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In Fvg mancano circa 200 medici. Fregonese (Anaao): “Aprire al cambio generazionale per evitare di richiamare i pensionati”

Al “Burlo Garofolo” di Trieste concorsi aperti agli specializzandi iscritti all’ultimo anno. Una soluzione che potrebbe essere replicata per il segretario regionale Anaao, che per risolvere il problema suggerisce anche “che le università abbia un numero di iscritti congruo con il fabbisogno e con le borse di studio” e che “non ci siano veti da parte delle stesse università sull’attivazione degli ospedali di insegnamento”.

03 APR - Da uno studio Anaao il saldo negativo dei medici in FVG sfiora le 200 unità e il comparto più in sofferenza riguarda medicina interna: anestesisti, rianimatori, terapisti, medici d’urgenza, chirurgia e pediatria. A pagarne le spese di questa emergenza, non sono solo gli utenti finali, ma gli stessi medici. Fa sapere il Segretario Regionale Anaao Assomed FVG, Valtiero Fregonese: “Certamente che i potenziali pazienti sono i primi a pagarne le spese, ma non dimentichiamoci dei medici che hanno nell’ambiente di lavoro un disagio crescente: turni sempre più pesanti, con orari di lavoro sempre più lunghi ed accumuli di ferie”.  

Di settimana in settimana, molti medici ed infermieri stanno uscendo dai nosocomi, molto spesso dovuto dal raggiungimento della quiescenza sia per il “rito Fornero che per la quota 100”. Se quindi, da una parte il Governo ha aperto le forbici della pensione con il provvedimento “quota 100”, dall’altra, e qui sta l’anomalia del sistema, le regioni ipotizzano di richiamare i medici in pensione sia pur temporaneamente per non chiudere il servizio, come è già successo all’Istituto di Ricerca e Cura “Burlo Garofolo” di Trieste. “Da un controllo, che ho fatto proprio in questi giorni – spiega Fregonese – in tutti i concorsi che sono attualmente pubblicati nella nostra Regione, dove è previsto per norma, stanno dando la possibilità agli specializzandi iscritti all’ultimo anno, di concorrere. Questa applicazione della norma allarga di molto la platea dei concorrenti evitando con molta probabilità di ricorrere alla richiesta di medici in pensione”.


Va riconosciuto che i problemi che oggi stiamo pagando, sono il frutto di una mala gestio della programmazione sul reale fabbisogno del personale medico ed infermieristico, da parte del Ministero, dell’Università e della Regioni. “Non esistono oggi per domani ricette che possono risolvere il problema sulla  mancanza di organico negli ospedali – conclude il Segretario Anaao – ad oggi se si vuole risolvere il problema e, per i prossimi anni, abbiamo bisogno, come per altro appena detto, che nei concorsi possano partecipare gli specializzandi dell’ultimo anno, che le università abbia un numero di iscritti congruo con il fabbisogno e con le borse di studio e che non ci siano veti da parte delle stesse università sull’attivazione degli ospedali di insegnamento in discussione dal 1980!”.   

Endrius Salvalaggio

03 aprile 2019
© Riproduzione riservata


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