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Friuli VG. Pazienti denunciano criticità su prescrizioni ausili. Telesca: “Vigileremo”

La questione discussa in Consiglio Regionale. Dall'assessore l'impegno a definire i nuovi LEA, a sorvegliare sull'appropriatezza della prescrizione, a migliorarne l'omogeneità sul territorio, a lavorare sulla burocrazia. “Ma ricordiamo che le risorse risparmiate possono essere utilizzate per altri settori, per esempio i farmaci oncologici”.

28 LUG - Audizione incentrata sulle criticità segnalate nelle prescrizioni di ausili e presidi ortopedici e acustici quella svolta ieri dalla III Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia con l'assessore alla salute Maria Sandra Telesca, l'Associazione diritti del malato di Udine, l'Associazione nazionale mutilati e invalidi di Udine, il Commissario straordinario dell'Azienda sanitaria 4 Mauro Delendi e la Consulta regionale delle associazioni dei disabili.

Da parte dell'Associazione diritti del malato, attraverso la voce della presidente Anna Agrizzi, la segnalazione di una serie di casi considerati la punta dell'iceberg di un problema più ampio, ovvero, come riporta la nota della seduta pubblicata sul sito del Consiglio, “il fatto che i medici fisiatri prescrittori delle Aziende per l'assistenza sanitaria e gli ortopedici che operano nei diversi nosocomi della regione stanno applicando modalità di prescrizione degli ausili protesi-ortopedici molto restrittive e penalizzanti sia nei confronti degli adulti che dei bambini nell'ambito del servizio sanitario nazionale, con la tendenza, poi, dei medici specialisti a non prescrivere i dispositivi ortopedici, ma solo a consigliarli; cosa che accade - è stato sottolineato - anche nei casi delle patologie gravi e conclamate e soprattutto per i bambini ai quali vengono a mancare i fondamentali supporti in un'ottica preventiva oltre che di miglioramento della qualità della vita”.


Segnalata anche la vetustà del decreto ministeriale che indica quali siano i dispositivi medici forniti gratuitamente dal SSN. “Risale al 1999 e in esso sono indicati presidi ortopedici ormai inutilizzati e superati con l'evoluzione tecnologica. Cosa che costringe un invalido a dover integrare di tasca propria quanto il SSN non riesce a fornire basandosi solo sulle tabelle del decreto”. Lamentata anche la scarsità di informazione da parte degli specialisti ai pazienti circa il diritto di poter personalizzare i presidi ortopedici con accessori più adeguati alle proprie esigenze e le lungaggini burocratiche, in particolare nel comunicare l'autorizzazione della prescrizione al cittadino e alle aziende fornitrici da lui scelte. Così, fra le richieste avanzate, oltre ai fondi necessari per l'acquisto dei presidi, c'è quella di una commissione tecnica che realizzi un tariffario regionale dei nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) aggiornati al 2015 per quanto riguarda presidi e ausili ortopedici, che le circolari delle direzioni sanitarie abbiano un contenuto chiaro e scevro da interpretazioni che non limiti l'attività dei medici prescrittori, con l'obiettivo di una migliore appropriatezza della prescrizione specie nei casi più gravi.

Un quadro di segnalazioni e istanze ulteriormente definito dal presidente nazionale e regionale dell'Associazione mutilati e invalidi civili Alberto Trovò, che ha sollecitato a escludere la formula del consiglio nella prescrizione: “Un presidio o un ausilio o serve o non serve”, ha detto insistendo sulla questione della appropriatezza, sulla necessità di un reinquadramento dei percorsi che un paziente deve compiere e, soprattutto, sull'importanza di incidere sui meccanismi burocratici che pesano soprattutto sulle persone più bisognose.

La discussione si è quindi spostata sulla situazione dell'Azienda sanitaria 4, che nel 2007 era quella con una spesa pro capite maggiore. “L'attivazione di regolamenti, la creazione del magazzino informatico e di una struttura per il riutilizzo dei presidi hanno reso possibile una riduzione dei costi - ha spiegato il Commissario straordinario dell’Azienda ospedaliero-universitaria "Santa Maria della Misericordia" di Udine e dell’Ass 4 “Friuli centrale” Mauro Delendi, sottolineando che l'obiettivo "non è ridurre le prescrizioni ma la spesa, rispettando sulla base dei criteri il budget assegnato: oltre 3 i milioni di euro per presidi, ausili e protesi. Nessuna premialità quindi basata sulla riduzione delle prescrizioni".
 
Quanto ai dati, nel 2013 le prescrizioni sono state 9.640, nel 2014 8.110; nei primi 5 mesi dell'anno in corso 3.526, il che potrebbe voler dire 8.220 prescrizioni, in aumento dunque rispetto all'anno scorso. Nel primo quadrimestre, i pazienti a livello di azienda sono stati 1.711; 1.029 nel distretto di Udine: su questi, 18 i casi respinti, di cui 8 da residenze protette, rimanendo così 10 i privati. "Errori possono succedere”, ha ammesso il Commissario ricordando anche che attualmente è in vigore la fornitura diretta di ausili, per cui non serve la prescrizione, e ribadendo che una riduzione delle prescrizioni non corrisponde a una riduzione delle erogazioni.

Il presidente della Consulta regionale delle associazioni dei disabili., Vincenzo Zoccano, escludendo che l'azienda sanitaria non abbia agito correttamente ha evidenziato la necessità di affrontare la disabilità - qui riferita agli aspetti ortopedici e acustici - in un quadro complessivo perché il disabile abbia l'ausilio più adeguato.

Dall'assessore alla Sanità, Maria Sandra Telesca, l'impegno a fare il possibile per definire i nuovi LEA, a sorvegliare l'aspetto della appropriatezza della prescrizione, a migliorarne l'omogenità sul territorio, a definire regole generali, a proseguire sul lavoro già avviato riguardo gli interventi sulla burocrazia. “E se – ha detto Telesca con riferimento ai dati forniti dall'Azienda - errori sono stati commessi, essi vanno corretti, ma ricordando che le risorse risparmiate possono essere utilizzate per altri settori, per esempio i farmaci oncologici”.
 

28 luglio 2015
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