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Decreto Balduzzi. Dopo il via libera della Camera iniziata la discussione al Senato. Domani voto

di Giovanni Rodriquez

Il documento, uscito ieri da Montecitorio con l’approvazione di 4 emendamenti, è approdato a Palazzo Madama dove è iniziata la discussione prima dell’approvazione definitiva che dovrà avvenire entro il prossimo 25 maggio. Alle 19 il termine per la presentazione degli emendamneti. Domani il voto. IL TESTO

21 MAG - Nella giornata di ieri l’Aula di Montecitorio ha dato il via libera al decreto disposizioni urgenti in materia sanitaria (Dl n. 24/2013), con quattro emendamenti approvati. La discussione del testo da parte dell'Aula del Senato è iniziata oggi dopo che la Commissione Igiene e Sanità ha approvato il lavoro della Camera senza modifiche. Alla seduta della Commissione ha partecipato anche la ministra Lorenzin. Stasera alle 19 scade il termine per la presentazaione degli emendamenti. Ripercorriamo brevemente l’iter del decreto-legge n. 24/2013.

Nella seduta di giovedì 16 maggio la XII Commissione affari sociali della Camera ha concluso l'esame, con la votazione del mandato al relatore, del decreto-legge n. 24/2013, recante Disposizioni urgenti in materia sanitaria. Il provvedimento è stato esaminato dall'Assemblea della Camera venerdì 17 maggio. Il decreto-legge, approvato con modificazioni dal Senato lo scorso 10 aprile 2013, consta di tre articoli e contiene misure volte al definitivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari nonché disposizioni in materia di trattamenti clinici avanzati. Nel corso dell'esame presso la XII commissione il testo è stato ulteriormente modificato.

L'articolo 1 del decreto-legge proroga di un anno, al 1° aprile 2014, il termine per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), disciplinando i profili finanziari; precisa i contenuti dei programmi regionali per la realizzazione delle strutture sanitarie in cui ricoverare le persone già internate negli Opg; prevede obblighi di comunicazione del Governo al Parlamento; disciplina l'esercizio del potere sostitutivo statale nei confronti delle Regioni inadempienti.

L'articolo 2 intende regolamentare l'impiego di medicinali per terapie avanzate preparati su base non ripetitiva e l'impiego terapeutico dei medicinali sottoposti a sperimentazione clinica. Esso reca una norma transitoria, la quale consente alle strutture pubbliche, in cui siano stati avviati, anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto in esame, trattamenti su singoli pazienti con medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali mesenchimali, il completamento - sotto la responsabilità del medico prescrittore - dei trattamenti medesimi. Viene inoltre previsto che il Ministero della salute, avvalendosi dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e del centro nazionale trapianti promuova lo svolgimento di una sperimentazione clinica anche in deroga alla normativa vigente, da completarsi entro 18 mesi a decorrere dal 1° luglio 2013, purché siano rispettate le linee guida per la sicurezza del paziente contenute nella normativa comunitaria.  Per garantire la ripetibilità delle terapie le modalità di preparazione dei medicinali sono rese disponibile all'Aifa e all'Istituto superiore di sanità (Iss) che curano anche la valutazione della predetta sperimentazione. Per l'attuazione della sperimentazione il Cipe vincola una quota del fondo sanitario nazionale per un importo pari ad 1 milione di euro per l'anno 2013 ed a 2 milioni di euro per l'anno 2014. Presso il Ministero della salute, infine, è istituito un Osservatorio sulle terapie avanzate con cellule staminali mesenchimali con compiti consultivi e di proposta, di monitoraggio, di garanzia della trasparenza delle informazioni e delle procedure, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Nel corso della seduta di ieri alla Camera sono stati approvati 4 emendamenti.
Il primo, presentato da Marisa Nicchi (Sel), stabilisce che entro il 30 novembre 2013 il Ministro della Salute e il Ministro della Giustizia dovranno comunicare alle competenti Commissioni parlamentari lo stato di attuazione dei programmi regionali, relativi al superamento degli Opg e l’effettiva presa in carico dei malati da parte dei dipartimenti di salute mentale con il conseguente avvio dei programmi di reinserimento sociale.

Il secondo e il terzo, proposti da Anna Margherita Miotto (Pd), sanciscono che l’impiego di medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali mesenchimali devono essere utilizzate nell’ambito di trattamenti svolti in laboratori di strutture pubbliche e secondo procedure idonee alla lavorazione e alla conservazione di cellule e tessuti, sotto la responsabilità del medico proscrittore. Viene precisato inoltre che il finanziamento per la sperimentazione per l’anno in corso dovrà essere, non più di 1 milione di euro, ma “fino ad 1 milione di euro”, fissando così l’importo come tetto massimo di spesa.

Nell’ultimo emendamento, presentato da Ferdinando Aiello (Sel), si precisa che il Ministero della salute, con cadenza semestrale, dovrà trasmettere alle competenti Commissioni parlamentari ed alla Conferenza delle regioni una relazione non solo sugli esiti dell'attività di controllo, valutazione e monitoraggio sulla sperimentazione svolta, ma anche sull’utilizzo delle risorse stanziate.
 
Giovanni Rodriquez
 

21 maggio 2013
© Riproduzione riservata

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