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Le Regioni contro lo spoils system per Agenas


09 DIC - No allo spoils system per Agenas. Dalle Regioni arriva un no secco all’intenzione del Ministro della Salute, Roberto Speranza di voler procedere alla sostituzione del Dg Francesco Bevere.
 
“Apprezzo molto – ha dichiarato Luigi Genesio Icardi, assessore alla sanità della Regione Piemonte e coordinatore della Commissione Salute della Conferenza Stato-Regioni - la determinazione del ministro Speranza nel voler applicare pienamente l’articolo 32 della nostra Costituzione, per un Sistema sanitario di alta qualità ad accesso gratuito e generalizzato, con rigorosa garanzia dei LEA. Condivido senza riserve l’obiettivo, da perseguire lavorando insieme alle Regioni, secondo i principi che regolano la legislazione concorrente e con quella leale collaborazione che affonda le sue radici nel titolo V della nostra Costituzione”.
 
Ma proprio “per questa ragione - prosegue Icardi - ci sono decisioni che non dovrebbero prescindere da una condivisione tra Stato e Regioni: una di queste è senz’altro l’avvicendamento alla guida dell’Agenzia nazionale per Servizi Sanitari Regionali, istituita proprio al fine di svolgere il ruolo di cerniera tra il Ministero della Salute e le realtà regionali. Non a caso l’AGENAS è nata in un momento in cui il titolo V già consegnava alle Regioni livelli di responsabilità organizzativa e gestionale in ambito sanitario, e non a caso, dunque soprattutto per la nomina dei vertici dell’ AGENAS è prevista un’intesa”.

 
“D’altronde – ha continuato Icardi - è su questo presupposto che è stata proposta al ministro la scheda 5 del Patto per la Salute, innovata proprio sulla necessità che anche nell’applicazione dello spoils system ci sia la condivisone preventiva con le Regioni, schede tra l'altro trasmesse al Ministero con le osservazioni condivise da tutte le Regioni. Di conseguenza, ci attendiamo tutti, già lunedì, un gesto di distensione da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza, nella consapevolezza che il tema non è certamente solo la rimozione del direttore di AGENAS, Francesco Bevere, per motivi che non comprendiamo, ma di evitare uno strappo tra le Istituzioni che rappresentiamo e continuare a lavorare con quella leale collaborazione che ha sempre caratterizzato i rapporti tra Stato e Regioni”
 
“L’aumento delle risorse per le nuove assunzioni (fino al 10% dell’incremento del Fondo sanitario nazionale) e il progressivo rialzo del numero delle borse di studio sono novità certamente positive contenute nel Decreto Fiscale. Si è creato però, negli ultimi anni, un imbuto formativo che rende difficile reperire figure mediche per il funzionamento dei reparti”. Hanno affermato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore al Welfare, Giulio Gallera.

“Chiediamo al ministro uno sforzo ulteriore di carattere normativo, complementare a quello finanziario – hanno aggiunto Fontana e Gallera – anche a livello temporaneo. La Commissione Salute della Conferenza delle Regioni pochi giorni fa aveva elaborato alcune proposte concrete: il coinvolgimento degli specializzandi nelle corsie degli ospedali, a partire dal secondo anno e con una crescente autonomia, la possibilità di mantenere i professionisti in servizio fino a 70 anni e l’opportunità di arruolare medici non specializzati a seguito di un adeguato percorso formativo”.

“C’è inoltre preoccupazione –  hanno concluso – sulle proposte del Governo che riguardano le agenzie Agenas e Aifa, enti sottoposti a Vigilanza Ministeriale e le cui attività riguardano e coinvolgono direttamente le funzioni organizzative e gestionali del sistema socio sanitario in capo alle Regioni. Il percorso di nomina delle figure apicali di queste Agenzie deve pertanto, necessariamente, mantenere l’assetto dell’Intesa fra Stato e Regioni”.
 
“Mi auguro che il Ministro Speranza non porti fino in fondo un gesto che significherebbe una frenata nei rapporti e nella collaborazione tra Ministero della salute e Regioni in materia di sanità. Il direttore di Agenas Francesco Bevere ha tutta la nostra stima. Ha lavorato con competenza e correttezza ed è opportuno che continui a farlo”, ha dichiarato l’Assessore alla Sanità della Regione Veneto, Manuela Lanzarin.
 
“Solo qualche mese fa – ha ricordato Lanzarin – le Regioni hanno riconfermato all’unanimità la loro fiducia in Bevere. Ora ci troviamo di fronte a un possibile atto d’imperio, senza mai essere stati consultati e senza aver capito a cosa sia dovuta l’ostilità del Ministro. Conto – conclude la Lanzarin – in un gesto distensivo da parte del Ministro. In caso contrario, i rapporti con le Regioni farebbero molti passi indietro in una sola volta”.
 
“Per la Sicilia, ma sono convinto che sia così anche per tutte le altre Regioni, l'Agenas è un Ente pubblico che ha saputo assicurare terzietà, rispetto dei diversi ruoli e che ha accompagnato risultati tangibili. Siamo stati sostenuti da Agenas nella elaborazione della Rete ospedialiera, stiamo lavorando alla Rete oncologica ed a quella del territorio. Abbiamo adottato una convenzione per proteggere il nostro sistema dal rischio corruzione e siamo impegnati nel disegnare, assieme allo Stato, un progetto di grandi reti nazionali per l'alta specialità. Nella posizione da noi assunta non c'è altro che non sia la difesa di un difficile lavoro che è in corso", ha dichiarato l'assessore regionale alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza.  
 
"In questi giorni – ha precisato - sono intervenuti tanti colleghi di ogni Regione d'Italia e tutti insieme ci siamo chiesti: perché interrompere questo processo virtuoso? I diversi livelli di governo devono improntare i propri rapporti al principio della leale collaborazione, soprattutto in un momento così importante nel quale, a chiusura della discussione sul Patto, abbiamo posto tre questioni fondamentali: personale sanitario, edilizia e utilizzo più efficace delle risorse dell'art. 20, riconoscimento degli investimenti per la prevenzione a titolo premiale. A fronte di questi temi di lavoro così importanti, mi unisco, pertanto, all'invito rivolto da molti colleghi al ministro Speranza di accogliere l'accorata a richiesta di coinvolgimento e dialogo che proviene dalle Regioni italiane".
 
“Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, mostra un cieco  e ingiustificato ottimismo nella soluzione di diversi nodi che affliggono il sistema sanitario, dando per scontato, come oramai dichiara da mesi, la stipula del Patto per la Salute, senza fare cenno alcuno alle osservazioni  inviategli  dalle Regioni qualche giorno fa. Che ne pensa? Ad oggi nessun riscontro”, ha affermato Luca Coletto, assessore alla Sanità della Regione Umbria.

“Mi preme tra l’altro ricordare al Ministro – ha aggiunto - che tra le richieste regionali rientra la ormai nota scheda ‘5’ che prevede l’inapplicabilità dell’istituto dello ’spoils system’ all’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, vicenda che da ex Presidente mi sta ovviamente particolarmente a cuore. Faccio davvero fatica - prosegue l’assessore - a comprendere la determinazione del Ministro a voler procedere ad un cambio alla direzione dell’AGENAS nonostante il parere delle Regioni che solo quattro mesi fa hanno confermato la loro fiducia al Direttore Bevere, nonostante AGENAS sia un organo tecnico scientifico che si connota per la sua terzietà e che dovrebbe restare estranea a logiche  e appetititi politici. Il Ministro della salute non è il MISE (Ministero dello sviluppo economico), con tutto il rispetto per quest’ultimo, dove le ‘intese’ sono merce rara. Gli argomenti ed i temi rilevanti devono essere concordati con le Regioni,  nel rispetto della loro autonomia. Il Ministro tenga monitorati i vari pareri, poiché la paternità è e rimane solo dello stesso Ministro, anche sull’applicazione dello ‘spoils system di AGENAS”.

 “Sono certo che il Ministro mi aiuterà a comprendere le ragioni di una scelta di cambio che trovo immotivata  e a dissipare le mie perplessità.  Se Speranza si ostinasse a non tener conto di quanto in questi giorni spiegato dalla maggioranza delle Regioni e comunicato dallo stesso al presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini, il segnale della sua indifferenza ai temi dell’autonomia, almeno a quella già prevista dal Titolo V, sarebbe – ha concluso Coletto - un atto irrituale, grave e mai registrato in questi ultimi anni nei rapporti tra Stato e Regioni”.
 
“In un momento in cui Stato e Regioni dovrebbero lavorare per trovare la massima sintonia, in particolare nell’ambito delle delicate questioni che riguardano la sanità, riceviamo segnali preoccupanti da Roma. A quattro mesi dall’intesa che ha portato alla conferma di Francesco Bevere alla direzione dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) tutto viene rimesso in discussione e si fa strada l’ipotesi, sempre più concreta, che il ministro della Salute, Roberto Speranza, voglia procedere alla sua rimozione, senza il minimo confronto”, ha dichiarato l’assessore della Sanità della Regione Sardegna, Mario Nieddu.

“La decisione di riconfermare il direttore di Agenas – ha evidenziato Nieddu – è stata presa dalle Regioni all’unanimità. Inoltre la stessa Conferenza ha inviato al ministro una nota in cui vengono chiesti chiarimenti sul parere del Consiglio di Stato in merito all’applicazione dello spoil system nelle agenzie nazionali vigilate dal ministero. Una scelta unilaterale, come quella che si prospetta, getterebbe pesanti ombre sui rapporti tra il governo e le Regioni”.

“In Conferenza – ha concluso – abbiamo proposto di inserire nel Patto della Salute in itinere l’inapplicabilità dello spoils system ai direttori generali degli enti vigilati. Auspichiamo che il ministro Speranza tenga in considerazione quella che è la forte volontà espressa dalle Regioni, nel rispetto del ruolo che alle stesse è riconosciuto dalla Costituzione. Sui tavoli nazionali si giocano partite importanti anche per il futuro della Sardegna. È fondamentale recuperare un clima di lavoro e di fiducia diversi”. 
 
“Anche alla luce della recente sentenza della Corte costituzionale – ha rilevato il presidente del Molise, Donato Toma – ho fatto inserire nel documento la proposta che, nelle procedure di commissariamento, il commissario si identifichi con il presidente di Regione. Entro il termine di trenta giorni, qualora la modifica venisse approvata, il Governo sarà chiamato a revocare le nomine commissariali, attualmente in carica, e non coincidenti con i presidenti di Regione”.

In evidenza, anche, la problematica legata al DM 70/2015, più conosciuto come Decreto Balduzzi, per il quale si chiede la revisione e l’aggiornamento dei contenuti, sulla base delle evidenze e delle criticità di implementazione individuate nelle diverse regioni, nonché l’integrazione con indirizzi specifici per alcune tipologie di ambiti assistenziali.

“Ho chiesto di apportare un’integrazione – ha spiegato - in forza della quale il Governo dovrà impegnarsi a consentire, entro novanta giorni dalla sottoscrizione del Patto e con le idonee forme giuridiche, l’istituzione di almeno un Dea di secondo livello per ogni regione. Questo consentirebbe all’ospedale Cardarelli di Campobasso di riappropriarsi di servizi e reparti di cui, negli anni, è stato privato”.

Altro punto sul quale insiste il governatore, anche se non ha riflessi diretti sul Molise, è quello relativo agli Enti vigilati, Agenzia italiana del farmaco, Istituto superiore di sanità, Agenzia nazionale per i servizi sanitari. Toma, forte anche di un parere dell’Avvocatura distrettuale dello Stato da lui richiesto, sta lavorando al divieto dello spoils system per i direttori di questi enti, la cui nomina è sottoposta all’intesa Stato Regioni. Ciò anche in relazione alla peculiare natura tecnico-operativa e tecnico-scientifica di tali strutture.

09 dicembre 2019
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