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Camera. Question time con Lorenzin su ticket, emergenze sanitarie e coronavirus

Niente nuovi ticket nel 2014 ma saranno necessarie nuove forme di compartecipazione. Il problema degli esenti. Proseguire sulla razionalizzazione della spesa sanitaria regionale e sul passaggio ad un'assistenza incentrata sul territorio. Affrontatati anche i temi coronavirus e emergenze sanitarie.

05 GIU - Nessun rischio di un aumento dei ticket sanitari dal 2014 come già sancito dal Def 2013 approvato dal Parlamento. Saranno però necessarie nuove forme di compartecipazione visto che il 50% degli assistiti risultano esenti. Sarà essenziale anche un'azione di razionalizzazione e riposizionamento della spesa sanitaria delle regioni, da orientare verso interventi più appropriati ed efficienti e proseguire sulla via del passaggio da una sanità caratterizzata dall'assistenza ospedaliera centralizzata a quella territoriale, incentivando l'assistenza domiciliare, la terapia del dolore, le cure palliative, nonché la continuità dell'assistenza sul territorio. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è intervenuta nel corso del question time di oggi alla Camera rispondendo all'on. Marisa Nicchi di Sel. Di seguito il testo integrale.

"La sentenza della Corte costituzionale n. 187 del 2012 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 98 del 2011, che a suo tempo aveva descritto la necessità di introdurre misure di compartecipazione aggiuntiva a far data dal 2014. Conseguentemente il Governo, con il recente Documento di economia e finanza (Def del 2013), approvato dal Parlamento, ha preso atto dell'avvenuta cancellazione della norma sui ticket dall'ordinamento. Pertanto, in sede di predisposizione della legge di bilancio 2014-2016 occorrerà rideterminare il livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale per l'importo di 2 miliardi dal 2014.

 
Il blocco del previsto aumento dei ticket a partire dal 2014 e l'insostenibilità, se non a rischio di pregiudicare l'erogazione, per qualità e quantità, dei servizi agli assistiti del Servizio sanitario nazionale, e di ulteriori tagli lineari alle risorse del Fondo sanitario nazionale, rende necessaria un'azione di razionalizzazione e riposizionamento della spesa sanitaria delle regioni, da orientare verso interventi più appropriati ed efficienti. Tale opera passa per un'attività di rafforzamento del monitoraggio in ordine all'appropriatezza delle prestazioni specialistiche rese all'interno degli ospedali e presso le strutture ambulatoriali del territorio, per l'attivazione delle aggregazioni funzionali territoriali e delle unità complesse di cure primarie, nonché della farmacia dei servizi e, più in generale, per un processo di razionalizzazione della rete di assistenza territoriale, per il potenziamento e l'ulteriore attivazione di centrali di acquisto regionali, soprattutto nelle regioni sottoposte a piani di qualificazione dei servizi e di rientro del debito, per la più ampia diffusione del metodo dei costi standard.
È mio convincimento che occorra, in sintesi, proseguire sulla via del passaggio da una sanità caratterizzata dall'assistenza ospedaliera centralizzata a quella territoriale, incentivando l'assistenza domiciliare, la terapia del dolore, le cure palliative, nonché la continuità dell'assistenza sul territorio.

 
Quanto all'elaborazione di nuove metodologie di compartecipazione alla spesa, che l'onorevole Nicchi ha inserito nella sua interrogazione ed alle quali quindi si richiamava, è mio convincimento che non si possa comunque prescindere, per evidenti ragioni di equità e adeguata distribuzione della compartecipazione, dal dato attuale dei cittadini esenti dal pagamento dei ticket, che si colloca al 50 per cento del complesso degli assistiti dal Servizio sanitario nazionale.
Su questo tema intendo comunque rassicurare gli interroganti. Sono disponibile a ricercare, con l'ausilio del Parlamento, soluzioni condivise che risultino effettivamente idonee e adeguate per garantire forme nuove, purché eque, di compartecipazione alla spesa sanitaria, rammentando a tutti che il nostro orizzonte – e questo è molto importante per me – è la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale per le prossime generazioni.

 
Mi avvio a concludere, dicendo che il risparmio strutturale in sanità lo si ottiene attraverso il contributo trasversale e quotidiano di tutti gli attori che sono impegnati nel sistema sanitario in Italia e, principalmente, delle regioni, che sono le vere protagoniste di questo processo. Ne consegue, pertanto, la necessità di condividere al più presto con le regioni la revisione del modello organizzativo, anche attraverso l'accelerazione del processo di razionalizzazione della rete di assistenza territoriale. Tali argomenti dovranno costituire una parte significativa del nuovo Patto della salute, così come è stato da me presentato nella giornata di ieri alle Commissioni competenti".
 

05 giugno 2013
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