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Come creare 1,5 milioni di posti di lavoro. Il "contro programma" di SEL. E tra i punti anche un piano per ristrutturare gli ospedali

La proposta di legge presentata alla Camera prevede un investimento di 29 mld con un forte ruolo dello Stato come "datore di lavoro". Un nuovo New Deal con l'istituzione di un Fondo nazionale per finanziare progetti che vanno dalla protezione del territorio alla riqualificazione ambientale e del patrimonio artistico. Un piano straordinario da discutere “nel percorso parlamentare del Jobs act di Renzi”. IL TESTO.

26 FEB - "Creare 1 milione e mezzo di posti di lavoro in tre anni, impegnando circa 17 miliardi, con lo Stato che diventa datore di lavoro di ultima istanza". È questo l’obiettivo della proposta di legge, già depositata, di Sel sul lavoro e presentata a Montecitorio. Come spiega Giorgio Airaudo "la priorità di questo paese è il lavoro, che è una cosa molto concreta che richiede risposte precise. Se ci si affida al mercato e agli incentivi è impossibile risolvere il problema della disoccupazione", sottolinea l’ex sindacalista Fiom in conferenza stampa insieme a Luciano Gallino "che ci ha ispirati nella nostra proposta" e al capogruppo Gennaro Migliore.
 
L'obiettivo minimo è dunque quello di creare 1,5 milioni di posti di lavoro in tre anni, mettendo a disposizione del programma circa 29 miliardi di euro complessivi in tre anni. Un piano straordinario che dovrà essere discusso “nel percorso parlamentare del Jobs act di Matteo Renzi”: così Sinistra ecologia libertà prova a inserirsi, dall’opposizione, nel dibattito sulle prime misure economiche annunciate dal nuovo presidente del Consiglio.


“Serve un New deal ispirato a quello rooseveltiano – ha detto Airaudo – e noi pensiamo che lo Stato possa diventare datore di lavoro di ultima istanza”. Per farlo, gli interventi vanno concentrati, secondo Gallino, "nei settori ad alta intensità di lavoro" quindi il risanamento delle scuole, la ristrutturazione degli ospedali e la manutenzione del territorio per contrastare il dissesto idrogeologico.
"Uno choc positivo per l’economia che però dovrà avere effetti benefici anche sull’ambiente e non devastarlo", ha precisato Migliore.
 
La copertura dell’investimento triennale, ha spiegato ancora Airaudo, dovrebbe venire dall’uso "dei fondi della Cassa depositi e prestiti, anche attraverso l’emissione di obbligazioni, e dai Fondi strutturali europei. Con una responsabilizzazione degli enti locali, attraverso l’allentamento del patto di stabilità interno. Ma attenzione: con una clausola sull’occupazione netta: chi vincesse a livello locale questi appalti dovrebbe non aver licenziato nei 24 mesi precedenti e impegnarsi a non licenziare nei 24 mesi successivi", per evitare escamotage.

Nel dettaglio, dunque, nella proposta si dispone che il Green New Deal sia realizzato da tutte le amministrazioni dello Stato e dagli enti locali per operare interventi "nei settori della protezione del territorio per prevenire e contrastare il dissesto idrogeologico del Paese; per bonificare e riqualificare dal punto di vista ambientale tutte le aree del territorio nazionale; per recuperare, ristrutturare, adeguare, mettere in sicurezza e valorizzare edifici scolastici, ospedali, asili nido pubblici e il patrimonio immobiliare pubblico da destinare a prima casa e a iniziative di cohousing e coworking; per incrementare l'efficienza energetica e ridurre i consumi per gli uffici pubblici; per recuperare e valorizzare il patrimonio storico, architettonico, museale e archeologico italiano; per recuperare terreni pubblici incolti o abbandonati e salvare dall'inquinamento fiumi, aree paludose, spiagge e coste".

Come si accennava prima si dovrà istituire un'Agenzia per il Green New Deal cui saranno conferite funzioni di organizzazione, programmazione, attuazione, indirizzo controllo e coordinamento della realizzazione del programma. Allo stesso modo si realizzerà un Fondo nazionale ad hoc per finanziare i progetti. Le risorse del Fondo potranno essere integrate da contributi a carico degli enti territoriali in relazione ai progetti ricadenti sui rispettivi territori. Prevista, inoltre, l'esclusione dal patto di stabilità interno, per il triennio di sperimentazione, delle spese in conto capitale collegate ai progetti del Green New Deal italiano per un importo pari a 1.300 milioni di euro annui.


Infine, tra le finalità di stretto interesse sanitario si parla esplicitamente di una "ristrutturazione degli ospedali pubblici al fine di rendere gli spazi e le strutture interne funzionali alle attuali tecnologie mediche e alle mutate pratiche terapeutiche".
 
Giovanni Rodriquez

26 febbraio 2014
© Riproduzione riservata


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