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Covid. Udine, appello dell’Intersindacale: “Chiudete i reparti con attività non urgenti”

La richiesta allo scopo di dare respiro al personale e recuperare risorse umane e strutturali per altri servizi essenziali in affanno. Il vicegovernatore Riccardi rassicura che l’intenzione è quella di ridurre fino a chiudere queste attività. Ma i sindacati vogliono dati certi, come ad esempio “quali attività verranno sospese e quante risorse umane saranno messe a disposizione”.

25 MAR - Sono ancora forti le preoccupazioni denunciate dall’intersindacale dell’ospedale di Udine circa le condizioni di estrema difficoltà, per l’aumento dei malati COVID. La nota inviata al Prefetto di Udine, dott Angelo Ciuni, al vicepresidente e assessore alla salute, politiche sociali e disabilità, delegato alla protezione civile, Riccardo Riccardi, al direttore centrale Salute, politiche sociali e disabilità, Gianna Zamaro, al direttore generale Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale e Massimo Braganti, evidenzia come l’emergenza stia interessando anche la struttura di Palmanova, oltre ai servizi del pronto soccorso, terapie intensive, reparti di medicina, radiologie e strutture di supporto del nosocomio, tutte in grave affanno con il rischio, reale, di non poter assicurare la doverosa assistenza ai malati gravi.

La richiesta formulata dalle sigle sindacali di Udine (Aaroic Emac – Anaao Assomed – Anpo Ascoti Fials Medici – Cisl Medici – Fassid – Fp Cgil – Fvm) è che “con senso di responsabilità e nell’interesse della salute pubblica”, si disponga “la chiusura immediata e non più rinviabile delle strutture con attività differibile per recuperare risorse umane e strutturali da assegnare alle strutture coinvolte nell’emergenza urgenza COVID; oltre a questo, si chiede che vengano messe in campo tutte le strategie utili per ridurre la pressione sulle strutture dell’ASU FC di Udine”.


Il Vicegovernatore con delega alla salute Riccardo Riccardi accoglie la richiesta da parte dell’intersindacale di Udine ed afferma che “c’è la necessità di ridurre, fino a chiudere, l’attività differibile per liberare risorse umane”. Per quanto riguarda, invece, la scarsità del personale “alle Aziende Sanitarie non manca la volontà di assumere, ma il problema sta nel trovare il personale. Problema figlio di errori che negli anni sono stati fatti e dai quali si dovrà imparare per non ripeterli”, conclude Riccardi

Ma le parole di Riccardi non soddisfano fino in fondo i sindacati, che chiedono informazioni certe: “Ci fa piacere che l’Assessore Riccardi abbia accolto le nostre richieste ma ci mancano dei dati certi, come ad esempio quali attività verranno sospese e quante risorse umane verranno - saranno messe a disposizione per i servizi di pronto soccorso, terapie intensive, reparti di medicina, radiologie e strutture di supporto, che sono in grande affanno”.

Endrius Salvalaggio

25 marzo 2021
© Riproduzione riservata


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