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Nanni Costa: “Problema già superato grazie alle indicazioni del Garante”

18 NOV - "Grazie al rispetto delle indicazioni ricevute il Garante non ha ravvisato la necessità di emanare un provvedimento". Così il direttore del Cnt a Quotidiano Sanità a commento della vicenda sollevata dall'Associazione Luca Coscioni.
 
Vicenda che viene ampiamente spiegata dallo stesso Cnt in una nota che riproduciamo integralmente:
"In relazione alle dichiarazioni rese nell’ambito della conferenza stampa tenuta oggi presso la Camera dei Deputati dall’Associazione Luca Coscioni, il Centro Nazionale Trapianti rende noto che alcune incoerenze del sistema di raccolta dei dati dei donatori di cellule riproduttive rispetto alle norme vigenti in materia di riservatezza, sono state, ad oggi, superate attraverso un puntuale lavoro di revisione cui il Centro ha provveduto in collaborazione con l’ufficio legislativo del Ministero della salute e sulla base delle indicazioni dell’ufficio del Garante.
 
Quanto sopra è confermato in una recentissima comunicazione del Garante dalla quale si evince che il CNT ha elaborato una nuova modalità di raccolta dati, coerente con le norme relative al rispetto della riservatezza.

 
In merito alla questione sollevata si sottolinea che il Registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive a scopi di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, istituito con Legge 23 dicembre 2014, n. 190, ha lo scopo di rendere tracciabile il percorso delle cellule riproduttive dal donatore al nato e viceversa, nonché il conteggio dei nati generati dalle cellule riproduttive di un medesimo donatore.
 
La stessa norma dispone, inoltre, che in attesa di attuazione della raccolta tramite Registro, le strutture sanitarie autorizzate al prelievo e al trattamento delle cellule riproduttive comunichino i dati in forma cartacea al Centro Nazionale Trapianti. Si tratta di disposizioni e modalità organizzative con cui il CNT deve garantire, nel rispetto della privacy, la sicurezza sanitaria di tutti i soggetti coinvolti nel processo, cioè donatori, riceventi e nascituri.
 
In seguito alla istituzione normativa del Registro, il Ministero e il CNT avviavano un lavoro di ideazione e strutturazione tecnica del Registro i cui esiti sono stati trasmessi, nell’aprile del 2015, all’ufficio legislativo del Ministero della salute per le valutazioni e gli adempimenti del caso, fra cui la prevista approvazione del Garante della Privacy.
 
Nelle more della realizzazione del registro informatizzato, Il Centro Nazionale Trapianti, anche a seguito di sollecitazioni provenienti dalle Regioni e di alcune strutture sanitarie provvedeva ad applicare la norma in cui è previsto che le strutture autorizzate al prelievo e al trattamento delle cellule riproduttive comunichino i dati raccolti “in forma cartacea”.
 
Considerando la raccolta dei dati “in forma cartacea” propedeutica e, dunque, per quanto possibile, conforme a quella del Registro informatizzato, il Centro Nazionale Trapianti ha ritenuto che la raccolta dei dati dei donatori avvenisse con le modalità contenute nel progetto di Registro ancora in attesa di approvazione da parte del Garante.
 
Sempre al fine di garantire, in questa stessa fase, la riservatezza nella procedura di raccolta di tali dati, il Centro ha organizzato l’invio dei dati prevedendo sia schede distinte, in modo da garantire una separazione logica fra dati personali e dati sensibili, che diversi indirizzi di ricezione, per garantire la non riconducibilità dei dati contenuti in esse.
 
Il Garante ha da pochi giorni trasmesso una nota con cui ha approvato tutte le modifiche apportate dal CNT e dal Ministero in relazione alle modalità di raccolta.
Il CNT sta istruendo la nota per comunicare ai centri di PMA la nuova modalità".
 
Nota del Centro Nazionale Trapianti

18 novembre 2015
© Riproduzione riservata

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