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Covid. Frittelli (Federsanità): “Ci ha insegnato che la salute pubblica va tutelata anche nelle strutture sociali gestite dai Comuni”

"Non solo nelle strutture assistenziali, governate dal Ssn, ma anche nelle strutture sociali gestite dai Comuni, come pure nelle strutture che si trovano su quei territori (si pensi alle case di riposo). E’ il momento di monitorare integralmente questa rete e utilizzarla. Dobbiamo chiederci quanto sia ancora inattuata la legge 328/200, quali siano i margini di riforma, quali gli ambiti di innovazione". Così la presidente di Federsanità a Bari al Forume Mediterraneo in sanità.

08 OTT - La Presidente di Federsanità Tiziana Frittelli ha aperto la Tavola Rotonda "L’integrazione tra sociale e sanitario oggi: sfide ed opportunità a 20 anni dalla Legge 328/2000" organizzata da Federsanità in collaborazione con Anci nell'ambito dei lavori del Forum mediterraneo in sanità in corso a Bari.
I lavori sono stati avviati da un messaggio del Presidente Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro e da un intervento del presidente del consiglio nazionale Anci Enzo Bianco.
 
“Quello della salute, dall’integrazione sociosanitaria all’educazione sui corretti stili di vita - ha scritto Decaro - è un tema su cui l’associazione dei Comuni ha da tempo avviato un dibattito interno, con la consapevolezza che la tutela e la promozione della salute dei cittadini sono compiti fondamentali dei sindaci”.

Bianco nel suo intervento ha fatto cenno “alla positiva esperienza avviata durante il mandato di sindaco a Catania della Conferenza permanente dei direttori delle aziende territoriali ed ospedaliere, insieme con le istituzioni regionali. Un modello che potrebbe essere ripreso nell’ambito del processo di riforma dell’ordinamento sanitario”.
 
“La vicenda Covid – ha aggiunto - dimostra che metà della partita si gioca sul terreno sanitario ma un’altra parte importante riguarda gli aspetti sociali (persone anziane, Rsa, e minori e strutture). Una sfida decisiva che non può essere vinta senza la sinergia della sanità con il mondo dei Comuni come dimostra la collaborazione – ha concluso - avviata con la firma dell’accordo tra Anci e Federsanità".
 
Il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, nella sua veste di delegato Anci al Welfare ha detto: "su queste basi si pone l’esigenza di rafforzare il ruolo dei Comuni, dei sindaci nel rapporto quotidiano di governance della sanità insieme alla Regione e alle aziende sanitarie. Dopo anni di tagli è il momento di un forte incremento dell’investimento sulla sanità pubblica del nostro Paese”. Infine ha indicato alcune tematiche chiave di una agenda contemporanea per affrontare innovazione delle politiche sanitarie. "Questa deve comprendere dall’integrazione sociosanitaria a una forte azione di sviluppo della medicina di territorio, fino alla riforma dei servizi attraverso maggiori competenze sanitarie, in primis le residenze per anziani”.

Tiziana Frittelli, presidente Federsanità Anci, nel suo intervento ha dichiarato: "Questo incontro apre una stagione nuova per Federsanità che, tra l’altro, coincide con la terribile esperienza della gestione della pandemia. Una stagione in cui il valore emergente è quello dell’alleanza, da tutelare e preservare. L’alleanza tra professionisti e istituzioni, tra ospedale e territorio e, poi soprattutto, l’alleanza terapeutica con il cittadino, ritrovata in un momento difficile, dopo che questo Paese ha dovuto emanare una legge per la tutela degli operatori sanitari, troppo spesso vittime negli ultimi anni di episodi di violenza.
Ecco allora l’importanza della riscoperta del senso di appartenenza e del superamento degli interessi contrapposti a favore del benessere proprio e altrui, nell’ottica di una visione di salute one health in cui non si può prescindere da un dovere individuale, teso a preservare la salute della comunità con un senso di responsabilità imprescindibile soprattutto in questo momento storico".

"La vicenda del Covid ci ha insegnato che la salute pubblica va tutelata non solo nelle strutture assistenziali, governate dal Ssn, ma anche nelle strutture sociali gestite dai Comuni, come pure nelle strutture che si trovano su quei territori (si pensi alle case di riposo). E’ il momento di monitorare integralmente questa rete e utilizzarla sia per la promozione di sani stili di vita, che per trovare intelligenti e integrali soluzioni di presa in carico, coinvolgendo in via diretta anche il terzo settore, le associazioni dei pazienti, i care giver, con unica cabina di regia. In questo contesto si inserisce la celebrazione della legge 328 a vent’anni dalla sua emanazione: oggi qui dobbiamo chiederci quanto sia ancora inattuata la legge, quali siano i margini di riforma, quali gli ambiti di innovazione anche alla luce di quanto hanno registrato i sistemi locali di welfare a seguito dell’attuale stato di emergenza epidemiologica (Covid-19).
Obiettivi univoci per ASL/AO e Territori:
- promozione di politiche che aiutino le persone a sviluppare le capacità e consapevolezza
- rafforzamento di reti che tengano conto dei nuovi attori del welfare
- capacità di leggere i nuovi bisogni e innovare le risposte sociali

La forza di quella legge è sempre stata la forte condivisione con cui è nata che non dipese da un legislatore illuminato, ma da un sentire nazionale comune. Il valore della 328 è quello di aver saputo dare dignità a un intero comparto, ma con gli occhi di oggi dobbiamo considerare che lo stesso testo non tiene conto abbastanza di nuovi bisogni quali migrazioni, invecchiamento della popolazione, cronicità", ha concluso Frittelli. 

08 ottobre 2020
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