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Question time/2. Suicidio assistito: Ministero sollecita Regioni a individuare Comitati etici per parere


“La Consulta affida ai Comitati Etici il delicato compito di esprimere un parere sulla sussistenza dei 4 requisiti necessari perché la richiesta di assistenza al suicidio medicalizzato possa essere accolta” e “il Ministero continuerà il suo lavoro di vigilanza e monitoraggio affinché la sentenza della Consulta possa trovare piena applicazione”. Lo ha detto il ministro Speranza rispondendo in Aula a Magi (Misto-A-+E-Ri).

01 DIC - Il ministero della Salute ha rivolto un invito formale a tutte le regioni, affinché provvedano, entro il termine di 60 giorni, all'individuazione sul proprio territorio del o dei comitati etici competenti ad esprimere, come previsto dalla sentenza della Consulta, il parere sulla sussistenza dei 4 requisiti necessari perché la richiesta di assistenza al suicidio medicalizzato possa essere accolta da una struttura del Ssn. Lo ha riferito il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo in aula alla Camera all’interrogazione sul suicidio assistito presentata alla Camera da Riccardo Magi (Misto-A-+E-Ri) e spiegando il campo di azione del ministero in questo ambito.

La risposta di Speranza. Ringrazio l'onorevole Magi per aver sottoposto alla mia attenzione un tema di tanta delicatezza e importanza, su cui, evidentemente, c'è anche un dibattito pubblico importante e un dibattito parlamentare. Sul tema del fine vita, il Governo si è finora rigorosamente attenuto a due criteri fondamentali: il primo è stato proprio quello di rispettare fino in fondo il ruolo del Parlamento su un tema così delicato e segnato da profonde implicazioni etiche, associandosi pienamente all'auspicio, ripetutamente espresso dalla Corte costituzionale, di un organico intervento legislativo in materia. Il secondo criterio fondamentale è stato quello di contribuire ad assicurare le condizioni che, nelle more di questo intervento legislativo, consentano una piena applicazione della sentenza n. 242 del 2019 della Consulta, che, come è noto, è intervenuta sull'assistenza al suicidio prestato da strutture del Servizio sanitario nazionale al ricorrere di 4 precise condizioni, nelle quali il paziente deve venirsi a trovare: patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, dipendenza da trattamenti vitali, piena capacità di intendere e di volere.

In quest'ottica, l'azione del Ministero della Salute si è rivolta, anzitutto, a una verifica con le regioni sulla presenza, sulla natura e sull'operatività dei comitati etici territoriali, a cui la sentenza della Corte costituzionale affida il delicato compito di esprimere un parere sulla sussistenza dei 4 requisiti necessari perché la richiesta di assistenza al suicidio medicalizzato possa essere accolta da una struttura del Servizio sanitario nazionale. Questa verifica ha portato, da ultimo, a un invito formale, rivolto proprio dal Ministero a tutte le regioni, affinché esse provvedano, entro il termine di 60 giorni, all'individuazione sul proprio territorio del o dei comitati etici competenti ad esprimere il parere previsto dalla Consulta.

Questa iniziativa è stata rivolta anche alla regione Marche, naturalmente, il cui comitato etico ha, poi, reso il dovuto parere, accertando la sussistenza delle 4 condizioni individuate dalla Consulta per il caso menzionato dall'interrogante.

Posso assicurare che il Ministero della Salute, per le sue competenze, continuerà il suo lavoro di vigilanza e monitoraggio affinché la sentenza della Consulta possa trovare piena applicazione a questo singolo caso, ma anche ad altri che si potranno in futuro presentare.

La replica di Magi. La ringrazio, Presidente. Ringrazio il Ministro per le informazioni, ma credo che sia necessaria una schiettezza a questo punto: in realtà, è stato eluso il punto che io ponevo. Lei, Ministro, proprio nell'agosto scorso, rispondendo ad una lettera che Mario le aveva inviato, ha affermato - e io condivido questa sua affermazione - che: “L'attesa e l'auspicio di una legge non possono esimere (…) dal prendere atto che la sentenza della Corte costituzionale non può essere ignorata”.

Ora, è importante l'attività che lei ci ha illustrato del Ministero di invito, di supporto e di assistenza alle regioni perché siano costituiti e siano funzionanti i comitati etici che devono dare il parere sulla sussistenza dei requisiti indicati nella sentenza della Corte costituzionale, ma qui siamo un passo avanti: qui i requisiti sono stati verificati, sono stati verificati dal comitato etico e da ASUR, qui siamo di fronte a un cittadino che chiede qualcosa che, in base a una sentenza della Corte, può chiedere, è legittimato a chiedere. È una cosa di una delicatezza estrema, come lei conviene. Sulla cosa che il cittadino chiede ci sono stati la verifica da parte di ASUR, costretto dal tribunale, e il parere positivo del comitato etico, quindi esiste il comitato etico.

Il problema è il rimpallo di responsabilità, da un punto di vista, mi viene da dire, della tecnica, della tecnicalità, cioè l'individuazione del farmaco e delle modalità. È qui che, a nostro avviso, deve, non può non intervenire il Governo, adottando degli atti che, nelle more e nell'attesa che questo Parlamento legiferi, indichino alle Aziende sanitarie locali come intervenire. Cioè, qui siamo esattamente di fronte a dei diritti fondamentali, a un diritto fondamentale riconosciuto e sancito dalla Corte, di cui il Governo deve garantire l'esigibilità a livello nazionale, su tutto il territorio nazionale. È esattamente uno di quei casi in cui, in base alla Costituzione, rispetto all'inerzia, anche delle regioni, il Governo può attivare dei poteri sostitutivi. Mi consenta, Ministro, Mario e, come lui, tanti altri cittadini sono stati lasciati soli da questo Parlamento, ma anche dal Governo.

01 dicembre 2021
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