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Antitrust. Il settore farmaceutico resta tra i più sanzionati. Abusi e uso strumentale del brevetto

È quanto emerso dalla relazione annuale dell’Authority per la concorrenza e il mercato presentata oggi in Parlamento. Il Garante è intervenuto anche sulla tematica della vendita illegale di farmaci on line impedendo l’accesso a siti lesivi per i consumatori. Rilevate nel settore dei cosmetici le principali criticità nel mercato pubblicitario.

18 GIU - Nel corso del 2012 e nei primi mesi del 2013 l'Antitrust ha comminato sanzioni per oltre 182 milioni di euro, di cui 170 milioni per illeciti anticoncorrenziali a fronte di 31 provvedimenti e 12,5 milioni per pratiche scorrette. Le violazioni accertate, incluse le inottemperanze, hanno determinato una imposizione complessiva di sanzioni amministrative pecuniarie pari a circa 9,6 milioni di euro. Come per lo scorso anno, la quota percentuale maggiore delle sanzioni irrogate ha interessato il settore alimentare, farmaceutico e dei trasporti (26%). Seguono, percentualmente, il comparto di credito e assicurazioni e quello delle comunicazioni. Questi in sintesi i dati riportati oggi dal presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella, nel corso della presentazione della relazione annuale dell'Authority in Parlamento.
 
“Una particolare attenzione – sottolinea Pitruzzella nella sua relazione introduttiva -  l’Autorità sta prestando al settore farmaceutico, che costituisce un terreno tipico di tensione tra tutela della proprietà intellettuale e concorrenza. La tutela è indispensabile per promuovere l’innovazione, ma un utilizzo abusivo e strumentale dei meccanismi di tutela può impedire la concorrenza. In casi del genere si può mantenere artificialmente in vita un prezzo più elevato dei farmaci con ripercussioni spesso negative sul bilancio pubblico”.

 
“La Commissione – ricorda ancora il presidente dell’Antitrust - ha richiamato l’attenzione sui pregiudizi alla concorrenza che si possono instaurare in questo mercato attraverso il regulatory gaming, prima con un’indagine conoscitiva e poi con la decisione sul caso AstraZeneca, in cui è venuto in rilievo proprio l’abuso di posizione dominante di un’impresa che sfruttava le pieghe della regolazione per mantenere abusivamente una posizione di esclusiva”.
 
Uno dei casi citati nel rapporto è anche quello di Ratiopharma-Pfizer. L’Autorità ha accertato che il gruppo Pfizer aveva abusato della propria posizione dominante nel mercato della commercializzazione di farmaci a base del principio attivo latanoprost per la cura del glaucoma, mettendo in atto una serie di condotte finalizzate ad ostacolare l’ingresso dei genericisti sul mercato stesso. In particolare, dalle evidenze raccolte è emersa l’esistenza di una complessa strategia di Pfizer a difesa del farmaco Xalatan, leader mondiale nella cura del glaucoma e prodotto di punta della società. In ragione della particolare gravità dell’abuso accertato, l’Autorità ha irrogato alla società una sanzione di 10 milioni e 600mila euro.

Per quanto riguarda il capitolo della farmaceutica, nel corso del 2012, il Garante è invece intervenuto in particolare sulla tematica della vendita illegale di farmaci on line. In questo ambito sono stati attivati i poteri cautelari diretti a richiedere agli Internet Service Providers di impedire l’accesso a siti web che ledono i diritti dei consumatori. Nel rapporto viene ricordata in tal senso l’istruttoria relativa alla delicata e sensibile tematica della vendita illegale di farmaci soggetti all’obbligo di prescrizione medica, la cui assunzione, al di fuori del controllo medico, rappresenta un’attività pericolosa, in contrasto con il Codice del Consumo.

Nel settore dei cosmetici, infine, sono state individuate le principali criticità rilevate nel mercato pubblicitario quali, ad esempio, l’assimilazione di un cosmetico a un farmaco, con conseguente attribuzione al prodotto di proprietà curative o terapeutiche capaci di intervenire in maniera risolutiva e definitiva sulla problematica estetica.

“Nel settore farmaceutico la tutela é indispensabile per promuovere l'innovazione - ha rimarcato Pitruzzella - ma un utilizzo abusivo e strumentale dei mecanismi di tutela può impedire la concorrenza. In casi del genere si può mantenere artificialmente in vita un prezzo più elevato dei farmaci con ripercussioni spesso negative sul bilancio pubblico”.

18 giugno 2013
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