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Consulcesi: “Urgente un intervento normativo. Regolamentare meglio riposi e trovare accordo sui rimborsi”

10 MAG - “Dall’Unione europea arriva l’ennesimo richiamo perché in Italia gli organici restano inadeguati e la legge 161 sull’orario di lavoro troppo spesso non viene rispettata. Come può tutelarsi il personale sanitario? Trovando il coraggio di denunciare le situazioni di illegalità, facendo ricorso”. Consulcesi Group, commenta così la strigliata che arriva da Bruxelles per la mancata applicazione della direttiva Ue 2003/88 nonostante l’entrata in vigore della legge 161 del 25 novembre scorso. 
 
Il presidente del Gruppo Massimo Tortorella suggerisce due mosse per risolvere definitivamente la questione: “Sappiamo che sono in corso da mesi delle trattative sindacali - afferma - ma la sofferenza degli operatori sanitari impone una rapida soluzione per lo sblocco del turnover: è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Le Regioni comunichino il fabbisogno, i Ministeri competenti si attivino a trovare risorse perché non si può continuare a rischiare sulla salute dei cittadini e degli stessi professionisti. Oltre allo sblocco del turnover – prosegue Tortorella – sembra necessario anche un provvedimento di legge. È stata già presentata una interrogazione dal Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri (CoR). Ora, anche sulla scorta di quanto ci dice l’Europa, è urgente intervenire a livello normativo”.

 
“I nostri legali – conclude il presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella – hanno già avviato oltre 7mila ricorsi e altri se ne aggiungono ogni giorno: i medici hanno compreso che l’azione legale è mossa contro lo Stato, non contro la propria Azienda, ed è sempre più spesso appoggiata dagli stessi direttori sanitari. Di fronte alle tante richieste e segnalazioni che riceviamo quotidianamente, stiamo predisponendo una nuova azione collettiva ad hoc. Come ha evidenziato la Commissione europea, non vengono rispettate le 11 ore di riposo tra un turno e l’altro, l’orario settimanale va oltre le 48 ore settimanali e ci sono problemi su guardie, reperibilità e ore di lavoro prestate in libera professione all’Azienda sanitaria. Siamo di fronte all’ennesima ingiustizia nei confronti dei medici: siamo pronti a tutelarli con i nostri mille tra avvocati e consulenti legali”.

10 maggio 2016
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