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Gestione del rischio. Federsanità Anci lancia il 'Modello italiano'. Già sperimentato in 92 strutture ospedaliere

“La seconda fase del progetto prevede la costruzione di una casa più grande nella Fondazione Sicurezza in Sanità e con il plausibile intervento dell’Istituto Superiore di Sanità come ente certificatore”, ha spiegato Angelo Lino Del Favero. Il modello è una struttura scalabile ed incrementale, caratterizzato da approccio formativo e non consulenziale ed è studiato per essere implementato.

27 NOV - Un modello dinamico di gestione del rischio sostenibile e innovativo per rendere più sicuri i percorsi organizzativi e gestionali nelle Aziende sanitarie. Sono le caratteristiche del ‘Modello italiano di gestione del rischio’ targato Federsanità Anci. “Da oltre sette anni, Federsanità Anci sta sviluppando un modello dinamico di gestione del rischio in Sanità, nato dalla sperimentazione in oltre 92 strutture ospedaliere. La dinamicità del modello – ha spiegato Tiziana Frittelli, Direttore Generale del Policlinico Tor Vergata e Vicepresidente di Federsanità Anci con delega al Risk Management - ha il duplice vantaggio di migliorare se stesso continuamente, sulla base delle esperienze del settore, e di adattarsi alle diverse realtà organizzative. Il fine e’ l’eliminazione del rischio organizzativo, attraverso un sistema strutturato e diffuso di audit, sulla base dell’analisi della “foto del rischio” di partenza. La metodologia è quella di una governance diffusa, secondo una logica trasversale per processi, gestita da un gruppo di facilitatori formati ad hoc”.

Il modello di gestione del rischio di Federsanità Anci intercetta tutte le istanze del nuovo testo del ddl recentemente approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera, finalizzato ad una maggiore appropriatezza nell’utilizzo delle risorse disponibili e alla garanzia della tutela del paziente. In particolare:
a) attivazione dei percorsi di audit o altre metodologie finalizzati allo studio dei processi interni e delle criticità più frequenti;
b) rilevazione del rischio di inappropriatezza nei percorsi diagnostici e terapeutici e facilitazione dell’emersione di eventuali attività di medicina difensiva;
c) predisposizione e attuazione di attività di sensibilizzazione e formazione continua del personale finalizzata alla prevenzione del rischio sanitario;
d) assistenza tecnica verso gli uffici legali della struttura sanitaria nel caso di contenzioso e nelle attività di stipula di coperture assicurative o di gestione di coperture auto assicurative (art 2 del ddl)

“Il modello – spiega Angelo Lino Del Favero, Presidente di Federsanità Anci - rappresenta una tappa importante di un lavoro che dura da anni. Io stesso, nella mia veste di Direttore Generale della Azienda ULSS 7 del Veneto, mi cimentai in un modello di gestione del rischio nato in Canada, poi qualcuno mi pose questa domanda: Ma, se è vero che siamo tra le migliori sanità del mondo, perché utilizziamo strumenti anglosassoni? Da lì partì un gruppo di studio di Federsanità Anci che iniziò a costruire e sperimentare un 'modello italiano' di gestione del rischio. Ad oggi circa 30 Aziende sanitarie ci hanno aiutato a sperimentarlo ed a migliorarlo e questo ha portato alle prime “certificazioni” e, soprattutto, ad evidenti riduzioni delle sinistrosità nelle strutture. Per questi risultati vanno ringraziati tutti gli attori che hanno contribuito a costruire un progetto italiano per la nostra sanità. Ora – ha concluso Del Favero – la seconda fase del progetto prevede la costruzione di una casa più grande nella Fondazione Sicurezza in Sanità e con il plausibile intervento dell’Istituto Superiore di Sanità come ente certificatore”.

La realizzazione definitiva del modello Federsanità Anci è stata conclusa recentemente nell’Azienda Ospedaliera S.G. Moscati di Avellino che nel 2015, sino ad oggi, ha avuto solo cinque richieste risarcitorie.
“Il modello è una struttura scalabile ed incrementale – spiega Stefano Mezzopera Risk manager di Federsanità Anci - che può essere applicata rapidamente nelle strutture virtuose, ma che non umilia quelle che non lo sono poiché garantisce un costante miglioramento dei livelli di sicurezza. Nasce dal concetto "conosco gestisco controllo" e dal vecchio concetto di 'alzare i sassi' cioè di guardare con attenzione ai processi. Ha un approccio formativo e non consulenziale ed è studiato per essere implementato. I livelli al momento due, sono composti da requisiti trasversali (es. Documentazione clinica assistenziale) che interessano l'intera azienda e verticali , e dopo quelli specifici (ES blocco operatorio). Inizia con la formazione dei facilitatori e il loro affiancamento nella redazione della fotografia del rischio che è fatta in tutte le UU.OO. e i servizi dell'Azienda. Terminata la fotografia si ottiene il punto zero su cui impostare le scelte di miglioramento”.
 
Massimo Dutto, Direttore Dipartimento Healthcare Bureau Veritas Italia, che ha rilasciato il primo certificato al modello: “Siamo molto orgogliosi di continuare a contribuire al modello sistemico per la gestione del rischio clinico di Federsanità Anci e Agenas e ci auguriamo che questa best practices possa essere imitata da molte altre strutture sanitarie. Bureau Veritas, in Italia dal 1839, opera da decenni nel settore sanitario, attraverso auditor qualificati e competenti provenienti dall’ambito specifico e grazie ai molteplici accreditamenti e notifiche nazionali e internazionali, è riconosciuto come uno dei più qualificati partner nella gestione del rischio”.
 

27 novembre 2015
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