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Stati generali della Comunicazione per la Salute. Speranza: “Il Covid ci ha insegnato che comunicare in modo corretto, contrastare le fake news, può fare la differenza”

Il Ministro della Salute all’evento organizzato da Federsanità in cui giornalisti, comunicatori, social media manager e professionisti del Ssn analizzano il ruolo decisivo della comunicazione in sanità. Frittelli: “Solo se impareremo, insieme, l’importanza della comunicazione per la salute, potremmo contribuire alla salvaguardia del nostro SSN, uno dei beni più preziosi del nostro Paese. Se sapremo comunicarlo, in ogni occasione, sarà più facile in ogni sede riuscire a difenderlo”.

04 MAR - “Una comunicazione accurata, efficace e tempestiva è uno degli strumenti principali di promozione e tutela della salute. Comunicare in modo corretto, contrastare le fake news, può fare la differenza in una situazione di emergenza: è questa una delle lezioni che abbiamo appreso nel corso di una pandemia che ci ha visto fare i conti anche con il virus della disinformazione. Oggi, anche in tema di comunicazione, è il tempo giusto per far tesoro degli insegnamenti del Covid-19: è questa la sfida più importante del nostro presente”. Ha dichiarato il Ministro della Salute, Roberto Speranza nel suo messaggio agli Stati Generali della Comunicazione per la Salute organizzati da Federsanità in collaborazione con Pa Social e il patrocinio di ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, Anci, Agenas, Formez Pa e Ordine dei giornalisti.
 
“Ringrazio gli organizzatori degli Stati Generali della Comunicazione per la Salute che hanno voluto questo momento di riflessione che consentirà ai giornalisti, ai comunicatori pubblici e a tutti i professionisti sanitari di elaborare spunti da prendere in considerazione”.
 
“Oggi qui giornalisti, comunicatori, social media manager, professionisti del Servizio Sanitario Nazionale pubblico, che affiancano le Direzioni strategiche nella risposta ai bisogni di salute delle comunità. Oltre 300 professionisti della comunicazione pubblica per la salute che Federsanità ha voluto fortemente “collegare” sul territorio”, ha detto la presidente di Federsanità, Tiziana Frittelli.
 
“Questo evento – ha proseguito - è nato da un’evocazione, un monito spontaneo lo scorso mese di ottobre quando, all’indomani dei mesi più duri dell’emergenza pandemica, molte aziende sanitarie e ospedali sono stati vittime di attacchi informatici che hanno messo a rischio l’erogazione dei servizi pubblici di assistenza e cura di pazienti. Violenti attacchi ai sistemi informatici aziendali, ai profili social, che sono ormai un canale di comunicazione diretto con i cittadini, da parte di gruppi non ben identificati che, tramite la “maschera del no vax”, hanno fatto viaggiare in rete messaggi di incitazione all’odio contro le strutture sanitarie e chi vi lavora con dedizione e sacrificio ogni giorno.
Conseguenza immediata il ripresentarsi di episodi di violenza verbale e fisica contro i nostri operatori e le nostre strutture e proprio qui al Policlinico lo scorso 9 ottobre c’è stato un assalto che ha devastato il pronto soccorso”
 
Da quel giorno Federsanità ha deciso di lanciare l’esortazione “Non smettiamo di comunicare” per:
1.         Contrastare con la corretta informazione e la comunicazione trasparente il clima di intolleranza verso le nostre strutture che non può essere accettato in quanto attacco al diritto alla salute e a chi questo diritto è chiamato a tutelarlo ogni giorno con dedizione.
2.         Difendere e disseminare i valori universalistici e solidaristici del nostro servizio sanitario nazionale.
3.         Condividere, come stiamo facendo oggi, con tutti gli stakeholder obiettivi, proposte programmi.
 
“Ringrazio il Policlinico che ci ospita,  gli enti patrocinanti e i relatori  (anche i non presenti per impegni istituzionali), i miei colleghi direttori generali, la PA Social, tutta la rete dei comunicatori delle nostre aziende sanitarie da nord a sud. Questo è l’ecosistema in cui crede Federsanità: mettere in comune saperi, valori, professionalità. Costruire fianco a fianco con Comuni, Terzo settore, Comunità la cultura della salute. Solo se impareremo, insieme, l’importanza della comunicazione per la salute, potremmo contribuire alla salvaguardia del nostro SSN, uno dei beni più preziosi del nostro Paese. Se sapremo comunicarlo, in ogni occasione, sarà più facile in ogni sede riuscire a difenderlo”, ha concluso Frittelli.
 
“Il Servizio sanitario nazionale si è dimostrato nella pandemia di Covid-19 un bene prezioso attuale, essenziale e che dobbiamo potenziare e rafforzare”. Ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), nel suo intervento agli Stati generali della comunicazione per la salute, evento organizzato da
 
Da una pandemia «molto complessa si può uscire e ne stiamo uscendo anche nella maniera migliore possibile. Stiamo affrontando questa nuova fase grazie alla scienza, alla tecnologia e all'organizzazione dei servizi e all'impegno di tutti i professionisti»
 
“Modificare sostanzialmente il Codice di deontologia medica perché non si parli più soltanto di comunicazione medico-paziente, ma di come i medici  possono utilizzare la comunicazione per raggiungere obiettivi di salute”. Così Filippo Anelli, il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, la Fnomceo, nel suo intervento agli Stati Generali.
 
“Obiettivi di salute che devono essere condivisi anche con i giornalisti - ha aggiunto-. Questo è importante e non è mai, o quasi mai, stato fatto”.
 
“Il vostro ruolo è determinante - ha concluso, rivolgendosi alla platea di giornalisti e comunicatori - per raggiungere tali obiettivi, che dovrebbero quindi essere condivisi anche con voi. L’augurio è che ci possa essere una riflessione che metta insieme la necessità dell’informazione con i valori che da sempre caratterizzano le nostre professioni”.
 
“Dopo i due anni di pandemia, solo qualcuno in malafede può ancora affermare di non sapere quale sia l'essenziale contributo degli infermieri nel Servizio sanitario nazionale e nella nostra comunità in generale. Gli infermieri in Italia sono oltre 456mila, la professione è ormai caratterizzata anche da una consistente componente maschile (quasi il 25%, un quarto del totale),  il nuovo infermiere è un professionista laureato e sempre più frequentemente specializzato mediante master e percorsi di alta formazione post universitaria”, ha dichiarato la presidente della Fnopi, Barbara Mangiacavalli.
 
“Purtroppo – ha precisato - esiste ancora una certa stampa, una certa televisione, che è rimasta per così dire "affezionata" a una vecchia e retorica rappresentazione dell'infermiere, ma più in generale di tutte le professioni sanitarie. Approfitto dunque di questa occasione, e del ruolo istituzionale ricoperto da un’organizzazione come Federsanità, per lanciare una prima modesta proposta, da questi Stati generali”.
 
“Parte da qui un educato ma fermo appello a tutti gli attuali player del mercato delle fiction tv per chiedere una cosa semplice e a costo zero per loro: che nella fase di scrittura e nell'allestimento delle scenografie si interpellino gratuitamente, tramite Federsanità, noi professioni sanitarie, noi aziende sanitarie e ospedaliere, per descrivere e rappresentare in modo coerente i contesti professionali, sanitari e ospedalieri che ci vedono coinvolti. Eviterebbero degli scivoloni loro, e aumenterebbe di molto il gradimento da parte del pubblico”, ha concluso.

04 marzo 2022
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