentali, in base alla complessità dei casi e la piena attuazione di soluzioni organizzative o di percorsi specifici, per individuare sempre più correttamente la priorità d’accesso alle cure e indirizzare il paziente verso percorsi diagnostico-terapeutici sempre più appropriati”.
 
Dal 20 ottobre, quindi, in tutti i Pronto Soccorso di Bologna e provincia, i cittadini saranno accolti e valutati dagli infermieri del triage, già formati al nuovo sistema di codici colore. Nell’ultimo mese, infatti, tutti gli infermieri triagisti (per l’Azienda Usl di Bologna oltre 100 operatori, 45 per Aosp, 20 per Ior, 44 per l’Azienda Usl di Imola), sono stati adeguatamente formati, così come i sistemi informatici a supporto delle attività di Pronto Soccorso, aggiornati e adeguati alle nuove modalità organizzative.
 
La formazione ha riguardato non solo l’adeguamento delle valutazioni cliniche, assistenziali e di complessità organizzativa, ma anche il riconoscimento di situazioni di fragilità che richiedono l’attivazione di percorsi in grado di fornire anche sostegno per una presa in carico sanitaria e sociale. Ad esempio i casi di maltrattamento e abusi su minori e donne, o di disturbo della sfera psichica.
I codici colore
Cinque i codici colore:
• rosso (per l’emergenza, richiede una valutazione immediata da parte dei sanitari)
• arancione (urgenza indifferibile, 15 minuti come tempo di attesa massimo per la presa in carico)
• azzurro (urgenza differibile, 60 minuti tempo d’attesa massimo)
• verde (urgenza minore, 120 minuti)
• bianco (non urgenza, 240 minuti).
Nella definizione della priorità l’infermiere del triage tiene conto del problema di salute principale, del livello di criticità, del rischio di evoluzione clinica peggiorativa e del percorso di cura più appropriato. Alla definizione del codice colore concorrono ulteriori fattori, quali il livello di dolore, l’età, il grado di fragilità e/o disabilità, particolarità organizzative e di contesto locale. Si tratta di un processo dinamico, che implica rivalutazioni periodiche, poiché le condizioni cliniche dei pazienti in attesa di essere presi in carico dai medici possono migliorare o peggiorare, in modo da richiedere una rivisitazione del livello di priorità e/o del percorso di cura.
Nel periodo di massima diffusione della pandemia, tutti i Pronto Soccorso di Bologna e provincia, hanno registrato una riduzione degli accessi, effetto della ridotta mobilità imposta dalle misure di prevenzione anti Covid. Nel corso del 2021, l’imponente sforzo vaccinale messo in campo dalle Aziende sanitarie ha ridotto sensibilmente la diffusione pandemica, consentendo il progressivo ritorno ad una normalità. Per quanto riguarda i Pronto Soccorso, ciò ha comportato un aumento delle attività, rispetto all’anno precedente.
 
Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, è centro hub per le patologie tempodipendenti, ovvero traumi, ictus, infarto miocardico.
Vi operano 32 medici, 1 coordinatore infermieristico, 89 infermieri, 42 operatori socio sanitari. Nei primi 9 mesi del 2021, il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore ha registrato oltre 41 mila accessi. Nell’8% dei casi si è trattato di codici rossi, nel 28% gialli, nel 50% verdi, nel 14% bianchi.
 
I Pronto Soccorso territoriali: l’Area Spoke rappresenta un’unica rete per tutti i Pronto Soccorso degli ospedali decentrati dell’Azienda Usl di Bologna. Comprende gli ospedali di Bazzano, Bentivoglio, Budrio, Loiano Porretta Terme, San Giovanni in Persiceto, Vergato. Si articola su un vasto territorio formato da 30 comuni, di cui 22 collinari e 8 di pianura, nei quali vivono circa 405.000 persone.
Ha un’equipe formata da 72 medici, 6 coordinatori infermieristici, 209 infermieri, 44 autisti di ambulanza, 34 operatori sociosanitari, che operano in un’unica Unità Operativa e garantiscono, oltre che nei PS, la risposta sanitaria alle emergenze del territorio anche grazie ai mezzi di soccorso dislocati sull’intera area. Nei primi 9 mesi del 2021, i Pronto Soccorso dell’Area Spoke hanno registrato oltre 64 mila accessi. Lo 0,8% ha riguardato codici rossi, il 13,5% gialli, il 71% verdi, il 14,7% bianchi.
 
Il Pronto Soccorso dell’Irccs Policlinico di S. Orsola, nel PS generale e ortopedico vi operano 36 medici, 1 coordinatore infermieristico, 77 infermieri (di cui 45 formati per le attività di triage), 30 operatori socio sanitari. Nei primi 9 mesi del 2021 il PS ha registrato 51.500 accessi. Nel 2,6% dei casi si è trattato di codici rossi, 24,1% gialli, 56,9% verdi e 16,4% bianchi. Con l’avvio dei nuovi codice colore avrà ancora più importanza la rilevazione e il trattamento del dolore e lo sviluppo di percorsi di presa in carico rapidi con gli specialisti interni (fast track) per i pazienti che non necessitano di ricovero.
 
Il Pronto Soccorso dell’Irccs Istituto Ortopedico Rizzoli è esclusivamente ortopedico ed è centro hub per la traumatologia pediatrica (entro 14 anni compiuti). Svolge la sua attività nelle ore diurne (aperto dalle 7.30 alle 19.30), 7 giorni su 7. Vi operano tutti i medici delle 9 Unità Operative ortopediche dell’Istituto, 1 coordinatore infermieristico, 20 infermieri, 15 operatori sociosanitari.
Nei primi 9 mesi del 2021, il Pronto Soccorso dell’Istituto Ortopedico Rizzoli ha registrato 20.596 accessi di cui 25% gialli, 58% verdi, 17% bianchi.
I ricoveri per intervento rappresentano il 9,3%.
 
Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Nuovo di Imola S. Maria della Scaletta ha una équipe formata da 21 medici, 1 coordinatore infermieristico, 43 infermieri, 14 operatori socio sanitari e 19 autisti di mezzi di emergenza e serve l’intero territorio del Circondario imolese, che conta circa 133mila abitanti. Il triage è unico per Pronto Soccorso generale, ginecologico, ortopedico e pediatrico, ma sono organizzati percorsi di invio diretto ai settori specialisti post triage. Nei primi 9 mesi del 2021, il Pronto Soccorso ha registrato circa 28.300 accessi. Nel 3,5% dei casi si è trattato di codici rossi, nel 29,8% di gialli, nel 56,9,% di verdi, nel 9,8% di bianchi.
 
Azienda USL di Bologna Il suo territorio comprende 45 comuni su un’area di 3.000 chilometri quadrati circa, per una popolazione di oltre 870.000 abitanti (i residenti in Emilia Romagna sono più di 4.400.000). Il bilancio annuale supera i 1.700 milioni di euro (quasi il 20% dei circa 8.600 milioni della sanità della Regione Emilia Romagna). Al suo interno sono impegnati più di 8.200 professionisti, oltre 1.300 dei quali medici e 4.200 operatori assistenziali.
 

19 ottobre 2021
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