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Asugi. Per i dirigenti medici c’è “una ingiustificata e incomprensibile sperequazione del personale” 

Personale medico in eccedenza in Cardiologia e poco in Oncologia, con spreco di denaro pubblico, mancanza di posti letto in Oncologia primaria e discrepanze fra le risorse umane di Odontostomatologia e Psichiatria rispetto alle altre aziende sanitarie. Sono questi i punti che i sindacati della dirigenza medica sollevano alla Regione Friuli Venezia Giulia

26 NOV - Le organizzazioni sindacali dei dirigenti medici denunciano anomalie sull’organizzazione del personale, a volte in difetto ed a volte in esubero, nell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (Asugi). E con una nota del 16 giugno scorso e con una successiva del 11 novembre, indirizzata al vicepresidente e assessore alla Salute Riccardo Riccardi; al presidente e al segretario della commissione Salute, Ivo Mora e Mario Negro, ed al Direttore Generale dell’Azienda, Antonio Poggiana, chiedono dei chiarimenti.

“Da una semplice analisi, – spiegano Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Anpo-Ascoti-Fials Medici, Cisl Medici, Fassid, Fpcgil, Fpcgil, Fvm e Uil Medici – si comprende come vi sia una netta ed assoluta incongruenza in riferimento alla popolazione, fra  risorse impegnate e l’epidemiologia in alcuni reparti, come ad esempio in cardiologia e l’oncologia. Viceversa, se si fa la stessa comparazione fra le altre due Aziende Sanitarie, il rapporto è più coerente”.


Per i sindacati la difformità apparirebbe nel numero dei medici in servizio in cardiologia, che risultano essere 50, contro i 35 in oncologia. Inoltre, evidenzia la nota, Asugi sembra essere l’unica Azienda Sanitaria in Italia, con più di 300.000 abitanti, a non avere in nessuna delle proprie sedi ospedaliere, posti letto di degenza ordinaria per l’oncologia, successivamente ad una  riduzione avvenuta per una carenza di personale medico ed infermieristico.

Le Ooss riferiscono, inoltre, che Asugi, pur dichiarando di non avere le risorse per l’attivazione di nuovi posti letto per la degenza ordinaria in oncologia, vorrebbe attivare un secondo centro trapianti allogenici di midollo osseo, di fatto duplicando quello già attivo a Udine da 30 anni. Tutto questo causerebbe, secondo i sindacati dei dirigenti medici, doppioni e spreco di denaro pubblico.

E ancora, in Asugi anche per quanto riguarda l’Odontostomatologia e la Psichiatria, continua l’analisi delle OO.SS., vi sarebbe una netta discrepanza di risorse umane e strutturali, in rapporto alle altre aziende sanitarie. “Sono realtà strutturali che non appaiono omogeneamente in linea con standard di riferimento regionale, e che evidenziano una ingiustificata e incomprensibile sperequazione”.

Alla prima nota del 16 giugno scorso ha risposto il  Direttore Generale di Asugi, Antonio Poggiana, affermando che la dotazione delle risorse umane e setting di cura assistenziali sono di natura gestionale e che tale responsabilità è riservata in capo al Direttore Generale (vedi risposta integrale).
 
Una risposta a cui i sindacati hanno reagito inviando una seconda nota a Riccardi; a Moras e Negro, sollecitandoli  ad un confronto.

“Le scelte di programmazione sanitaria possono essere sì, talora influenzate dal DG, ma sono proprie della Regione come:

un dimensionamento inadeguato (gestione per difetto, ma anche in esubero) di una disciplina ad alta prevalenza in altre aziende, ricade inevitabilmente sul SSr, e non soltanto su Asugi;

l’eventuale attivazione di un’area trapianti allogenici (gestione per eccesso e in difformità alle indicazioni nazionali) ricade anch’essa sul sistema, dato che vi sarà una diluizione regionale delle prestazioni, con evidente ricaduta sull’”expertise” individuale dei professionisti, in contrasto con quanto previsto dai criteri di accreditamento;

- l’attribuzione di autorizzazioni prescrittive a specialisti di altre discipline è una questione regionale, se non addirittura nazionale;

la seppur minima riproducibilità dell’assegnazione di risorse specialistiche, a fronte della medesima popolazione regionale con analoghi bisogni è un tema di programmazione regionale.

Per questo motivo le organizzazioni sindacali hanno formulato delle osservazioni chiedendo dei chiarimenti, “che in questo caso risultano essere non ancora stati forniti”, concludono Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Anpo-Ascoti-Fials Medici, Cisl Medici, Fassid, Fpcgil, Fpcgil, Fvm e Uil Medici.

Endrius Salvalaggio

26 novembre 2021
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