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Camera. Lorenzin risponde a 7 interrogazioni: dal Patto per la salute all'aborto

Questi gli altri argomenti oggetto di interpellanza: medici specializzandi, riconversione del presidio ospedaliero Maresca di Torre del Greco, nuovi medicinali per l'epatite C, epidemia di ebola e riconoscimento professionale per gli osteopati. Ecco il resoconto delle interrogazioni

14 MAG - Sette le interpellanze urgenti a cui questo pomeriggio è stata chiamata a rispondere il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Molti i temi affrontati, dal fabbisogno di medici ai nuovi farmaci per l'epatite C, dal Patto per la Salute alla legge 194. A iniziare è stato il presidente della commissione Affari Sociali della Camera, Pierpaolo Vargiu (Sc), che ha illustrato la sua interrogazione concernente iniziative per garantire un'adeguata presenza di specifiche professionalità mediche sull'intero territorio nazionale. Il ministro Lorenzin ha osservato che l'Italia ha attualmente un numero di medici cosiddetti professional active "superiore alla media europea". "Vi sono 3,9 medici per mille abitanti in Italia contro una media di 3,5 medici per mille abitanti nei Paesi dell'Unione europea (fonte Eurostat, dati riferiti al 2010), e che nel medio periodo la diminuzione dei medesimi sarà contrastata anche attraverso i processi di stabilizzazione del personale medico precario già previsti dalla normativa vigente. Ritengo pertanto che al momento non si possa parlare di emergenza medici ma, dai dati che noi abbiamo e anche dall'attualità, con il blocco del turnover abbiamo piuttosto avuto un blocco anche del flusso delle nuove generazioni all'interno della professione", ha spiegato Lorenzin.

 
Passando poi alla problematica del numero dei contratti di specializzazione, Lorenzin ha ricordato che è stata autorizzata un'ulteriore spesa di 30 milioni di euro per l'anno 2014 e 50 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015. "Tali risorse dovrebbero garantire il finanziamento di circa un ulteriore migliaio di contratti di formazione specialistica - ha spiegato il ministro -.   Lo scorso aprile, insieme al Ministro Giannini, ho formalmente posto il problema all'attenzione del Presidente del Consiglio dei ministri al quale ho segnalato la necessità di reperire risorse aggiuntive al fine di poter garantire la copertura di almeno 4 mila e cinquecento contratti per il prossimo anno accademico 2013-2014, a fronte dei circa 3.300 attualmente finanziabili".

E' stato poi il turno di Aniello Formisano (Misto-Centro Democratico) che ha interrogato il ministro sulle problematiche relative al piano di riconversione del presidio ospedaliero Maresca di Torre del Greco (Napoli) nell'ambito del piano di rientro dai disavanzi sanitari della Campania. Lorenzin, assicurando che al più presto sarebbe andata in visita all'ospedale di Boscotrecase, ha spiegato che il piano di riorganizzazione prevede che il presidio ospedaliero «Maresca», di Torre del Greco, sia riconvertito in struttura ospedaliera di tipo riabilitativo, disponendo che le unità operative per acuti confluiscano nell'ospedale di Boscotrecase. Il piano di riconversione, nel caso di strutture pubbliche di ricovero caratterizzate da contiguità interterritoriale di cui una sia di maggiori dimensioni - ha ricordato Lorenzin - "ne prevede l'integrazione in un unico presidio, con la finalità di accorpare unità operative della medesima disciplina, di razionalizzare le necessarie dotazioni tecnologiche e di riordinare i processi di acquisizione di beni e servizi. In particolare, la struttura di Boscotrecase viene individuata quale spoke della rete cardiologica. La riorganizzazione programmata dei punti nascita comporta per il Maresca che il relativo punto nascita, con annessa neonatologia, confluisca nel presidio di Boscotrecase. Il punto nascita del presidio ospedaliero di Boscotrecase, con un numero di parti inferiore a 500, è programmato per assorbire l'utenza che affluisca dal Maresca".

Si è passati poi all'interrogazioni presentata da Dorina Bianchi (NCD), sui tempi per la procedura autorizzativa di un nuovo medicinale per il trattamento dell'epatite C. "Domani - ha risposto il ministro - avrà luogo la riunione congiunta della Commissione tecnico-scientifica e del Comitato prezzi e rimborso dell'Agenzia italiana del farmaco, nel corso della quale è previsto l'incontro con i rappresentanti dell'azienda farmaceutica produttrice del sofosbuvir, al fine di negoziare il prezzo del farmaco e concludere la procedura autorizzativa nel rispetto del prescritto termine di cento giorni, che giungerà a scadenza il 19 giugno prossimo. L'Italia è uno dei primi Paesi in Europa ad aver avviato il procedimento di negoziazione del prezzo del farmaco con l'obiettivo di individuare le migliori condizioni economiche per la sua rimborsabilità a carico del Servizio sanitario nazionale". Tenuto conto dei diversi sistemi di contrattazione del prezzo di rimborso dei farmaci vigenti nei diversi Paesi dell'Unione europea, ha concluso Lorenzin, "ritengo opportuno che le diverse agenzie regolatorie nazionali attivino un percorso di armonizzazione dell'accesso ai farmaci nel territorio dell'Unione stessa, anche per evitare disparità di trattamento tra i pazienti europei e favorire il noto fenomeno dell'esportazione parallela dei farmaci, all'origine di carenze o indisponibilità dei farmaci stessi sul mercato nazionale".

A seguire, è stato il turno di Marco Rondini (LN), che ha presentato la sua interpellanza sulle misure sanitarie per tutelare i cittadini in relazione al flusso di immigrati provenienti dal Mediterraneo, con particolare riferimento alla diffusione di un'epidemia del virus ebola in varie aree dell'Africa. Lorenzin ha ricordato che "è molto basso" il rischio che i migranti che giungono in Italia possano portare nel Paese il virus Ebola. "Il Ministero della Salute segue costantemente e con la dovuta attenzione l’evoluzione della malattia che è circoscritta in Guinea e Liberia. L'Oms - ha proseguito Lorenzin - non raccomanda la restrizione dei viaggi internazionali, tuttavia, pur essendo considerato remoto il rischio di importazione di malattia di virus ebola per l’Italia o per altri Paesi europei, il ministero ha potenziato la vigilanza sanitaria, sia nel territorio nazionale che nei punti di ingresso transfrontalieri, marittimi ed aerei e l’allerta continuerà fino alla cessazione dell’epidemia ed oltre".
"Gli immigrati irregolari – ha aggiunto il ministro - giungono sulle nostre coste dopo molti giorni, a volte anche mesi di viaggio. Nel caso della febbre emorragica, il periodo di incubazione della malattia va da 2-3 giorni a un massimo di 21, inoltre i sintomi procedono rapidamente in modo grave ed evidente. Al loro arrivo i migranti sono sottoposti ad una approfondita valutazione clinica per escludere prima del loro avvio ai centri per l’immigrazione i segni o i sintomi di malattie infettive diffuse o in atto. Inoltre, i centri per l’immigrazione hanno un responsabile sanitario, il quale deve anche assicurare un continuo flusso di informazioni al ministero".

A seguire è stata presentata da Ignazio Abrignani (FI), l'interpellanza sulle iniziative intraprese per il pieno riconoscimento professionale della categoria degli osteopati. "Colgo l'occasione per anticipare che ho dato mandato ai miei uffici di avviare un lavoro istruttorio e di confronto con le principali rappresentanze della professione di osteopata al fine di elaborare una proposta normativa volta ad istituire anche in Italia la professione di osteopata. Per tale strada garantiremo la dovuta dignità professionale ai numerosi operatori del settore, che ad oggi sono ancora costretti ad operare confrontandosi con un assetto normativo alquanto incerto - ha risposto Lorenzin -. Ritengo che tale soluzione normativa sia l'unica in grado di disciplinare in modo compiuto la predetta professione".
"Inoltre - ha concluso il ministro - l'attenzione che anche il Parlamento sta rivolgendo all'argomento mi induce a ritenere che i tempi siano ormai maturi per intervenire in tal senso. Già nelle prossime settimane nell'ambito del disegno di legge di mia iniziativa, recante disposizioni in materia sanitaria, il cui iter, come è noto, è già stato avviato al Senato, tale obiettivo potrà essere colto in tempi brevi, contando soprattutto sul proficuo e necessario supporto del Parlamento".

Andrea Cecconi (M5S) ha invece presentato un'interrogazione riguardante le iniziative per il monitoraggio epidemiologico delle aree del territorio nazionale inquinate, con particolare riferimento a quelle rientranti nei siti di interesse nazionale. Lorenzin ha spiegato come nel decreto Terra dei Fuochi siano state predisposte le direttive che delineano le modalità operative di individuazione dei territori più a rischio, indicando i siti interessati sia della regione Campania sia del territorio pugliese di Taranto e Statte. "In estrema sintesi - ha spiegato - con tali direttive vengono definite le attività di analisi e pubblicazione dei dati sanitari aggiornati sulla base della metodologia dello studio Sentieri, con la precipua finalità di valutare lo stato di salute dei residenti nei siti in questione e di identificare gli effettivi rischi sanitari dei cittadini residenti, consentendo di implementare le azioni specifiche di prevenzione e miglioramento delle procedure diagnostiche, terapeutiche e di accesso ai servizi sanitari". Lorenzin ha poi ricordato come l'Istituto Superiore di Sanità abbia elaborato il progetto Sentier kids, rivolto alla realizzazione di un sistema di osservazione permanente che consenta di monitorare nel tempo lo stato di salute dei bambini che risiedono in aree fortemente inquinate, favorendo lo sviluppo di mirati interventi di prevenzione primaria.
 
E' poi arrivato il turno di Gian Luigi Gigli (PI) che ha presentato la sua interpellanza riguardante le iniziative per l'implementazione di una scheda di raccolta dati sull'attuazione della legge n. 194 del 1978 in materia di interruzione volontaria della gravidanza. Lorenzin ha innanzitutto spiegato come in data 18 luglio e 18 settembre 2013 si è riunito presso il Ministero della salute il tavolo tecnico appositamente costituito per il monitoraggio dell'applicazione della legge n. 194 del 1978, a cui sono stati invitati a partecipare tutti gli assessori regionali, proprio allo scopo di avviare un monitoraggio sulle attività di Ivg e sull'obiezione di coscienza nelle singole strutture di ricovero e nei consultori familiari. Il tavolo ha elaborato due schede di raccolta dati, una relativa alle singole strutture con almeno un ginecologo in organico e una relativa ai consultori. "A tutt'oggi - ha riferito il ministro - non tutte le regioni hanno restituito le schede compilate nonostante sia ormai scaduto il termine fissato nel 10 dicembre 2013. La direzione competente del mio Dicastero sta sollecitando le regioni mancanti per la consegna dei dati che saranno inseriti nella prossima relazione al Parlamento sull'attuazione della legge n. 194 del 1978".
 
Infine, Daniela Sbrollini (PD) ha potuto illustrare la sua interrogazione riguardante tempi e modalità per la sottoscrizione del Patto per la salute 2013-2015. "Pensiamo di portare il Patto per la salute in Conferenza Stato-Regioni per i primi di giugno - ha dichiarato il ministro -. I lavori hanno avuto un allungamento dovuto al cambio di governo e all'incertezza sul budget finanziario ma ormai i tempi sono maturi. In questo momento i tecnici del ministero e quelli della conferenza Stato-Regioni lavorano per definire gli aspetti sospesi. Pensiamo che saremo in grado di affrontare in modo politico gli aspetti conclusivi entro la metà di giugno". "I Lea - ha concluso Lorenzin - sono già definiti, sono l'unico articolo che è stato approvato definitivamente da entrambe le parti e riguardano uno stanziamento di 900 milioni di euro in 3 anni per il loro aggiornamento. Quello che ci poniamo ora come obiettivo è una maggiore efficienza, una razionalizzazione della spesa". 
 
Giovanni Rodriquez

14 maggio 2014
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