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Salario accessorio. Tar accoglie ricorso Anaao contro protocollo Regione-Università

Nel protocollo non viene previsto in modo chiaro ed espresso che gravi esclusivamente a carico dei bilanci aziendali il trattamento accessorio spettante ai professori e ai ricercatori universitari che svolgono attività assistenziale presso le Asui e gli altri enti del Ssr gravi esclusivamente a carico dei bilanci aziendali. Comportando il rischio che la relativa spesa vada a incidere sulle risorse destinate esclusivamente al finanziamento del trattamento economico fondamentale e accessorio della dirigenza medica e sanitaria. LA SENTENZA

27 GEN - Siamo nel 2016, quando Anaao Assomed Friuli Venezia Giulia – con l’allora segretario regionale Laura Stabile - impugnava la delibera n. 612 del 13 aprile 2016 che approvava il Protocollo d'Intesa fra Regione e le Università (di Trieste e di Udine) per lo svolgimento delle attività assistenziali degli atenei. La retribuzione dei medici del Ssn è comprensiva di una parte legata all’incarico ricoperto, una ai risultati (obiettivi) raggiunti, e una alle particolari condizioni di lavoro, quali straordinari, reperibilità eccetera. Tali quote sono finanziate da specifici fondi costituiti nell’Azienda, che devono essere interamente impiegati e non possono essere utilizzati per altri scopi.

Nelle cosiddette Aziende “miste” ospedale – università la retribuzione del medico universitario convenzionato, che vi svolge attività assistenziale, prevede l’equiparazione di queste stesse voci, e deve essere integrata dall’Azienda qualora lo stipendio erogato dall’Università non fosse sufficiente; in questo caso l’Azienda è tenuta ad attingere al proprio bilancio, e non a carico dei fondi riservati alla dirigenza medica del Ssn.


Il Protocollo d'Intesa fra Regione e le Università (di Trieste e di Udine) all’articolo 10, comma 7 e 9 invece, non stabiliva in modo chiaro ed esplicito che l’integrazione dovesse essere a carico dei bilanci, con il rischio effettivo e concreto che la spesa per il personale universitario andasse a incidere sui fondi riservati alla retribuzione della dirigenza medica del Ssr. Con la sentenza N. 566/2019, pubblicata il 31.12.2019, il Tribunale Amministrativo del Friuli Venezia Giulia accoglie il ricorso nei punti sollevati da Anaao Assomed FVG, annullando nella relativa parte e per quanto necessario il Protocollo approvato con la delibera n. 612 del 13 aprile 2016.

“Le Aziende sanitarie universitarie integrate Giuliano Isontina e Friuli Centrale – afferma la senatrice Laura Stabile - non potranno utilizzare i fondi riservati a retribuire incarichi, obiettivi, straordinari e pronte disponibilità dei dirigenti medici e sanitari del Ssn per coprire le stesse voci stipendiali degli universitari (art 10 comma 7). Questo anche nel caso in cui il medico, in precedenza appartenente al Ssn, sia passato, senza soluzione di continuità, alle dipendenze dell’Università, quale professore o ricercatore. In queste situazioni è previsto dalla legge che il sanitario possa continuare a essere retribuito dalle Aziende invece che dall’Università ma, ha chiarito il TAR, attingendo al bilancio senza intaccare i fondi destinati agli ospedalieri (art 10 comma 9). L’importanza di questo – precisa Stabile - sta nel fatto che, con la gravissima carenza di medici specialisti che abbiamo in questi anni, è fondamentale rendere per questi attrattivo il lavoro nel servizio sanitario pubblico. Non bisogna però dimenticare che non vi sono solo gli aspetti economici: i medici devono essere incentivati anche con adeguate opportunità di carriera, condizioni di lavoro, qualità dell’ambiente culturale e scientifico”.

Considerato che le Università in Regione Friuli Venezia Giulia sono due, con diverse decine di docenti universitari di medicina per parte, qualora le Aziende Ospedaliere avessero attinto risorse dai fondi dei dirigenti medici per pagare il salario accessorio, la somma da far rientrare dovrebbe essere abbastanza cospicua.

“Questa pronuncia del Tar è emblematica ed è destinata a fare da “apripista”, perché mai in Italia una sentenza - afferma il Segretario Regionale Anaao Assomed Valtiero Fregonese - come questa si era espressa così con tanta chiarezza laddove ci siano le cosiddette Aziende Integrate (miste) e da dove deve avvenire il prelievo del salario accessorio per quei docenti universitari che prestano servizio nelle aziende sanitarie. Come Anaao Assomed FVG, abbiamo già inviato una comunicazione ai direttori generali delle Aziende ospedaliere che ci indicano quanti sono i docenti universitari in servizio e che ci diano contezza delle risorse che sono state erogate per il salario accessorio quadriennio 2016-2019. Secondo i nostri calcoli, seppur approssimativi, ed ipotetici, fra Trieste e Udine, le risorse che dovrebbero rientrare nei fondi potrebbero essere circa 4 milioni di euro per facoltà universitaria”.

Altra questione importante che Anaao Assomed del FVG ha sollevato ai Direttori Generali, è che il Piano Attuativo Locale (PAL) di Trieste risulta essere in disarmonia con quanto dichiarato dalla sentenza del Tar, oltre a questo risulta ancora essere in disarmonia in entrambi i PAL la spesa del personale.

“Ovvero nei Piani regionali – conclude Fregonese – il tetto di spesa del personale non è stato ancora allineato all’ultima finanziaria, approvata prima di Natale, dove viene superato per le Regioni a Statuto speciale il blocco della spesa al 1.4% anno 2004”. Sul ricorso al Tar, presentato da Anaao Assomed nel 2016, ANPO FVG, che rappresenta i Primari ospedalieri, era intervenuta con ricorso “ad adiuvandum”.  “Un successo come questo – espone il Presidente Regionale dell'Associazione Nazionale Primari Ospedalieri per il Friuli Venezia Giulia, Antonio Maria Miotti - non può che sostenere ogni iniziativa sindacale mirante alla verifica diretta di ogni documento di legge o di programmazione sanitaria, sia nazionale o regionale, che aziendale. L'ANPO Friuli Venezia Giulia sarà particolarmente impegnata nel prossimo futuro in questo ambito, data la prevista revisione del protocollo d'intesa tra la Regione e l'Università, promessa in tempi brevi. Questo ricorso accolto dimostra a tutti la necessità di maggiore attenzione e dialogo tra le parti, in particolare tra Regione e rappresentanti degli operatori sanitari, in questo caso i Primari”.   

Endrius Salvalaggio

27 gennaio 2020
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