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Legge di stabilità. Le Regioni: “Con tagli a rischio Patto per la Salute”


Fuoco di sbarramento di moltissimi presidenti delle Regioni che nelle ore precedenti al varo dell ddl stabilità fanno sapere al Governo che con nuovi tagli si metteranno a repentaglio servizi e prestazioni. Ma c’è anche chi punta il dito contro la logica di tagli lineari che colpiscono senza distinzioni “virtuosi” e “spreconi”.

15 OTT - Sono intervenuti in tanti. Da Nord a Sud e di tutte le forze politiche per dire al Governo che se ci saranno i tagli preannunciati alla sanità la firma del Patto per la Salute salterà.
 
''Nel caso di tagli - Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni - noi reagiremo e porremo il problema al Governo, anche perché a fronte di una mancata entrata di una situazione che può portare diverse Regioni al default scatterebbero automaticamente le tasse''.
E alla domanda se è a rischio la firma del Patto per la Salute, Errani ha risposto: ''Non c'è dubbio che lo è se cambia la base dell'accordo. E' chiaro che molto dipende dal rispetto dell'accordo sulle risorse per il 2014 che abbiamo fatto col Governo''.
 
“La sanità - ha sottolineato  - è un comparto della spesa pubblica che ha dato in questi anni un contributo enorme alla riduzione della spesa. Sul contenimento dei costi standard procederemo ancora, ma sottolineo che già la sanità è il comparto della spesa pubblica italiana che ha ridotto di più le spese in questi anni, per oltre 30 miliardi di euro, non ci sono più le condizioni per altri taglia, confido nella ragionevolezza di questa posizione, ora vediamo che succede in concreto nella legge di stabilità''.

 
Per il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, il disegno è togliere competenze alle Regioni: “Spero che il governo ci ripensi e che il Parlamento corregga questo errore dei tagli alla sanità”. Per Maroni, ''c'è un disegno, che vogliamo contrastare: togliere risorse e competenze alle Regioni e portarle a Roma, un errore''. ''Va bene rimodulare il Titolo V'', ha aggiunto, ''ma non per tornare a un ipercentralismo''.
 
Anche il Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, sostiene che  ''Se dovessero essere confermate le indiscrezioni sui tagli alla sanità ci troveremmo di fronte all'ennesima beffa che colpirebbe ulteriormente il diritto alle cure dei cittadini''. Scopelliti aggiunge: ''La Calabria sta uscendo con fatica dalla situazione debitoria ereditata da cattive gestioni e con la stessa difficoltà stiamo risistemando la logistica ospedaliera sul territorio. Tagli e risparmi ne abbiamo fatti già molti, non possiamo continuare a pagare rischiando la pelle delle nostre popolazioni. Sarà al fianco del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin per evitare che neanche un euro venga sottratto al Servizio sanitario nazionale''.
 
I nuovi tagli alla sanità ''sarebbero un errore'', ''in Toscana i ticket non li aumenteremo ma la sanità ha già dato molto. Basta con i tagli perché non sempre tagliando si ottengono i risultati migliori'', ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. ''Un nuovo taglio alla sanità - ha aggiunto Rossi - è il segnale che si vuole proseguire sulle vecchie politiche che non tengono più. In Regioni di eccellenza come la nostra con questa continua azione di logoramento rischiamo di perdere una delle più importanti infrastrutture, anche a livello economico. E' un grande volano di sviluppo ma a forza di tagliare chiuderemo tutto''.
 
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, punta sulla questione dei costi standard: "I tagli alla sanità  ridurranno le regioni ad avere difficoltà ad erogare servizi. A me  starebbe bene che ci fosse un governo che avesse il coraggio di  parlare di tagli, ma accanto ai costi standard: perché è  assurdo che si vada dal Veneto che è virtuoso chiedendo di tagliare ancora e quindi non riuscirò più ad erogare servizi, e agli spreconi invece gli dici solo di dare una limatina ai suoi sprechi. Avanti di  questo passo - ha detto Zaia - i cittadini saranno costretti a farsi le assicurazioni per farsi curare, e questo e' scandaloso e il Veneto  non starà qui a guardare".
 
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, evidenzia che ''Fra le Regioni c' e' piena sintonia. Non sono sostenibili tagli alla sanità''.
''E' seriamente in discussione il diritto alla salute. La Campania in particolare non si può permettere ulteriori riduzioni dei trasferimenti: siamo la regione più penalizzata dalla ripartizione del fondo sanitario in virtù di regole anacronistiche che non hanno riscontro in nessun Paese occidentale. E' opportuno che il Governo tenga conto di questo'', conclude Caldoro.
 
Il presidente della regione Liguria, Claudio Burlando, sostiene  che ''Se il Governo pensa di tagliare le tasse aumentando le spese delle istituzioni locali queste dovranno mettere nuove tasse e siamo daccapo''. Per Burlando ''Così non possiamo andare avanti, noi abbiamo risparmiato 200 milioni in due anni per la sanità ma è chiaro che la gente deve essere curata. Se continua questa politica dobbiamo mettere nuove imposte e quindi alla fine il saldo è zero''. Sotto accusa, per Burlando, alcune scelte a partire dall'abolizione dell'Imu: ''Le persone più ricche l'Imu la potevano pagare”.
 
In questi anni sono stati già tagliati alla sanità 30 miliardi di euro. Al Governo chiediamo  di tagliare sprechi, non il diritto a salute". Ad affermalo sul  proprio profilo Twitter è Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio.
 
D’accordo anche il Presidente del Piemonte: “nuovi tagli al servizio  sanitario sarebbero insostenibili”, sottolinea  Roberto Cota, rilevando che "in Piemonte le riforme necessarie sono già state fatte e di più non si può fare”. Poi aggiunge: “chiedo a certe forze politiche di avere un po' di coerenza e di non predicare sul territorio il contrario di quello che fanno a Roma. Dunque, invece di riempire le pagine dei giornali con stupidate, si oppongano a questa assurda ipotesi", conclude il Presidente del Piemonte.
 
E il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, a margine del vertice Italia Serbia ad Ancona con il presidente del Consiglio Enrico Letta, ha affermato: “Siamo preoccupatissimi per i tagli alla sanità prospettati dagli organi di informazione, è un taglio inaccettabile”.
 
Fonte: Regioni.it

15 ottobre 2013
© Riproduzione riservata


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