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Speciale: la #sanità twitta a @matteorenziCozza (FpCgil Medici): “Rinnovare i contratti e non a costo zero”

Il segretario dei medici della FpCgil ribadisce come i risparmi della sanità debbano restare nel comparto. E poi su precari e responsabilità professionale stimola il Governo ad agire: “Serve un impegno forte”. Mentre sull’accesso alla facoltà di medicina: “Basta con i test d’ingresso. Selezione dev’essere fatta nei primi anni di studio”. 

24 APR - “Abbiamo certamente visto con favore – afferma il segretario della FpCgil Medici, Massimo Cozza - la scelta del Governo di non tagliare la sanità ma è chiaro che la certezza delle risorse e il fatto che i risparmi del comparto sanitario vengano reinvestiti nel settore è un caposaldo irrinunciabile. Ancora di più se pensiamo alle sfide socio-demografiche del prossimo futuro e al fatto che come segnalato anche dall’Ocse la nostra spesa è inferiore a quella di molti paesi europei.
 
Ma fatta questa dovuta premessa per il segretario della Fp Cgil Medici vi sono alcune priorità su cui intervenire immediatamente. In primis il rinnovo dei contratti per i medici (ospedalieri e convenzionati). “Vanno rinnovati sia per la parte normativa che per quella economica”. E in riferimento alle convenzioni dove la norma Balduzzi prevede che i rinnovi siano ad isorisorse Cozza ha le idee chiare: “Se si vogliono riorganizzare i servizi e valorizzare le professionalità le risorse sono indispensabili. Il contratto dei medici non viene rinnovato da 5 anni e a tutto ciò si somma anche il congelamento degli stipendi”.

 
Ma se il contratto è una priorità non è da meno per il sindacalista Cgil anche il tema del precariato. “Sembrava che il Ministro della Salute volesse intervenire e affrontare la questione in modo pragmatico ma il Dpcm che avrebbe dovuto disciplinare la stabilizzazione sembra essersi perso in qualche cassetto ministeriale”.
 
E altro tema caldo per Cozza è quello che riguarda la Responsabilità professionale. “La questione dovrebbe essere in cima all’agenda, proprio in questi tempi di spending review, e invece sul tema l’impegno forte del Governo non c’è. La norma Balduzzi è totalmente insufficiente e occorre prendere il problema alla radice. Non è più sufficiente che l’Esecutivo resti alla finestra a guardare cosa fa il Parlamento”.
 
Infine, un’altra priorità per il numero uno della Fp Cgil Medici attiene il percorso formativo. “Da un lato occorre intervenire per aumentare le borse di specializzazione perché è inammissibile che in Italia vi siano 9.000 medici abilitati ma solo la metà di essi possono specializzarsi”. E poi c’è la questione dell’accesso alla facoltà di medicina. “Basta con il test d’ingresso. Prendiamo ad esempio cosa fanno negli altri Paesi dove la selezione avviene durante i primi anni di corso e premia lo studio, l’impegno, l’abnegazione e la capacità che non possono essere ricavate solo da un test d’ingresso”. E questo è un punto snodale “perché dobbiamo ragionare sul fatto che tra dieci anni gran parte della categoria oggi attiva maturerà i requisiti per andare in pensione ed è fondamentale programmare il fabbisogno dei camici bianchi” per non passare dalla pletora al deserto. 

24 aprile 2014
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