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Per i sindacati dei pensionati “la riforma sanitaria pre Covid 19 va rimodulata alle nuove esigenze” 

Tra le criticità da affrontare ci sono le liste di attesa e la carenza di medici di medicina generale. Chiesta una nuova normativa per l’accreditamento delle case di riposo e un piano di rafforzamento dei servizi di prossimità. I sindacati contestano alla Regione anche la mancanza di un confronto: “Dal 12 di maggio ad oggi non ci siamo più incontrati. Riccardi non ha onorato a nessuna delle sue promesse, nemmeno quella di inviarci i dati sulla pandemia nella nostra regione”, afferma Roberto Treu dello Spi Cgil.

25 SET - I sindacati dei pensionati Cgil Spi, Fnp Cisl Pensionati, Uil Pensionati alzano la voce contro l’assenza di confronto con la regione e accusano il vicegovernatore con delega alla salute, Riccardi Riccardo, di non fornire le risposte adeguate ai bisogni della popolazione, anche alla luce delle nuove esigenze scaturite con l’epidemia covid.

“Dall’inizio della pandemia, con l’assessore Riccardi l’ultimo incontro risale al 12 di maggio, da allora non ci siamo più incontrati”, afferma Roberto Treu, segretario dello SPI-CGIL, che si fa portavoce anche per FNP Cisl Pensionati e Uil Pensionati, che attacca il vicegovernatore per “non avere onorato a nessuna delle sue promesse, nemmeno quella di inviarci i dati relativi alla pandemia nella nostra regione”.

Cgil-Cisl-Uil dei pensionati, avevano presentato al vicegovernatore Riccardi Riccardo una serie di richieste alcune delle quali rimaste senza una risposta. Le principali istanze riguardano:

- gli anziani affetti da Covid 19, affinché siano prioritariamente isolati, nelle loro residenze,  ovvero se non possibile possibilmente curati negli ospedali;


- la consegna dei dati nel periodo Covid sulle persone positive, decedute, l’incidenza di contagi sul versante dei dipendenti ecc;

- la questione legata ai rischi delle case di riposo all’interno dei condomini;

- la questione delle case di riposo affinché venissero istruite tutte con un protocollo unico sul come gestire la pandemia all’interno

“Sul primo punto, la Regione FVG, tramite una propria direttiva regionale, ha spiegato che i pazienti nelle case di riposo andavano curati lì nella loro case di riposo e se possibile isolati – dice Treu –. Abbiamo riscontrato che in alcune strutture per anziani non essendoci spazi tali per cui isolare la persona ammalata la direzione ha continuato a lasciarli in comunità con le conseguenze di diffusione dei contagi in queste strutture”.

“Siamo alle porte dell’autunno – continua SPI CGIL - con una trasmissione del virus che potrebbe aumentare da un giorno all’altro e ci mancano ancora molte risposte. Chiediamo innanzitutto che la Regione FVG ci fornisca i dati statistici sui contagi fra pazienti e personale nelle case di riposo; chiediamo che, in caso di pandemia, le case di riposo all’interno dei condomini vengano dismesse perché è rischiosissimo lasciarle così come sono, anche per le persone che ci vivono; manca un protocollo comune e condiviso sulla sicurezza all’interno di queste strutture…”

Restano ancora molti i temi dove le parti sociali attendono una risposta a fronte non solo di una pandemia che sta mettendo a nudo tutte le fragilità del sistema sanitario, ma di questioni nate e rilevate ancora prima dell’emergenza sanitaria.

“A dispetto di quanto si vuol far apparire, la situazione della sanità in Fvg non è affatto brillante. Le OO.SS dei pensionati e delle stesse confederazioni si sono già mobilitate con manifestazioni e presidi per ottenere un confronto effettivo con l’assessore Riccardi su temi concreti: non c’ è un piano Covid, i servizi ospedalieri sono ancora in parte chiusi o a funzione ridotta, manca un qualunque piano per ridurrete drasticamente e strutturalmente le liste di attesa, non ci sono programmi per coprire i posti dei medici di medicina generale (senza considerare che nei prossimi tre anni il 40% di loro andranno in pensione), manca una nuova normativa per l’accreditamento delle case di riposo, assente è il piano di rafforzamento dei servizi di prossimità: distretti, assistenza socio sanitaria domiciliare, ecc. , manca totalmente un piano di sviluppo del ricorso al digitale bei servizi sanitari”, conclude Treu.

Ad avviso dei sindacati, è “inaccettabile” che la giunta regionale voglia applicare una riforma sanitaria definita prima del Covid 19 senza adeguarla alle nuove esigenze. Il timore, per i sindacati, è che questa strada possa rappresentare una spinta al ricorso sempre più frequente della sanità privata.

Endrius Salvalaggio

25 settembre 2020
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