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Chi sarà il prossimo ministro della Salute? Sui nomi ancora molta incertezza ma quasi certamente non sarà un tecnico

di Giovanni Rodriquez

Al momento non c'è stato ancora alcun incontro ufficiale per lavorare sulla ripartizione dei vari ministeri. Si parte però da due certezze: Fratelli d’Italia dall’alto del suo risultato elettorale coordinerà la spartizione dei dicasteri e il prossimo sarà un governo prettamente politico. Meloni proverà a tenere per sé almeno qualcuno dei ministeri più importanti (Economia, Esteri, Difesa e Interni). E in quel caso la Salute potrebbe andare a FI o Lega. Se invece la casella dovesse andare a FdI, due le ipotesi sul tavolo

28 SET -

Dopo le elezioni dello scorso 25 settembre, concluse le operazioni per l’assegnazione dei seggi in Parlamento, stanno prendendo il via le discussioni interne alla maggioranza per la formazione del nuovo governo che dovrebbe essere pronto per il giuramento al Quirinale intorno alla fine di ottobre.

Al momento, al di là delle consuete telefonate preliminari tra i leader di centrodestra, non c’è stato però ancora alcun incontro ufficiale per lavorare sulla ripartizione dei diversi ministeri.

Si parte tuttavia da due certezze: Fratelli d’Italia coordinerà la mediazione tra i partiti del Centro Destra e il prossimo sarà un governo prettamente politico. La presenza di ‘tecnici’, infatti secondo quanto si apprende da fonti interne al partito di Giorgia Meloni, sarà limitata al minimo indispensabile proprio per segnare in maniera marcata un cambio di passo rispetto alle precedenti legislature.

E per la sanità? Come dicevamo per il momento si escludono profili tecnici, sembrano quindi tramontare ipotesi quale quella del direttore dell'Ospedale Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti, circolata nelle scorse settimane.


Molto poi dipenderà dall’assegnazione dei inisteri chiave (Economia, Esteri, Interno, Difesa). Se Fratelli d’Italia riuscisse a tenere per sé la maggior parte di questi dicasteri, o con suoi rappresentanti o comunque imponendo nomi di suo gradimento, il ministero Salute con ogni probabilità potrebbe andare ad uno dei partiti alleati. Tra i nomi in pole in questo momento ci sono quelli di Luca Coletto per la Lega e Letizia Moratti per Forza Italia.

Il profilo di Coletto potrebbe però suscitare qualche problema. E questo perché una delle prime criticità che la maggioranza potrebbe trovarsi ad affrontare è quella del regionalismo differenziato per la sanità sul quale si fa sempre più forte la spinta della Lega. Su questo sappiamo che la posizione di Fratelli d’Italia è nettamente contraria. Come spiegato dal loro responsabile sanità, Marcello Gemmato, in un’intervista a Quotidiano Sanità, l’attuale Titolo V andrebbe sì rivisto, ma non per imprimere un’ulteriore spinta verso l’autonomia regionale quanto piuttosto per poter avere “una maggiore regia a carattere nazionale” in tema di sanità.

E in tal senso avere un ministro della Salute leghista potrebbe essere un problema. Quanto a Moratti, la sua scelta alla Salute potrebbe essere utile a risolvere una grana per le prossime elezioni regionali in Lombardia nel 2023, vista la volontà di Moratti di volersi candidare alla presidenza della Regione in constrasto con la volontà della Lega di confermare Attilio Fontana

Ma su questa opzione al momento pesa il niet della stessa Moratti, recentemente ribadito alla vigilia delle elezioni. In lizza anche Andrea Mandelli, presidente della Fofi, vicepresidente della Camera uscente e responsabile sanità di Forza Italia, stimato anche tra i leghisti.

Se invece nel giro delle poltrone Fratelli d’Italia dovesse riuscire a tenere per sé la Salute, a quel punto tra i candidati va sicuramente annoverato proprio Marcello Gemmato. Il suo è infatti un profilo non solo politico in quanto responsabile sanità del partito, ma anche ‘tecnico’ dal momento che è un farmacista. Gemmato gode inoltre della stima di Meloni.

Un altro nome che sta girando negli ambienti di FdI è poi quello di Raffaele Fitto, attualmente parlamentare europeo e tra i maggiori esponenti di FdI in Puglia.

Per iniziare ad avere un quadro più chiaro della situazione si dovrà quindi attendere le prossime settimane e osservare quanto accadrà nella gestione della presidenza delle due Camere. Quello sarà il primo braccio di ferro interno alla nuova maggioranza.

Giovanni Rodriquez



28 settembre 2022
© Riproduzione riservata

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