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Gallo (Ass. Coscioni): “Selezionare embrioni non è reato. Ora Lorenzin garantisca l'applicazione della sentenza nelle strutture pubbliche”

11 NOV - “La Corte Costituzionale oggi  per la quarta volta dichiara incostituzionale la legge 40 sulla fecondazione assistita. Con sentenza i giudici della Corte Cost. hanno dichiarato  l’illegittimità costituzionale dell’art. 13, commi 3, lettera b), e 4 della legge 19 febbraio 2004, n. 40  nella parte in cui contempla come ipotesi di reato la condotta di selezione degli embrioni anche nei casi in cui questa sia esclusivamente finalizzata ad evitare l’impianto nell’utero della donna di embrioni affetti da malattie genetiche trasmissibili rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma 1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela della maternità e sulla interruzione della gravidanza) e accertate da apposite strutture pubbliche”. È quanto dichiara in una nota Filomena Gallo, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica (soggetto costituente del Partito radicale).

“Questa sentenza – continua -  conferma le precedenti pronunce della Corte Costituzionale in affermazione del diritto alla salute e del principio di uguaglianza delle coppie che per avere una gravidanza che giunga al termine hanno bisogno di accedere alla fecondazione medicalmente assistita con indagini cliniche diagnostiche sull'embrione, in modo da trasferire in utero solo gli embrioni sani che potranno determinare una gravidanza. La selezione degli embrioni non è vietata e non è reato”.


E poi Gallo si rivolge direttamente al Ministro. “Il ministro della salute Beatrice Lorenzin, che nell'aggiornamento delle linee guida ha voluto omettere proprio la sentenza 96/15 della Corte che apriva l'accesso alla PMA anche alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche, dopo questa ulteriore pronuncia di incostituzionalità (che proprio a quella sentenza si riporta oltre che alla pronuncia di incostituzionalità n.151 del 2009) ora dovrà lavorare affinché tutte le strutture pubbliche siano finalmente obbligate a fornire tale servizio alle coppie che ne hanno bisogno”.
 
“Spiace rilevare – continua - che i vari Governi a Parlamenti succedutisi in 11 anni di legge 40 non abbiano mai voluto intervenire per rimuovere gli ultimi divieti dalla Legge 40/04, preferendo semmai porre sempre nuovi ostacoli burocratici per bloccare anche i risultati raggiunti e costringendoci di volta in volta a ritornare nei tribunali  per cancellare i divieti incostituzionali e rendere applicabili i risultati conseguiti. Sulla possibilità di destinare gli embrioni non idonei per una gravidanza alla ricerca ci sarà udienza il giorno 22 marzo 2016 in  Corte Costituzionale. Sarebbe importante se Governo e Parlamento riuscissero a abrogare quel divieto senza aspettare al sentenza della Consulta”.

11 novembre 2015
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