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Friuli VG. I direttori generali del Burlo di Trieste e del Cro di Aviano in carica dal 18 maggio

Al Cro di Aviano è stato scelto Mario Tubertini e al Burlo Garofolo di Trieste Gianluigi Scannapieco. Manterranno l'incarico fino al 31 dicembre 2018. Serracchiani: "Vi aspetta un grande lavoro perché si tratta di due Istituti fondamentali nelle dinamiche sanitarie, che vorremmo ci aiutassero a diventare attrattivi rispetto alle altre regioni e ai Paesi vicini".

12 MAG - Inizieranno a lavorare lunedì 18 maggio i nuovi direttori generali del Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano Mario Tubertini e dell'Istituto  materno infantile Burlo Garofolo di Trieste Gianluigi Scannapieco, recentemente indicati dalla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia. E manterranno l'incarico fino alla fine di dicembre del 2018. È quanto si legge in una nota della Regione diffusa dopo la sottoscrizione, ieri nella sede del Consiglio regionale, del contratto di lavoro dei due manager assieme alla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, presente l'assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca.

"Andrete a operare in due eccellenze del Friuli Venezia Giulia che vogliamo consolidare alla luce della Riforma della Sanità regionale, che richiede un processo di autonomia e rafforzamento e, parallelamente, di integrazione con il sistema sanitario nei rispettivi settori di competenza", ha evidenziato la presidente Serracchiani, esprimendo particolare soddisfazione per la scelta.

"Siamo consapevoli - ha aggiunto Serracchiani - che vi aspetta un grande lavoro perché si tratta di due Istituti fondamentali nelle dinamiche sanitarie, che vorremmo ci aiutassero a diventare attrattivi rispetto alle altre regioni e ai Paesi vicini".


"Abbiamo scelto i nuovi manager - ha affermato l'assessore Telesca - sulla base delle logiche che ci hanno sempre animato in questi due anni di legislatura: competenza, professionalità, esperienza, con l'obiettivo di dare attuazione al grande disegno di riordino della Sanità in Friuli Venezia Giulia. Un percorso di riforma in cui abbiamo fatto una scelta precisa, mantenere i due Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) con l'intenzione di valorizzare sempre di più queste due eccellenze, rilanciandone la loro peculiarità, ovvero il ruolo scientifico, di alta specializzazione, di ricerca collegata all'assistenza, in sintonia con le altre Aziende per l'Assistenza Sanitaria, e con una rinnovata capacità attrattiva. Sempre in una logica di umanizzazione dei servizi".

Con queste ultime due scelte si completa quindi la squadra dei direttori generali degli Enti del Servizio Sanitario Regionale (SSR): "siamo certi che si tratti di una squadra vincente", ha affermato Telesca.

"Baserò il mio lavoro riferendomi ai contenuti della Riforma della Sanità regionale", ha sottolineato il direttore generale Tubertini, definendo la legge di riordino "importante momento di trasformazione della rete dell'offerta". "In questo senso credo che il ruolo di un Istituto come il CRO assuma maggiore rilievo", tenendo nella dovuta considerazione la "delicatezza nei confronti dei pazienti. Mi muoverò con la doverosa attenzione verso i cittadini, rafforzando la ricerca collegata all'assistenza". Elementi che per Tubertini vanno "di pari passo", nel senso che "la ricerca di qualità è strumento essenziale per trasformarsi in una migliore qualità dell'assistenza".

Consapevole del compito, impegnativo, di definire un progetto di rilancio del Burlo Garofolo è il direttore generale Scannapieco. "Arrivo in una realtà importante, con una significativa storia alle spalle; è una realtà conosciuta in tutta Italia e anche al di fuori, e quindi va assolutamente valorizzata, contestualizzandola rispetto a una situazione in cui tutto il mondo della sanità è in cambiamento". "Come previsto dalla Riforma e dal Piano sanitario regionale, mi concentrerò anche sul rafforzamento della capacità attrattiva". Parallelamente il direttore Scannapieco intende valorizzare anche le relazioni con l'Università, "con cui c'è già un buon rapporto: l'Università ha un ruolo importante nella didattica e nella ricerca, il rapporto con l'Ateneo triestino sicuramente può contribuire a darci interessanti spunti di rilancio".
 

12 maggio 2015
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