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Aifa. Pani in audizione alla Camera: “Sempre più responsabilità ma risorse umane ed economiche insufficienti”

L'Agenzia ha sempre più responsabilità e incarichi, ma “il numero dei suoi dipendenti è insufficiente e le risorse a disposizione sono le più basse di tutti i Paesi del G20”. Lo ha detto Luca Pani alla Commissione Affari sociali per l'indagine conoscitiva sul ruolo, l'assetto organizzativo e le prospettive di riforma dell'Iss, dell'Agenas e della stessa Aifa.

29 LUG - L’Aifa riceve fondi per il 29% dallo Stato, per il 52% dalle tariffe che applica e per il resto da contratti e il suo personale è composto di 402 unità. A fronte di ciò aumenta sempre più il carico di responsabilità e incarichi. A dirlo oggi in Commissione Affari Sociali della Camera, il direttore generale dell’Agenzia, Luca Pani, in audizione l'indagine conoscitiva sul ruolo, l'assetto organizzativo e le prospettive di riforma dell'Iss, dell'Agenas e della stessa Aifa.
 
Pani ha spiegato come funziona l’Agenzia che nonostante la mole di lavoro “il numero dei suoi dipendenti è insufficiente e le risorse a disposizione sono le più basse di tutti i Paesi del G20”.
In pratica l’Agenzia “riceve fondi per il 29% dallo Stato, per il 52% dalle tariffe che applica e per il resto da contratti. Ma mentre le altre agenzie regolatorie incassano le loro tariffe al 100%, noi incassiamo il 16% e l'83% lo restituiamo allo Stato. In totale, 72 milioni di euro tornano all'erario. In pratica non costiamo nulla”.
 
“L'Aifa però, pur non potendo aumentare la propria pianta organica – il personale è composto di 402 unità, abbiamo 7 dipendenti per milione di abitanti contro i 94 della Danimarca – ed essendo stata toccata dalla spending review, lavora giorno e a volte anche notte cercando comunque di essere sempre più competitiva e autonoma. Ma nell'ottica di quello che accadrà in futuro, andrebbero potenziate le sue risorse, sia strutturali che umane”.

 
In particolare, Pani afferma che il settore in cui l'Agenzia è più in sofferenza è quello “delle ispezioni” che aumentano “tra il 2012 e il 2013 sono aumentate del 19% su siti che producono medicinali nazionali e di quasi il 73% per medicinali internazionali”. Inoltre con l'arrivo imminente di farmaci innovativi anticancro, contro malattie infettive e neurodegenerative, “avremo bisogno di oncologi, infettivologi e neurologi, ma anche, ad esempio, di esperti in fisica”.
 
Per quanto concerne le autorizzazioni alla produzione di medicinali, questa ha ricordato Pani, dal 2006 al 2013, sono cresciute del 20,8%, passando da 186 a 573. Altro aspetto impegnativo è quello nell’attività di farmacovigilanza, con 41.016 segnalazioni di reazioni avverse +41% rispetto al 2012.
 
“Facciamo, tra l'altro, un'imponente attività di informazione indipendente, rispondiamo a circa 20 quesiti al giorno da parte dei cittadini, monitoriamo l’attività promozionale delle industrie e sono 70 i provvedimenti sanzionatori fino ad ora effettuati”. Quanto alla farmacovigilanza, il numero di nuovi Registri ha subito un forte incremento nel corso del 2013: 41 nuovi registri nel 2013 rispetto ai 10 del 2012. Per questo, “al fine di dare attuazione alle nuove funzioni attribuite all'Agenzia Aifa andrebbe potenziata in termini di risorse umane ed economiche”
 
Poi in sede di replica alle domande poste dai componenti della Commissione Affari Sociali Pani ha riferito che “l'Italia è l'unico Paese in cui non si è verificata nessuna reazione avversa all'utilizzo di Avastin per via intraoculare. In altri Stati, invece, si va dall'1% di reazioni gravi al 28% per quelle lievi”. Per questo “sospettiamo un’associazione a delinquere mirata a non segnalare volontariamente le reazioni avverse”.
L'aspetto delle mancate segnalazioni di farmacovigilanza, “praticamente pari a zero”, ha proseguito Pani, “riguarda la salute dei pazienti” e questa “viene prima”. Il prezzo del farmaco, invece “viene in secondo piano” e “nel caso in cui ci sia stato un cartello, chi è responsabile pagherà”.

29 luglio 2014
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