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Question time. Lorenzin interviene su nomina primari e sul caso Lucentis/Avastin


Sulla nomina dei primari la ministra ha fatto sapere che “l’elenco è a disposizione delle regioni che da fine giugno potranno aggiornarlo”. Sull'Avastin Lorenzin ha affermato che “sarà somministrato solo nei centri oculistici di alta specialità presso gli ospedali pubblici individuati dalle Regioni”.

11 GIU - Oggi Beatrice Lorenzin è tornata a rispondere alle interrogazioni nel corso del question time alla Camera dei Deputati. Due sono state le richieste venute dai deputati. La prima, a firma dell’onorevole Gianluigi Gigli, PI, che sulle nomine dei primari chiedeva alla responsabile della Salute “i dati riguardanti l'applicazione del «decreto Balduzzi», se sia avvenuta in quante e quali regioni e se in particolare poi da qualche parte si sia invece continuato ad operare secondo la vecchia procedura”.
 
Su questo Lorenzin ha risposto affermando che il “decreto Balduzzi contenente «Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute», modifica ed integra l'articolo 15 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, al fine di introdurre meccanismi di selezione oggettiva del personale sanitario e privilegiare il merito e la trasparenza”. 

 
In particolare, ha aggiunto Lorenzin “la norma prevede che la selezione sia effettuata da una commissione composta dal direttore sanitario e da tre direttori di struttura complessa nella medesima disciplina dell'incarico da conferire, individuati tramite sorteggio da un elenco nazionale nominativo costituito dall'insieme degli elenchi regionali dei direttori di struttura complessa appartenenti ai ruoli regionali del Servizio sanitario nazionale. 
A tal fine il 13 marzo 2013 la Conferenza delle regioni e delle province autonome ha approvato un documento di linea guida recante criteri generali per l'applicazione dell'articolo 4, comma 1 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito con modificazioni dalla legge 8 novembre 2012. Detto documento oltre a dettare le linee di criteri per le procedure per il conferimento degli incarichi, sottolinea l'opportunità di individuare un unico soggetto che renda disponibile l'elenco nazionale. Al riguardo la Conferenza delle regioni e delle province autonome ha proposto di individuare nel Ministero della salute il soggetto responsabile della tenuta dell'elenco. 
Pertanto il Ministero della salute ha tempestivamente assicurato la propria disponibilità a gestire l'elenco e, d'accordo con le regioni, sono state predisposte le procedure per la comunicazione dei dati e l'aggiornamento dei singoli elenchi regionali. 
In data 26 settembre 2013 è stato sancito il relativo accordo Stato-regioni che, all'articolo 1, comma 2, disciplina l'elenco sopra richiamato come insieme degli elenchi regionali dei direttori di struttura complessa”.

 
A questo punto ha fatto sapere Lorenzin “L'elenco provvisorio è a disposizione delle regioni per permettere l'accesso alle aziende al fine di consentire l'avvio delle procedure concorsuali. 
Il nuovo sistema informatico, per garantire lo scambio delle informazioni tra le regioni e il Ministero, sarà disponibile a partire dal prossimo 30 giugno 2014: da quella data le regioni provvederanno direttamente ad alimentare l'elenco aggiornandolo almeno due volte l'anno.
Le regioni stanno già svolgendo le procedure per il conferimento degli incarichi nel rispetto dell'articolo 15, comma 7-bis, del decreto-legge 30 dicembre, infatti in questi mesi hanno continuato a far pervenire gli elenchi aggiornati. Come però molti di voi sanno, io sto anche ragionando sulla predisposizione di un'integrazione normativa per una selezione più meritocratica per quanto riguarda un albo nazionale dei direttori generali sanitari e anche su questa disciplina ci sarà nelle prossime settimane sicuramente occasione di confronto con l'intero Governo e il Parlamento”.
 
La seconda interrogazione invece, prima firmataria Dorina Bianchi, Pd chiedeva “Misure a favore dei malati di maculopatia e a salvaguardia del Servizio sanitario nazionale con riferimento alla vicenda della commercializzazione dei farmaci Lucentis e Avastin”
 
Lorenzin è quindi tornata a rispondere della vicenda affermando che “La nuova disciplina legislativa sui farmaci off label introdotta col decreto-legge n. 36 del 2014 consente, anche in presenza di altra alternativa terapeutica nell'ambito dei medicinali autorizzati, la possibilità di inserire nell'elenco della legge n. 648 del 1996 a carico del Ssn i medicinali che possono essere utilizzati per un'indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, purché tale indicazione sia nota e conforme a ricerche condotte nell'ambito della comunità medico-scientifica nazionale e internazionale secondo parametri di economicità e appropriatezza”. 

 
Nel rispetto di questa norma la CTS dell'Aifa, il 9 giugno scorso “si è espresso a favore dell'inserimento di Avastin nell'elenco dei farmaci erogabili a totale carico del Ssn ai sensi della legge n. 648 del 1996 per il trattamento della degenerazione maculare legata all'età”.
 
La Commissione, ha riferito Lorenzin “ha accolto quindi la richiesta per l'utilizzo del farmaco nell'indicazione non registrata individuando all'unanimità una serie di condizioni indispensabili a tutela della salute dei pazienti. Il confezionamento in monodose del farmaco bevacizumab per l'uso intravitreale dovrà essere effettuato, per garantirne la sterilità, esclusivamente dalle farmacie ospedaliere in possesso dei requisiti necessari, nel rispetto delle norme di buona preparazione. La somministrazione di bevacizumab per uso intravitreale dovrà essere riservata a centri oculistici ad alta specializzazione presso ospedali pubblici individuati dalle regioni. La somministrazione del farmaco potrà avvenire solo previa sottoscrizione da parte del paziente del consenso informato, che contenga le motivazioni scientifiche accompagnate ad adeguate informazioni sull'esistenza di alternative terapeutiche approvate, se pure ad un costo più elevato a carico del servizio sanitario, l'attivazione di un registro di monitoraggio a cui sia allegata la scheda di segnalazione delle reazioni avverse”.

11 giugno 2014
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