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Speciale: la #sanità twitta a @matteorenzi. Chiamenti (Fimp): “Non dimenticare l’importanza e la peculiarità della pediatria” 

Il presidente della pediatria di famiglia italiana esprime “disponibilità” per la riorganizzazione delle Cure Primarie, ma “non a scelte improntate all’omogeneizzazione irrazionale dei modelli e non supportate da una dettagliata analisi che giustifichi i cambiamenti ventilati per l’età pediatrica”.

28 APR - La scelta operata dal Governo Renzi di non tagliare sulla sanità va “nella giusta direzione” per il presidente della Fimp, Giampietro Chiamenti. “Restano però – secondo Chiamenti - da chiarire alcuni aspetti legati all’assistenza sanitaria ai bambini e agli adolescenti che meritano adeguata attenzione e la Pediatria di Famiglia italiana, che la FIMP rappresenta, ha il dovere di sottolinearli. Crediamo fortemente nella validità del modello di Pediatria italiano che va salvaguardato per i risultati che ha prodotto in termini di salute e per il ruolo fondamentale nell’ambito dell’eduzione sanitaria e della prevenzione, interpretando in pieno il primo livello di cure sul territorio. E anche per aver garantito ai soggetti in età pediatrica quelle peculiarità assistenziali che questa età necessita, diverse e non riconducibili alla sfera dell’adulto, anche in virtù di una capillarità e di modelli organizzativi adeguati e da non disperdere”.
 
In particolare, “FIMP crede nell’importanza strategica delle politiche di prevenzione per la salute pubblica in ambito pediatrico siano esse riconducibili alle vaccinazioni, ai corretti stili di vita alimentari o all’attività sportiva. L’importanza della prevenzione è stata in più occasioni ribadita anche dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, alla quale va un plauso per essersi mossa in questa direzione. La Pediatria di Famiglia – prosegue Chiamenti - affronta con disponibilità la sfida della riorganizzazione delle Cure Primarie ed è favorevole a qualsivoglia cambiamento che si dimostri utile alla salvaguardia della salute del bambino, ma non a scelte improntate all’omogeneizzazione irrazionale dei modelli e non supportate da una dettagliata analisi che giustifichi i cambiamenti ventilati per l’età pediatrica”.

 
Il presidente della Fimp spiega quindi che “in sede di trattative per il rinnovo dell’ACN, FIMP, pur condividendo il progetto generale di riorganizzazione delle Cure Primarie, ha già sottolineato le differenze rispetto alla medicina di famiglia, sia in termini organizzativi sia di modelli assistenziali, che sarà necessario tenere in considerazione. Occorre semmai un riassetto della Pediatria di Famiglia che tenga conto del fatto che in prospettiva della riorganizzazione delle cure in ambito ospedaliero e territoriale solo una reale integrazione ospedale-territorio può garantire un’adeguata assistenza rispetto agli specifici bisogni di salute in età pediatrica. Le Regioni devono comprendere che non sono ipotizzabili tagli o svalutazioni delle risorse esistenti perché ciò significa mettere a rischio il modello assistenziale pediatrico”.
 
Quanto ai costi della riforma delle Cure Primarie Pediatriche, FIMP ritiene che “la politica debba valutare seriamente se sia compatibile realizzare una ristrutturazione articolata del territorio senza destinare ad esso risorse aggiuntive, mantenendo un sistema gestibile e funzionale ai bisogni emergenti dei bambini e degli adolescenti”.

28 aprile 2014
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