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Riforma sanitaria FVG. Riccardi: “Ambiziosa e necessaria. Su presa in carico si gioca sostenibilità Ssr””

Dopo il via libera in Giunta alla bozza di riforma, l’assessore incontra i professionisti della sanità per illustrare le novità in arrivo. "Mettere al centro il distretto e collegarlo all'assunzione di responsabilità del suo direttore, che avrà indipendenza di budget, rappresenta un importante passaggio culturale”, ha detto Riccardi. Elemento prioritario nella riforma saranno anche la personalizzazione delle cure e la presa in carico. Anche per un uso appropriato delle risorse.

25 OTT - "Mettere al centro il distretto e collegarlo all'assunzione di responsabilità del suo direttore rappresenta un importante passaggio culturale in quanto il dirigente avrà indipendenza di budget ma, in questo modo, dovrà dare delle risposte di salute al paziente con una presa in carico del cittadino all'interno di un percorso assistenziale”. Così il vicegovernatore con delega alla Salute del Fvg e assessore regionale alla salute, Riccardo Riccardi, ha illustrato ai rappresentanti degli ordini dei Medici, delle Professioni infermieristiche e delle organizzazioni sindacali del comparto sanità le novità della riforma fresca di approvazione in Giunta e ora in cammino verso l’approvazione in Consiglio, attesa entro l’anno.

“Mettere al centro il distretto e collegarlo all'assunzione di responsabilità del suo direttore - ha affermato Riccardi - rappresenta un importante passaggio culturale in quanto il dirigente avrà indipendenza di budget ma, in questo modo, dovrà dare delle risposte di salute al paziente con una presa in carico del cittadino all'interno di un percorso assistenziale".


Al direttore del distretto si dà, quindi, autonomia finanziaria ma si richiede capacità di analisi del contesto e dei bisogni, oltre che di governare il percorso assistenziale con una presa in carico che accompagni il paziente lungo tutto il tragitto.

Sul tema delle risorse per potenziare alcuni capitoli inseriti nel ddl, sollevato dalle parti sindacali, Riccardi ha evidenziato come gli investimenti necessari potranno essere reperiti anche laddove ci sono spazi per il contenimento della spesa.

“Attendiamo le osservazioni scritte dei portatori di interesse - ha indicato Riccardi - su una riforma che è necessaria quanto ambiziosa, pur se connotata dalla gradualità, e sulla quale serve un'alleanza del sistema".

Il vicegovernatore è poi intervenuto alle Giornate mediche a Palmanova per illustrare altri aspetti della riforma. “La riforma sanitaria - ha detto - pone un cambio di paradigma che poggia sul principio della personalizzazione, per riconfigurare l'intero sistema partendo dalla persona entro il suo ambiente di vita e di relazione, perché possa essere più protagonista delle scelte che la riguardano e avere maggiore controllo sulle risorse che sono necessarie a sostenere i suoi percorsi di cura ed inclusione".

Per Riccardi è necessario superare il modello di interazione basato sull'esercizio separato delle proprie competenze nell'ambito delle rispettive organizzazioni e nel riconoscimento dell'integrazione sociosanitaria quale formula organizzativa di produzione unitaria di salute e benessere.

Il vicepresidente è intervenuto a conclusione della tavola rotonda in cui Antonino Zagari, direttore della Azienda sanitaria di Sondrio, ha illustrato la presa in carico del paziente cronico secondo il modello Lombardia. "Un sistema figlio di una storia diversa ma che è sicuramente interessante da studiare e approfondire", ha commentato Riccardi.

"A livello organizzativo - ha quindi ribadito Riccardi - è il Distretto il nodo centrale dell'integrazione sociosanitaria, il luogo dove realizzare la presa in carico degli assistiti e la sanità di iniziativa. Il Distretto assicura che gli utenti e le loro famiglie siano supportati nell'organizzazione dell'accesso ai servizi e alle prestazioni previsti nel percorso di cura. In questo contesto di presa in carico dei casi cronici e complessi l'integrazione sociosanitaria è ancor prima permessa dal medico di medicina generale e dal pediatra di libera scelta nel ruolo di principale responsabile clinico nel governo della cronicità".

Riccardi ha spiegato che nel ddl di riforma il tema dell'integrazione socio-sanitaria è stato affrontato cercando di guardare ad una prospettiva di costante integrazione tra l'area sociale e quella sanitaria con i reciproci servizi e ciascuno nell'ambito dell'esercizio delle proprie separate organizzazioni, anche attraverso un migliore raccordo tra gli strumenti di programmazione di ambito sociale e sociosanitario. A livello di continuità assistenziale ospedale territorio, si mira a sviluppare il modello organizzativo di assistenza basato sui collegamenti in rete tra professionisti, strutture aziendali e servizi.

Per lo sviluppo della continuità assistenziale saranno definite le reti professionali per patologia con il compito di integrare le attività dell'assistenza ospedaliera con le attività dell'assistenza distrettuale, comprese quelle dell'assistenza sociosanitaria.

25 ottobre 2019
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