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Debiti PA. Il decreto al voto dell'Aula della Camera a maggio

La Capigruppo di Montecitorio ha stabilito che il decreto legge sui debiti della PA alle imprese il 29 aprile approderà in Aula per la discussione generale e il 2 maggio inizieranno le votazioni. Il Pdl intanto pensa ad “una riscrittura totale del provvedimento”, a partire dallo sforamento del tetto di 40 mld.

10 APR - La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito l’agenda del decreto legge sui debiti della Pubblica amministrazione alle imprese: approderà in Aula il 29 aprile per la discussione generale che proseguirà fino al 30; mentre a partire dal 2 maggio ci saranno le votazioni.
 
Intanto ieri sempre l'Assemblea della Camere dei Deputati, con voto a maggioranza, ha esteso i poteri della commissione speciale che sarà competente anche per l'esame del decreto sul rimborso dei debiti commerciali della Pubblica amministrazione. L'assemblea ha dato il via libera con 333 voti di differenza. Contro l'integrazione delle competenze, hanno votato i deputati del Movimento 5 Stelle (per protestare contro la mancata costituzione delle 14 commissioni permanenti) e il gruppo dei deputati di Fratelli d'Italia.
 
Intorno al decreto sui debiti della PA verso le imprese il Pdl ha deciso di giocarsi la sua battaglia politica in previsione di un’eventuale imminente ritorno alle urne, non ancora scongiurato del tutto.
 
Il partito del Cavaliere ha infatti annunciato la volontà di arrivare a “una riscrittura totale del provvedimento”, a partire dallo sforamento del tetto di 40 miliardi portandolo al 90% dei debiti complessivi, che ammontano a circa 91 miliardi, ipotesi che creerebbe problemi con l’UE e che richiederebbe una riscrittura del Def, che il Governo si appresta a varare.

In più il Pdl sta pensando ad uno snellimento delle procedure, alla compensazione immediata tra debiti e crediti fiscali (richiesta dalle piccole imprese). Tutto questo però corre il rischio di far traballare gli obiettivi di finanza pubblica, sui quali è molto attenta Bruxelles. Infatti per il 2013 abbiamo sempre il vincolo di un deficit entro la soglia del 3%, e con il decreto sui debiti siamo già a quota 2,9%. Proprio questa cifra verrà inserita nel Documento di economia e finanza che il governo si appresta a varare.
 
Pier Paolo Baretta deputato del Pd spiega che la semplificazione della certificazione dei debiti, la compensazione o anche la verifica della possibilità di sforare il tetto del 2,9% sono elementi condivisi anche dal Pd sui quali “non avremo un atteggiamento strumentale”, ha detto Baretta, cosa che invece si teme possa avere il Pdl in chiave elettorale.
Renato Brunetta, Pdl, dal canto suo fa notare che il governo non dispone più dell'arma della fiducia, inoltre in Senato nessun partito ha la maggioranza assoluta e quindi a Palazzo Madama si potrebbe approvare un testo diverso da quello della Camera se non ci sarà un accordo Pd-Pdl, allungando in questo modo i tempi dei rimborsi a tutto discapito delle imprese e dell’economia reale del Paese.
 
In caso di aumento del tetto dei 40 miliardi, gli scenari possono essere due: Rispettare il vincolo di deficit e quindi l'innalzamento del tetto viene coperto o con tagli alla spesa o con nuove entrate, oppure si si decide di sfidare Bruxelles e di sforare il 3%. In ogni caso, essendo scelte prettamente politiche, serve un governo nel pieno dei poteri. Cosa che in questo momento non abbiamo. 

10 aprile 2013
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