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Ciao 2013/9. Racca (Federfarma): “Riconosciuto il ruolo della farmacia. Avanti su questa strada”

La sentenza della Corte Ue ha ribadito che i farmaci con ricetta devono restare in farmacia. Il Consiglio di Stato ha evidenziato i vantaggi dell’assistenza integrativa in farmacia. Ma anche il ministro Lorenzin ha difeso il servizio farmaceutico. Per la presidente di Federfarma il 2014 deve proseguire sulla via tracciata nel 2013. Attesa la Convenzione e il nuovo modello di remunerazione.

03 GEN - Non è stato tutto rose e fiori il 2013 per le farmacie italiane, che oltre che con la crisi, hanno dovuto fare i conti con “i riflessi negativi” dei provvedimenti approvati precedentemente dal Governo Monti. Ma per la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, l’anno appena trascorso sarà ricordato per avere finalmente riconosciuto l’importanza delle farmacie territoriali come presidio del Ssn. Merito della Corte di Giustizia Ue e del Consiglio di Stato, ma anche del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Ed è su questa strada, secondo Racca, che bisogna andare avanti nel 2014. Anno che sarà caratterizzato dalle trattative per il rinnovo della Convenzione e per l’accordo sul nuovo sistema di remunerazione. Due opportunità, secondo Racca, per garantire la sostenibilità economica delle farmacie e ad accrescerne il ruolo professionale. Il tutto, con evidenti vantaggi per il Paese e per i cittadini.

Presidente Racca, come è stato il 2013 per la farmacia italiana?
È stato un anno denso di avvenimenti, anche positivi nonostante le condizioni politiche ed economiche non fossero favorevoli. Tra i più importanti vorrei ricordare la sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha accolto in pieno le tesi difensive delle farmacie italiane e ribadito che i farmaci con ricetta medica debbano rimanere all’interno della farmacia in qualità di presidio di pubblica utilità che va tutelato. Sentenza con la quale è stata infatti anche ribadita l’importanza della pianta organica sia un elemento fondamentale a tutela del diritto alla Salute.

Di grande rilevanza è stata poi la sentenza del Consiglio di Stato sulla Regione Campania riguardante l’assistenza integrativa per pazienti diabetici. L’assistenza integrativa è infatti da tempo terreno di scontro, ma le varie teorie economiche sui risparmi derivanti dal sistema di dispensazione attraverso le Asl sono state smentite dai fatti, come nel caso della Campania.
Rivedere il rapporto tra farmacie e Ssn, quindi riorganizzare e aumentare i servizi, sarà uno degli obiettivi importanti del nostro futuro da realizzare nell’ambito del rinnovo della Convenzione, le cui trattative sono finalmente partite, dopo 15 anni di attesa.

Qual è, dunque, il suo giudizio sul Governo Letta?
Apprezziamo che sia stata chiusa quella “caccia al professionista” che aveva messo in atto il Governo Monti. Questo ha permesso di lavorare sul sistema farmaceutico con una visione progettuale. Un apprezzamento, in particolare, va al ministro Lorenzin, che ha difeso la sanità e il sistema farmaceutico da ulteriori tagli e penalizzazioni, ribadendo il loro ruolo e la loro importanza e ricordando quanto già abbiano contribuito per risanare il Paese. Al ministro Lorenzin va il plauso di Federfarma per aver così contribuito a rilanciare ed evidenziare, anche all’interno del mondo politico, il ruolo della farmacia come presidio del Ssn.

Insomma, il 2013 è stato un anno buono…
Non del tutto. Sicuramente è stato un anno che ha portato dei risultati, ma è stato anche l’anno in cui l’assistenza farmaceutica ha subìto i riflessi negativi dei provvedimenti approvati precedentemente dal Governo Monti. Se quindi all’orizzonte si intravede una luce, tuttavia sulle nostre teste ci sono ancora le nubi buie della crisi e delle penalizzazioni normative con cui la farmacia è stata bersagliata nel 2012.
Forse sono stati proprio questi segnali di allarme sulla situazione economica delle farmacie che Federfarma ha inviato alla classe politica a condurre a un’inversione di rotta. Le farmacie sono al collasso e il ministro della Salute lo ha capito.

Per il 2014, quindi, cosa dobbiamo aspettarci?
I programmi sono tanti. Vogliamo continuare a comunicare, e sempre in maniera più forte, il valore della farmacia. Vogliamo continuare la nostra azione di trasparenza, che è uno dei segnali forti che caratterizza la farmacia italiana. Vogliamo coinvolgere sempre di più i farmacisti nei nostri progetti e nelle nostre azioni, quindi concentrarci, come sindacato, sempre più sul territorio. Vogliamo esortare i farmacisti a rilanciare le loro farmacie e a migliorarne i servizi e la gestione.

Sul fronte Convenzione e Remunerazione?
Lavoreremo con grinta anche su questo fronte. La Convenzione sarà sicuramente un’occasione per riformare le regole e portare importanti novità. Riuscire a far partire le trattative è già stato un successo, considerato che era scaduta dal 1998! Ora dobbiamo lavorare con impegno per arrivare all’accordo.
Sul fronte della Remunerazione, l’impegno di Federfarma è documentato dal 2010. Il confronto è continuato anche dopo il fallimento dell’accordo dell’ottobre 2012 e, soprattutto nell’ultimo periodo, il dialogo con il ministro e con l’Aifa è stato positivo. Per noi l’obiettivo resta quello di arrivare a garantire la sostenibilità economica delle farmacie e ad accrescerne il ruolo professionale. Sono obiettivi che difendo non solo in qualità di farmacista, ma anche di cittadina: affidarsi alle farmacie del territorio significa ridurre gli sprechi e migliorare l’assistenza.

03 gennaio 2014
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