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18 NOVEMBRE 2018
      
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La Comunicazione come determinante di salute: il ruolo dei social network

Federsanità protagonista della Notte Europea dei ricercatori al Ministero della Salute nell'evento di oggi 28 settembre "I social per la promozione della salute e della scienza, empowerment per cittadini ed operatori".

28 SET - Qual è il rapporto tra social network, social media ed equità d’accesso alle cure? Circa cittadino su 3 in Italia è a rischio di povertà (33%). Le persone più povere e con un basso livello di istruzione accedono meno alle informazioni e sono più esposte ai rischi per la salute. In tutta Europa i cittadini in condizioni di svantaggio sociale tendono ad ammalarsi di più, a guarire di meno, a perdere autosufficienza, ad essere meno soddisfatti della propria salute e a morire prima. Mano a mano che si risale lungo la scala sociale questi stessi indicatori di salute migliorano secondo quello che viene chiamata la legge del gradiente sociale.

La letteratura afferma che, se in Italia come negli altri paesi europei si potessero eliminare le disuguaglianze di mortalità tra le persone più istruite e quelle meno istruite, potremmo contare su un possibile risparmio del 25% delle morti tra gli uomini e più del 10% tra le donne, lo stesso vale tra ricchi e poveri.
Tutte le organizzazioni che si occupano di programmazione nell’ambito della salute stanno lavorando per contrastare l’iniquità d’accesso alle cure.
Non si parla più, solo, di politiche per la salute ma di Salute in tutte le politiche (Global Conference on Health Promotion 2013).

Come il mondo dei Comunicatori pubblici, dei Giornalisti accanto ai professionisti del Sistema sanitario, può infrangere, quindi, la barriera informativa che si contrappone all’equità di accesso, soprattutto, delle persone più svantaggiate?
Possono i social essere un deterrente nella lotta alle disuguaglianze? In Italia gli utenti attivi sui social media sono il 57%, più della metà della popolazione, con una crescita del 10% nell’ultimo anno (fonte Global Digital 2018).

Gli utenti italiani passano quasi due ore al giorno sui social, sopratutto su Facebook, che continua a mantenere il proprio primato tra coloro che hanno un livello di istruzione meno elevato, tra i più giovani ed i meno giovani e tra gli stranieri, che difficilmente abbandonano la loro terra senza avere almeno un telefono cellulare che oggi ha costi accessibili per tutti. Non solo. Anche tra le persone disabili i social sono estremamente diffusi e risultano importanti come strumento sia di informazione che di socializ­zazione.
 
Recenti studi realizzati in Italia (Spano et al., 2011) hanno evidenziato i benefici derivanti dall’uso dei social network per persone con disabilità uditiva. I social network costituirebbero un ambien­te fertile per l’instaurarsi di relazioni significative che possono portare ad un potenziamento delle compe­tenze dei sordi e come i para-sportivi (Bundon & Clarke, 2015) usino blog, Facebook, Twitter, e altre forme di co­municazione online per cercare informazioni, esse­re coinvolti in attività di promozione sociale e per costruire reti sociali non solo online.

Per questo riteniamo indispensabile lavorare sia come Federsanità che come tavolo salute di PA social per favorire anche attraverso i social la lotta alle disuguaglianze. Per questo coinvolgeremo, non solo tutte le Azienda associate ma anche tutti gli scritti al Tavolo, contrastando da una parte le Facke news accanto a Fnomceo, Cittadinanza attiva, FNOPI, Ministero della Salute Istituto Superiore di Sanità ed INMP. 

La nostra intenzione è quella di implementare l’utilizzo dei social, a seconda del la fascia di età e delle altre caratteristiche che ne determinano la diffusione, per la promozione della salute, per una sempre maggiore trasparenza e partecipazione, per favorire gli screening, i follow up, l’aderenza alla terapia ed in tutti quegli ambiti i cui i professionisti della salute ci vorranno indirizzare.
 
Fondamentale, in tal senso, sarà costruire un’alleanza oltre che con Fiaso, con l’Associazione Comunicazione Pubblica e con l’Ordine dei Giornalisti, preziosi alleati nella diffusione di corrette informazioni. Solo infatti un’azione strutturata e sinergica potrà favorire il recupero di un rapporto di fiducia con i cittadini, contrastando, in un momento così delicato, le aggressioni nei confronti dei professionisti e contribuendo ad un uso appropriato dei servizi che il Sistema sanitario mette a disposizione. Solo così la salute potrà continuare ad essere, in Italia, un diritto, a tutti garantito a partire dai più fragili come recita la nostra Costituzione.
 
Marzia Sandroni
Coordinatrice tavolo dei comunicatori Aziende associate Federsanità
Tavolo salute - PA Social 


28 settembre 2018
© Riproduzione riservata


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