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Carenza farmaci. Carnevali (Pd) presenta interrogazione a Lorenzin

Il deputato sottolinea che nonostante un primo intervento del ministro, “il fenomeno continua a persistere con grave danno per i malati". Per questo chiederà chiarimenti circa la tempistica e le modalità di iniziative che si intendono adottare.

23 GEN - Il deputato del partito democratico Elena Carnevali ha presentato un'interrogazione al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per sapere quali iniziative intende adottare e con quale tempistica per porre fine alla carenza di farmaci importanti.

Carnevali sottolinea che "da tempo ormai, come del resto riportano gli organi di stampa sia locali che nazionali, si registra un fenomeno inquietante, che purtroppo stanno provando sulla propria pelle decine e decine di persone affette da patologie gravi che necessitano di farmaci importanti quali ad esempio i salvavita, quelli per il dolore neuropatico e il disturbo d'ansia generalizzata, antidepressivi, antiepilettici fino a medicinali fondamentali per la cura di malattie degenerative, come il morbo di Parkinson, farmaci che però risultano introvabili sugli scaffali delle farmacie. La loro carenza costringe i farmacisti a penose quanto inutili caccie al tesoro". 

Analogo meccanismo coinvolge i malati, “che poi ovviamente riversano la loro (giusta) ira sui professionisti. Un problema ben noto a tutti i livelli della sanità italiana, ma finora rimasto senza soluzioni e quello che è assurdo è che il fenomeno cresce e si sviluppa all'interno delle maglie della legalità".

Carnevali osserva che i farmaci scarseggiano perché “i grossisti e altri rivenditori autorizzati preferiscono rivenderli all'estero anziché in Italia in quanto sul territorio nazionale hanno un prezzo di mercato molto più basso come ad esempio un farmaco molto utilizzato per la malattia del Parkinson che costa alla farmacia in Italia 53,10 euro contro gli oltre 270 della farmacia in Germania".

"L'importazione parallela di un medicinale in Europa – prosegue - è una forma di scambio in seno al mercato interno fondata sull'articolo 28 del trattato CE del 1957 e, il mercato delle importazioni parallele dei farmaci è stimato rappresentare circa il 7 per cento del mercato farmaceutico europeo, pari a circa 14 miliardi di euro". Di fronte a tale situazione “le aziende produttrici contingentano i farmaci distribuiti, inviandone solo il quantitativo ritenuto sufficiente a soddisfare le richieste di mercato, ma considerata la difficoltà di individuare chi esporta, molti di questi farmaci vengono distratti e destinati all'esportazione parallela, causando così gravi carenze sul territorio”. Nonostante un primo intervento del ministero della salute però “il fenomeno continua a persistere - conclude -con grave danno per i malati"
 

23 gennaio 2014
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