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FVG. Intervista a Riccardi: “Serve un piano straordinario di valorizzazione e rafforzamento delle risorse umane”

A colloquio con il vicegovernatore e assessore alla Salute per fare un bilancio della gestione dell’emergenza coronavirus e parlare delle azioni future per la sanità regionale. Per Riccardi “la veloce e rilevante assunzione di personale sanitario, avvenuta negli ultimi mesi, ha rappresentato un elemento importante della gestione dell’emergenza. Ora serve un piano straordinario per il personale” che preveda, tra le altre cose, “crescita professionale e premialità”, nonché “piani formativi straordinari”.

22 GIU - “I nostri sistemi organizzativi non erano pronti per affrontare una emergenza sanitaria di questa portata, con questa violenza e velocità. Fortunatamente abbiamo avuto anche un pò di tempo in più per organizzarci; mentre guardavamo cosa stava accadendo nelle altre Regioni prendevamo decisioni che alla fine si sono dimostrate vincenti”. Riccardo Riccardi, vicepresidente alla Regione FVG e assessore alla Salute, analizza con noi quelle che sono state le tappe più importanti in questi mesi di emergenza sanitaria, con uno sguardo anche al futuro.

L’elemento dimostratosi determinante nella regione Friuli Venezia Giulia, ha spiegato Riccardi nel corso del nostro colloquio, è stato la possibilità, sin da subito, di fare diagnosi e di avere a disposizione una Protezione civile ben organizzata e radicata nel territorio. Elementi che messi insieme fra di loro, fin dai primi giorni, hanno contribuito a dare nel tempo un valore aggiunto e a contenere la pandemia.
 
“Siamo riusciti, anche se in modo invasivo – continua Riccardi – ad essere presenti in ogni via, in ogni piazza, in ogni città e Comune con la nostra Protezione civile per dire alla gente di restare in casa. Un’azione che impressionava la popolazione, ma che ha reso subito l’idea che fuori c’era un grave pericolo. Ci ha aiutato molto aver compreso subito la necessità di aumentare la capacità di processare tamponi: siamo partiti con duecento tamponi giornalieri, per arrivare ad oltre quattromila; una capacità che è stata rapidamente implementata, grazie a uno sforzo organizzativo rilevante da parte del sistema, e che oggi ci consente un monitoraggio rivelatosi importantissimo. Questo mix iniziale, secondo noi, ci ha aiutato molto a tenere sotto controllo l’epidemia ed è per questo che mi sento di ringraziare pubblicamente la popolazione per la sua diligenza”.

 
Passata questa fase, caratterizzata dalla circolazione del virus, dall’isolamento e dalle cure, si cerca ora di ritornare ora alla normalità, chiamando in causa i principali servizi territoriali, oltre alle attività ospedaliere, che piano piano stanno ripartendo con una emergenza che dal 31 luglio è stata prorogata al 31 gennaio.
 
“Stiamo ripartendo con tutte le attività ospedaliere - chiarisce il vicegovernatore – con un piano straordinario che le Aziende sanitarie stanno mettendo in atto, sapendo che il virus potrebbe ripresentarsi e riempire nuovamente gli ospedali. L’elemento determinante per la fase due sarà l’organizzazione territoriale, che dovrà adoperarsi per fare diagnosi tempestive e assicurare cure e isolamento. Siamo coscienti, però, che abbiamo appena approvato una buona riforma sanitaria che ben si applica ai servizi territoriali e questo dovrà essere il nostro “elastico sanitario” in grado di contenere la domanda delle terapie intensive e sub intensive, in caso di un’eventuale fase di ritorno del virus”.
 
“La veloce e rilevante assunzione di personale sanitario, avvenuta negli ultimi mesi, ha rappresentato un elemento importante della gestione dell’emergenza coronavirus. Ora serve un piano straordinario di valorizzazione – ribatte Riccardi – e rafforzamento delle risorse umane presenti nel sistema con piani di crescita professionale, elementi oggettivi di premialità e piani formativi straordinari. Un aspetto che in passato è stato trascurato. Parallelamente al rafforzamento degli organici è infatti necessaria un’attenta ricognizione sul personale, la quale tracci un quadro chiaro dei settori che devono essere potenziati per valorizzare le tante professionalità che contraddistinguono il nostro sistema sanitario. Si tratta di un passaggio fondamentale, che la Regione intende compiere nei prossimi mesi, proprio per rendere il servizio sanitario più resiliente e capace di affrontare le nuove sfide che si troverà ad affrontare”.
 
“Il progressivo ritorno alla normalità coinvolge anche le aziende sanitarie che hanno già ripreso l’erogazione delle prestazioni sospese a causa del coronavirus. Grazie al consueto impegno delle donne e degli uomini che vi operano le strutture stanno già lavorando per recuperare le attività programmate, sempre nel rispetto delle misure di sicurezza necessarie per evitare nuovi focolai d’infezione”. Conclude Riccardo Riccardi, vicepresidente alla Regione FVG e assessore alla Salute.

Endrius Salvalaggio

22 giugno 2020
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