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Decreto Balduzzi. Giovani medici si appellano a Fnomceo contro pensionamento a 70 anni

“Rammaricato” per il favore di alcuni sindacati alla norma e “perplesso” sul silenzio della Federazione degli Ordini dei Medici, il Segretariato dei giovani medici chiede alla Fnomceo di "tutelare le giovani generazioni, prima che si consumi un vero e proprio conflitto intergenerazionale nella categoria”.

17 OTT - I Giovani Medici esprimono “rammarico” per la presa di posizione di alcuni autorevoli sindacati a favore dell’innalzamento del limite massimo di pensionamento a 70 anni, invece che agli attuali 67 anni, previsto dal nuovo testo del Decreto Balduzzi licenziato dalla commissione Affari Sociali la scorsa settimana. Ma si dicono anche “perplessi” sulla mancata presa di posizione della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) sul tema in questione.

“Non si può non rilevare – scrive il Segretariato dei Giovani Medici (Sigm) in una nota - come non sia stato avviato preliminarmente un utile ed opportuno confronto su tale iniziativa, peraltro avanzata in sordina in sede Parlamentare, che presenterebbe delle ulteriori ricadute nefaste sul presente di tanti giovani colleghi precari e sul futuro di tanti medici in formazione, che aspirano legittimamente ad una realizzazione professionale ed esistenziale, ma che sanno già di essere ‘condannati’ a non percepire una pensione che possa garantire un adeguato sostentamento alla fine della carriera lavorativa”.

E in questa circostanza, sottolinea il Sigm, “si rafforzano le perplessità dei Giovani Medici in merito all’opportunità per i giovani di aderire e rinforzare le file della Manifestazione indetta dai sindacati per il 27 ottobre 2012: le premesse su cui si fondano le ragioni della manifestazione sono in gran parte condivisibili – spiega il Consiglio Esecutivo Sigm -, ma scarsa credibilità possono vantare agli occhi dei giovani i principali promotori di tale iniziativa, i quali, nel bene e nel male, sono stati parte attiva nella determinazione delle politiche professionali poco lungimiranti e gerontocratiche assunte in sanità negli ultimi lustri, ed i cui effetti nefasti sono stati messi in evidenza dall’imperversare dell’attuale profonda crisi economico-finanziaria”. Inoltre, “la scarsa attenzione riposta nei confronti delle giovani generazioni da parte delle varie articolazioni della professione, in vero, hanno radici più lontane: basti pensare, a titolo esemplificativo, all’iniquo inquadramento degli specializzandi nella Gestione Separata INPS, ed ancora alla mancata adozione di un contratto di formazione per i medici in formazione specifica di medicina generale”.


Il Sigm rivolge quindi un pubblico appello alla Fnomceo per “un intervento immediato a tutela delle giovani generazioni, prima che si consumi un vero e proprio conflitto intergenerazionale all’interno della categoria”.

“Ad ogni modo – conclude la nota dei Giovani Medici - sembrano ormai maturi i tempi per una presa di coscienza ed un’assunzione di responsabilità da parte delle giovani generazioni, che sono chiamate a difendere la tenuta di un Ssn equo, solidale e pubblico, non limitandosi a dire dei “no”, ma avanzando proposte concrete che dovrebbero fondarsi su un preliminare rinnovo della mentalità e del sistema valoriale di riferimento della professione medica”.
 

17 ottobre 2012
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