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Riforme costituzionali. Errani: “La concorrenza legislativa è in natura. Non si può abolire d'ufficio"

"Le materie concorrenti non vanno soppresse perché la concorrenza è in natura.  Esistono invece luoghi di cooperazione federale". E sulla riforma del senato: "Serve una Camera politica che legiferi e di un Senato che sia rafforzato nei sistemi di controllo, verifica e garanzia". Così il presidente della Conferenza delle Regioni, al convegno “Le Regioni e le Riforme Costituzionali”, oggi alla Camera.

14 APR - Le riforme costituzionali sono “urgenti”. Le  proposte del Governo sul nuovo Senato e il Titolo V vanno migliorate, soprattutto le Regioni non devono reagire con un atteggiamento di chiusura, ma devono cogliere la sfida del cambiamento. Per questo occorre rafforzare il ruolo del Senato delle autonomie  in chiave di equilibrio e ridefinire le competenze nella riforma del Titolo V attraverso una legge bicamerale che eviti la creazione di nuovi conflitti.
 
È questa la linea d’azione delle Regioni sul grande tema delle riforme, delineata dal presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, nel suo intervento conclusivo al convegno “Le Regioni e le riforme costituzionali” organizzato a Roma, nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera, dalla Conferenza delle Regioni e dalla Conferenza delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.  Una linea d’azione che si è già tradotta in emendamenti inviati al Governo e sui quali, ha annunciato Errani, ci sarà presto “un confronto di merito prima con l'Esecutivo, poi con il Parlamento e i gruppi parlamentari”.

 
“Le riforme servono – ha detto Errani nel corso del suo intervento conclusivo – perché bisogna superare la contrapposizione tra decisionismo e crisi della rappresentanza, e questo è un problema che riguarda la democrazie non solo in Italia, ma in tutta Europa. Dobbiamo pensare a come ricostruire in termini nuovi la decisione, la democrazie e la rappresentanza”. Come? Attraverso  il rafforzamento delle competenze e delle funzioni del Senato, ma di un Senato di “secondo grado” perché “due Camere elette direttamente non possono che dialogare in modo paritario”.
“Abbiamo bisogno di un nuovo impianto legislativo nazionale e ragionale – ha spiegato – abbiamo bisogno di una Camera politica che legiferi sul piano nazionale e di un enato che deve essere rafforzato nei sistemi di controllo, ispettivi, di verifica e garanzia, con equilibri che rispettino le competenze tra il livello centrale e regionale. Non serve un altro Senato con altri eletti, sarebbe un’altra intercapedine, ma serve un Senato con poteri reali che assicuri che non ci siano sovrapposizioni e interferenze nei poteri legislativi delle regioni e delle autonomie. Di questo ne sono convinto”.
 
Errani ha poi toccato il capitolo dei cosiddetti “poteri”,  ossia quelle competenze che saranno disegnate nel nuovo Titolo V della Costituzione: “La Corte Costituzionale ha surrogato il potere politico e ha determinato dei conflitti. Ora il Governo propone di sopprimere l’area della materie concorrenti, ma la concorrenza è però in natura, non esisterà mai un sistema federale con un’esclusività di competenze. Esistono luoghi di cooperazione federale. Per questo abbiamo formulato le nostre proposte”.
 
Proposte profondamente nuove, ha rimarcato il presidente della Conferenza delle Regioni: “Ci devono essere materie esclusive dello Stato, alcune delle quali vanno però corrette: la protezione civile in capo solo allo stato centrale, ad esempio, è una sciocchezza. Sulla sanità bisogna svolgere funzioni che garantiscono gli stessi diritti a tutti i cittadini ovunque essi vivano. A questo deve corrispondere l’autonomia gestionale delle Regioni. Ma se la concorrenza è in natura noi proponiamo un cambio significativo rispetto alle proposte del Governo: individuare le competenze correggendone alcune dello Stato centrale, e individuare le competenze legislative esclusive delle Regioni”.
E lo strumento più idoneo, secondo Errani è "una legge bicamerale che sia in grado di delineare, anche in modo flessibile le competenze statali e regionali”.
 
Non solo punti da correggere,  per il presidente della Regioni nel testo Governo c’è un passo in avanti: sul 119 della costituzione. che tocca, appunto i costi standard. Tuttavia ha ricordato Errani “i costi standard non sono la madre della risoluzione di tutti i problemi. I costi standard vanno sempre incrociati con i Lea. Su questo non sono disposto a rinunciare in nome di niente e nessuno. Se non ci sono i Lea definire i costi standard non è sufficiente. Occorrono quindi politiche straordinarie, persino sostitutive. Dobbiamo avere il coraggio noi di pronunciare questa parola: persino sostitutive. Non facciamo il sindacato delle Regioni, ma chi non svolge le funzioni deve essere sostituito, sia sui costi standard, sia sui fondi strutturali, sia su quel che sia. Noi dobbiamo essere protagonisti di questa battaglia, non farcelo dire dal Governo. Non dobbiamo subire un processo di riforma”.

14 aprile 2014
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