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Albo DG ASL. Del Favero: "Soddisfazione per svolta meritocratica"

La svolta meritocratica è essenziale e la creazione di un Albo nazionale – ha spiegato il Presidente Angelo Lino Del Favero in riferimento al decreto legislativo all'esame del Cdm di questa sera – non può prescindere da alcune priorità sostanziali, che ritroviamo nel nuovo provvedimento

20 GEN - Federsanità Anci esprime una sostanziale condivisione rispetto a quanto introdotto dalle nuove norme previste in approvazione durante il Consiglio dei Ministri di questa sera. "La svolta meritocratica è essenziale e la creazione di un Albo nazionale – ha spiegato il Presidente Angelo Lino Del Favero – non può prescindere da alcune priorità sostanziali, che ritroviamo nel nuovo provvedimento. La prima è quella della formazione manageriale per offrire la possibilità di una preparazione ad alto livello per il vertice apicale della sanità, quindi Direttori generali, amministrativi e sanitari, anche attraverso la creazione di una Scuola di alta formazione. Poi la valutazione centrale congiunta tra Stato e Regioni e, infine, l'introduzione di criteri selettivi rigidi, attentissimi alla professionalità, seri e uniformi su scala nazionale”.

Da tempo i Direttori Generali auspicano l'introduzione di uno strumento di questo tipo a tutela del proprio percorso professionale, che possa anche garantire la valutazione dell'operato al termine e durante il mandato. "Questo – sottolinea Del Favero - presuppone la messa a punto di un metodo di valutazione, scientificamente validato, con criteri legati agli obiettivi assegnati contrattualmente al manager per evitare situazioni ambigue in cui la mancata conferma di un manager non specifica se questo non abbia assolto agli obiettivi assegnati o se, piuttosto, per la fase successiva sia necessario un profilo con competenze diverse".

Infine Federsanità Anci auspica che presto venga anche introdotto un trattamento economico di base uguale per tutto il Paese con sistemi premianti che ogni Regione deciderà in base a obiettivi che devono essere definiti, dettagliati e verificati. Occorre, infatti, superare l’attuale mistificazione riguardo al compenso dei Direttori Generali della sanità pubblica italiana. Pur gestendo aggregazioni complesse equiparabili a grandi Province del nostro Paese - con tutto quello che ne consegue in termini di responsabilità - i Direttori Generali percepiscono retribuzioni inferiori ai Capo Dipartimento degli ospedali presenti nel territorio della loro Azienda. 

20 gennaio 2016
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