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L'ALLARME DELLA FOFI: “È #lasvoltabuona per distruggere il servizio farmaceutico. Se la sanità è un pezzo di mercato, la salute è un prodotto in saldo”

20 FEB - La Federazione degli Ordini dei Farmacisti in una nota "esprime profondo disappunto per le misure deliberate dal Consiglio dei Ministri a proposito del servizio farmaceutico". "Parlare di chi entra in farmacia come di un “consumatore finale” - prosegue la nota - insistendo sulla necessità di garantirgli il miglior “prezzo”, significa ignorare che chi entra in farmacia è innanzitutto una persona che ha bisogno di assistenza".
 
"E’ poi surreale pensare - sottolinea la Fofi - che l’ingresso di un socio di capitali estraneo alla professione non abbia conseguenze sul rapporto tra il cittadino e il farmacista, un farmacista che si troverebbe a dover rispondere a chi vuole esclusivamente, e correttamente, un ritorno sull’investimento".
 
"Ancora una volta, come spesso rappresentato - aggiunge la Federazione dei farmacisti - si cerca di fare sviluppo economico sulla tutela della salute, non promuovendo all’estero le eccellenze mediche e assistenziali italiane, per esempio, ma aprendo “pezzi di mercato” a quei potentati economici che vedono ridursi il volume d’affari tradizionale. La sanità non è un pezzo di mercato, ma una parte fondamentale del patto sociale e richiede ben altro approccio".

 
Questo al termine del Cdm. Ma già stamattina alle prime indiscrezioni trapelate da Palazzo Chigi, la Fofi aveva lanciata un hashtag molto polemico con le scelte del Governo. "Se si confermassero le indiscrezioni di queste ore - scriveva stamattina la Fofi - sarebbe davvero il caso di ringraziare il Presidente del Consiglio: l’apertura alle società di capitali nelle farmacie e la marginalizzazione del farmacista abilitato è davvero #lasvoltabuona per distruggere il servizio farmaceutico. Questa misura, infatti, confermerebbe da una parte i peggiori sospetti sui reali beneficiari di questa pseudo-riforma, dall’altra la vocazione degli ultimi Governi a mortificare le attività professionali”. 
 
“È evidente – proseguiva il comunicato che anticipava gli esiti del Cdm - che quando si parla di economie di scala si ha in mente ben altro rispetto a un servizio in convenzione, capillare, che deve rendere possibile l’assistenza farmaceutica cioè uno dei LEA. Oramai è persino stucchevole ricordare il numero di studi e ricerche che hanno dimostrato come questo tipo di liberalizzazioni conduca alla concentrazione sul territorio delle sedi e alla concentrazione in poche mani delle farmacie, con pesantissime ricadute occupazionali soprattutto per i giovani. Un approccio analogo, la riduzione dei presidi territoriali, è lo stesso che, applicato alla rete ospedaliera, determina tragedie come quella della neonata siciliana deceduta durante il trasporto in ambulanza”.
 
“Non è così che si crea una #bellasanità, dopo una #bellascuola, ma è così che si assicurano #vantaggiaipiùforti: grazie al Governo Renzi l’operazione delle famose lenzuolate raggiungerebbe il suo scopo, cioè trasferire la sanità ai capitali. La Federazione degli Ordini dei Farmacisti denuncia questa deriva come un pericolo non per i suoi 100.000 iscritti, ma per i 60 milioni di italiani cui viene fatto credere che il fulcro della tutela della salute sia poter cercare lo sconto su questo o quel medicinale. Gli italiani non stiano sereni”.

20 febbraio 2015
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