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Programma nazionale riforme. Responsabilità professionale e ddl concorrenza approvati entro il 2016

10 APR - La terza sezione del Def è dedicata al Programma nazionale riforme. Vengono qui racchiuse tutte le misure varate dall'Esecutivo Renzi in questi oltre due anni di Governo: dal jobs act alla riforma della Pubblica amministrazione, dalla spending review all'attuazione della delega fiscale.
 
Queste le principali misure riguardanti la sanità
 
Revisione della spesa
Qui si spiega come la strategia di politica fiscale del Governo sia basata sulla riduzione e sulla razionalizzazione della spesa pubblica corrente al fine di liberare risorse per gli investimenti pubblici e la riduzione delle aliquote d’imposta su lavoro, imprese e famiglia. La spending review operata a partire dal 2014 “ha già conseguito notevoli risultati, essendo la spesa corrente (depurata dall’erogazione del bonus ‘ottanta euro’, che di fatto è un taglio d’imposta) scesa in termini assoluti e non solo in rapporto al Pil". Dal 2013 al 2016, il peso della spesa pubblica corrente sul Pil risulta sceso dell’1,6 per cento. Si stima che l’effetto della spending review nel 2016 toccherà 25 miliardi.

Quanto alla riduzione del numero dei centri di spesa - si spiega nel documento - in campo sanitario si sono concentrati gli acquisti di 19 categorie di beni e dispositivi medici attraverso 35 centrali di acquisto.
 
Aree d’intervento della spending review
Prevista la riprogrammazione delle risorse per l’edilizia sanitaria (0,3 miliardi nel 2016 e 0,6 miliardi in ciascuno degli anni 2017 e 2018).
 
Nel settore sanitario il fabbisogno sanitario nazionale standard è fissato, per il solo anno 2016, al livello di 111 miliardi, con un conseguente effetto migliorativo dell’indebitamento netto di circa 1,8 miliardi. Una quota del finanziamento al Servizio sanitario nazionale pari a 0,8 miliardi è subordinata all’adozione dei nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea). Sempre nel settore sanitario, la Legge di Stabilità 2016 fornisce diversi strumenti di efficientamento, tra cui, il rafforzamento delle procedure di acquisizione centralizzata e l’introduzione di piani di rientro per le aziende ospedaliere, anche universitarie, per gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e dal 2017 per le aziende sanitarie locali (Asl). Sarà inoltre completata l’attivazione del fascicolo sanitario elettronico, attraverso l’implementazione del ‘nodo nazionale di fascicolo’, che possa svolgere funzioni suppletive nelle more dell’attivazione dei nodi regionali permettendo, nel contempo, un efficiente monitoraggio della spesa sanitaria ed una ottimale interazione tra le strutture di ricovero e cura ed i cittadini.

Per quanto riguarda le Regioni, un risparmio rilevante è atteso dal passaggio al nuovo saldo obiettivo di finanza pubblica (circa 1,8 miliardi nel 2016, circa 1 miliardo nel 2017 e 660 milioni nel 2018). Inoltre, alle Regioni e Provincie autonome è richiesto un contributo migliorativo per un importo di circa 4 miliardi nel 2017 e di circa 5,5 miliardi nel 2018.

Nel settore del pubblico impiego è stato rafforzato il blocco del turn-over per il periodo 2016-2018 nella misura del 25 per cento dei risparmi derivanti dalle cessazioni (al netto degli effetti fiscali e contributivi pari a 23 milioni nel 2016, 81 milioni nel 2017 e 164 milioni nel 2018). Sono state, inoltre, limitate e ridotte le risorse per il trattamento economico accessorio degli addetti (36 milioni annui).
 
Cronoprogramma per le riforme
Nel Def viene qui citato il rafforzamento del Patto per la Salute 2014-2016 come già concluso e, il ddl sulla responsabilità professionale, attualmente all’esame in seconda lettura al Senato, da realizzarsi entro il 2016.

Piani rientro Enti Ssn
Viene ricordato come, entro il 30 giugno di ogni anno (per il 2016, primo anno di applicazione, entro il 31 marzo), le Regioni dovranno individuare gli enti del Ssn che presentano una o entrambe le condizioni seguenti: i) una situazione di disequilibrio economico; ii) un livello non adeguato di erogazione dei livelli essenziali di assistenza. In questi casi, l’ente dovrà presentare un piano di rientro aziendale di durata non superiore a tre anni, che va valutato e approvato da parte della Regione e, in seguito, verificato trimestralmente. È prevista la decadenza automatica dei direttori generali in caso di esito negativo delle verifiche da parte della Regione. Il Governo, si legge, è inoltre impegnato a mantenere e consolidare i risultati qualitativi raggiunti nel settore dell’assistenza sanitaria, migliorando la razionalità della spesa nelle Regioni soggette a piano di rientro. Il Governo è impegnato in questo senso, sia tramite l’azione delle strutture commissariali attivate nelle Regioni in deficit, sia nell’attuazione del Patto per la salute, ovvero dell’Accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e a garantire l’unitarietà del sistema, definendo i tetti di spesa.
 
Attuazione della delega fiscale
Tra le misure di semplificazione si ricorda l’introduzione della dichiarazione precompilata, che ha consentito ai lavoratori dipendenti e ai pensionati di visualizzare e scaricare il modello 730 con i dati già inseriti dall’Agenzia delle Entrate. Da quest’anno la dichiarazione precompilata conterrà una consistente quota di spese sanitarie e un numero maggiore di oneri deducibili e detraibili e questa evoluzione farà crescere il numero delle dichiarazioni accettate con effetti positivi sull’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate.
 
Ddl concorrenza
Il Governo intende proseguire il percorso avviato con la prima legge annuale per la concorrenza rendendola uno strumento d’intervento regolare per correggere i malfunzionamenti dei mercati, con l’obiettivo di dare stabilità al processo di liberalizzazione. A questo proposito, come previsto dalla legge istitutiva, la seconda legge annuale sulla concorrenza sarà varata nel 2016 dopo la segnalazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
 
Riforma PA
A gennaio 2016 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare 11 dei decreti attuativi della legge delega. Questi intervengono anche in materia di dirigenza sanitaria, con l’istituzione di un elenco nazionale di coloro che hanno i requisiti per la nomina a direttore generale delle ASL e il cui operato è poi sottoposto a valutazione.
 
Agenda digitale
L’attuazione dell’Agenda digitale sarà agevolata dall’approvazione del Decreto legislativo che modifica il Codice dell’amministrazione digitale, previsto dalla legge delega di riforma della PA, per promuovere e rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale. Tra gli interventi previsti viene menzionato il Fascicolo sanitario elettronico (FSE): “Proseguiranno le attività volte alla diffusione del FSE sulla base dei piani regionali”. Spazio anche al Codice Unico Nazionale dell’Assistito (CUNA): “Si prevede di portare avanti le azioni necessarie alla creazione dell’infrastruttura tecnologica per l'assegnazione del codice, che consentirà di seguire il percorso sanitario del cittadino nei diversi setting assistenziali del SSN”. 

10 aprile 2016
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