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Senato: prosegue indagine conoscitiva sulle malattie degenerative

Vanno avanti in Commissione Igiene e Sanità del Senato le audizioni di esperti in merito all’indagine conoscitiva sulle malattie ad andamento degenerativo di particolare rilevanza sociale quali tumore al seno, Hiv e malattie reumatiche croniche. Ieri sono stati auditi in veste di esperti Antonio Mastrapasqua, presidente Inps e Fulvio Moirano presidente Agenas.

17 NOV - La commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, presieduta da Antonio Tomassini, ai sensi dell’articolo 48 del regolamento ha ascoltato in veste di esperti Antonio Mastrapasqua, presidente Inps che ha parlato, tra l’altro, del ritardo nell’informatizzazione delle Asl e Fulvio Moirano presidente dell’Agenas che a conclusione della sua aduzione ha riferito che “in talune realtà la riconversione della rete ospedaliera dovrebbe comportare più la chiusura di determinate attività specialistiche e chirurgiche, piuttosto che la chiusura dell'intera struttura”.
 
Antonio Mastrapasqua, primo ad intervenire come risulta dai resoconti dell’audizione, soffermandosi sul complesso dei lavori sinora svolti ha sottolineato “come sia emersa l’esigenza di operare una progressiva revisione delle tabelle di invalidità per la sindrome Hiv, e l’elevata spesa connessa ai costi derivanti dall’inabilità al lavoro per il caso dell’artrite reumatoide”.
 
Sempre il presidente dell’Inps dopo aver manifestato “alcune perplessità circa la connotazione degenerativa riferita a tutte e tre le patologie oggetto dell’indagine conoscitiva”, fa sapere che “l’incidenza sul lavoro in termini di assenze per motivi di trattamento e relativi costi, distintamente per le tre patologie, costituisce un dato attualmente non in possesso dell’Inps in quanto, per il passato, la trasmissione dei certificati di malattia è avvenuta esclusivamente in modalità cartacea, nell’ambito dei quali mancava peraltro l’apposizione del codice nosologico di malattia. Con riferimento invece all’attuale trasmissione telematica dei certificati, l’indisponibilità del dato deriva dalla mancata previsione dell’obbligo di apposizione del predetto codice nosologico”.

 
Mastrapasqua in merito ai “costi legati al riconoscimento di connesse invalidità nonché gli effetti sul rapporto di lavoro, relativamente all’invalidità previdenziale”, fa sapere che “l’Istituto dispone di idonei strumenti conoscitivi grazie alla sua banca dati informatizzata. In tal senso rende noto che, nel corso del 2009, per i tre gruppi di patologie sono stati accolte 704 pensioni di inabilità e 5.893 assegni di invalidità, con una spesa complessiva pari a 8,6 milioni di euro per le prime e 46 milioni di euro per i secondi”.
 
Mastrapasqua infine sulla situazione inerente all’invalidità assistenziale, fa sapere che “è in corso un processo di progressiva informatizzazione del relativo flusso, ai sensi della normativa vigente”. E però al momento “solo il 10 per cento delle Aziende sanitarie locali è in grado di trasmettere per via telematica i verbali di invalidità civile, rendendo pertanto assai difficoltosa l'azione di monitoraggio”.
 
L’obiettivo – è l’auspicio del presidente dell’Inps “un progressivo superamento di tali impedimenti, implementando l'accertamento diretto da parte dell'Istituto con la relativa informatizzazione, nonché sensibilizzando le Aziende sanitarie locali in proposito”.
  
Dopo Antonio Mastrapasqua è stata la volta del presidente Agenas, Fulvio Moirano il quale ha detto che “i dati riguardanti il tumore al seno e la sindrome Hiv siano rinvenibili dalle schede di dimissione ospedaliera (Sdo), per quanto concerne i ricoveri, e da altre fonti, ad esempio presso i ministeri del Tesoro e della Salute, per quanto concerne l'ambito farmaceutico e quello della specialistica ambulatoriale”.
 
E questo perché “si è in presenza di patologie che, essendo croniche, sono caratterizzate tanto da una fase acuta quanto da una situazione successiva che richiede assistenza farmaceutica e ambulatoriale”.
 
Moirano “nel riservarsi di fornire dati più precisi riguardanti le malattie reumatiche, dopo aver riepilogato alcuni compiti assolti dall'Agenas”, ha posto “in risalto alcune iniziative che, scaturite dal Patto per la Salute, si sono focalizzate sul cosiddetto modello di dimensionamento dell’offerta, con particolare riguardo alle Regioni sottoposte a piani di rientro dei deficit sanitari. Nello specifico, è emerso che se in alcuni casi il dimensionamento dell’offerta appare eccessivo, in altri, invece, risulta carente”.
 
“Peraltro – prosegue il resoconto dell’audizione di Moirano –, se la patologia risulta trattata efficacemente a livello ospedaliero, potrebbe accadere che a livello territoriale non si riscontrino prestazioni analoghe. Di conseguenza, l’Agenzia ha elaborato alcune proposte affinché l'offerta sia adeguatamente dimensionata.
Progetti di approfondimento sulla gestione della patologia cronica sono stati effettuati nell'ambito delle malattie reumatiche, con riferimento soprattutto all'artrite reumatoide, la cui rilevanza dovrebbe essere sottolineata nel Piano sanitario nazionale”.
 
Moirano ha inoltre illustrato il Programma “Mattoni” da cui sono scaturiti “una serie di dati: ad esempio, per il 2008, si è registrato un numero di ricoveri per sindrome da HIV superiore a 30 mila, con un costo complessivo di oltre 114 milioni di euro, mentre per il carcinoma alla mammella, i casi ammontano a circa 115 mila per un costo complessivo di circa 340 milioni di euro”.
 
Il responsabile dell’Agenas replicando ad alcune osservazioni dei senatori intervenuti fa presente che il nuovo sistema informativo sanitario, in sigla Nsis, “rileva i flussi di dati provenienti dalle Regioni, a partire da quelli ricavabili dalle Sdo. In linea generale, vi è un numero molto consistente di dati disponibili, sebbene rinvenibili presso fonti differenziate, alcune delle quali solo di recente sono state in qualche modo trasferite al dicastero della Salute”.
 
Infine Moirano dopo aver evidenziato lo sviluppo di dati riguardanti la valutazione degli esiti sulla scorta di precisi indicatori, ha osservato “che la qualità e l'affidabilità dei dati è più alta nelle Regioni non sottoposte a piani di rientro”. A suo avviso “anche dalle Sdo possono essere ricavate utili informazioni di dettaglio”.
 
Per quanto riguarda i dati concernenti i microlivelli di assistenza, opinione di Moirano è che siano stati “tenuti riservati più che altro per ragioni di incompletezza”.
Ultima nota per le risposte a livello territoriale, è convinzione del presidente dell’Agenas “che in talune realtà la riconversione della rete ospedaliera dovrebbe comportare più la chiusura di determinate attività specialistiche e chirurgiche, piuttosto che la chiusura dell'intera struttura”.
 
S.S.

17 novembre 2010
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