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Ebola. Ministero della Salute: "In Italia nessun caso, controlli alzati". I consigli ai viaggiatori


Il Ministero ha ribadito quanto sia basso il rischio di trasmissione del virus in relazione alle misure di prevenzione già attuate da tempo in Italia. Ai viaggiatori che si recheranno nei paesi affetti dall’epidemia si ricorda di: evitare il contatto con i pazienti sintomatici con cadaveri, con animali selvatici, non consumare carne selvatica, lavare spesso le mani, lavare e sbucciare frutta e verdura.

18 AGO - L'Organizzazione Mondiale della Sanità, sulla base del parere del suo Comitato di Emergenza, ha dichiarato che la malattia virus Ebola, attualmente diffusa in forma epidemica in Stati dell’Africa Occidentale, costituisce un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, ed in conformità al Regolamento Sanitario Internazionale ha emanato raccomandazioni temporanee per la gestione dell’evento. Le raccomandazioni temporanee emanate dall’Oms non prevedono la restrizione ai viaggi e ai commerci con i paesi colpiti, ma sottolineano l’importanza di informare adeguatamente i viaggiatori, in partenza per/in arrivo da Paesi affetti, di poter garantire la diagnosi in laboratori qualificati, di poter gestire il trasporto di soggetti infetti/malati, in caso ve ne fosse l’indicazione.

Basso il rischio di trasmissione in Italia ed in Europa
Si ribadisce che il rischio di trasmissione in Italia ed in Europa è molto basso, in relazione alle misure di prevenzione attuate, che prevedono l'informazione e la sensibilizzazione dei viaggiatori da/per paesi affetti e degli operatori sanitari, ed alle capacità di risposta dei sistemi sanitari che, nell’ipotesi del verificarsi di un caso di malattia sul nostro territorio, sono adeguate ad individuare e confermare i casi di malattia da virus Ebola, e di isolarli, ed interrompere la possibile trasmissione anche di questo agente patogeno altamente infettivo.

In ogni caso, il Ministero della salute ha diramato una circolare contenente aggiornamenti circa le indicazioni di profilassi internazionale da adottare in questi casi, per i propri Uffici di Sanità Aerea e Marittima e di Frontiera e per gli Assessorati regionali alla sanità, nella quale si raccomanda di differire viaggi non strettamente necessari verso i Paesi affetti.

L'Italia dispone di laboratori, trasporti e stanze ad alto isolamento
Per quanto riguarda la capacità di laboratorio, si ricorda che nel nostro Paese, è presente, presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “L. Spallanzani” di Roma un laboratorio di livello 4 (BSL4), l’unico in cui è possibile testare campioni biologici contaminati da virus emorragici, che grazie alla sua esperienza e professionalità, è tra quelli che stanno contribuendo agli aspetti diagnostico-clinici nei paesi africani in cui l’epidemia è in corso, a sostegno degli stessi e delle Organizzazioni non governative che stanno operando per controllare l’evento sul posto.
Il Ministero della Salute ha segnalato anche che in Italia si dispone, da tempo, di un protocollo per l’evacuazione ed il trasporto in condizioni di alto isolamento di pazienti infetti/malati, già utilizzato in diverse occasione, e di stanze di ricovero ad alto isolamento, presso l’INMI Spallanzani di Roma e l’Ospedale Sacco di Milano.

Lorenzin: "No a inutili allarmismi"
Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha risposto nel Question time del 6 agosto a Montecitorio sugli interventi di prevenzione in relazione all'epidemia di ebola diffusasi in Africa occidentale e sulle iniziative volte a contrastare l'arrivo e la diffusione del virus nel territorio nazionale e nei Paesi limitrofi. In particolare, il Ministro ha denunciato la diffusione via internet di false informazioni sulla diffusione del virus nel nostro Paese. In serata, la polizia postale, allertata dallo stesso Ministro, ha portato all'identificazione e alla denuncia dell’autore del falso allarme sulla presenza di casi di Ebola a Lampedusa e alla cancellazione della falsa notizia da oltre 27.000 profili Facebook. "Noi non abbiamo - ha sottolineato il Ministro - nessun rischio di contagio da virus Ebola in Italia. C’è un problema molto serio nei Paesi dell'Africa interessati, che è un problema dovuto essenzialmente a condizioni igienico-sanitarie che sono, a dir poco, fuori da ogni criterio dei Paesi più sviluppati e delle norme regolarmente applicate. L'Ebola si contrae per contatto di fluidi corporei, quindi toccando i cadaveri (...). Comunque, l'Italia si è allertata (...). Siamo arrivati prima degli altri, l'abbiamo fatto in modo silenzioso, come si fa in questi casi per non creare allarme, abbiamo allertato gli aeroporti, le compagnie aeree, il personale navigante, i porti, che ormai da mesi fanno controlli sui passeggeri che arrivano dalle zone interessate. Per quanto riguarda l'operazione dei rifugiati (Mare Nostrum ndr), dal 21 giugno abbiamo iniziato una serie di controlli e predisposto anche in un caso dei sistemi per fare quarantena a mare (...)".

Il parere di Aldo Morrone: "Non c'e' nessun pericolo in Italia per la diffusione del virus Ebola"
"Non c'e' nessun pericolo in Italia per la diffusione del virus Ebola". A parlare è Aldo Morrone, tra i medici italiani più esperti di malattie tropicali e in particolare africane. Primario di Medicina delle Migrazioni dell'IFO San Gallicano di Roma e' stato l'ideatore, negli anni '80, del primo poliambulatorio italiano dedicato tanto a migranti quanto a italiani senza fissa dimora, a Roma, nell'antica sede dell'ospedale, a Trastevere. Da quell'avvio, nel 2008, alla presenza del Presidente Giorgio Napolitano, venne inaugurato l'Istituto Nazionale per la medicina della migrazione. Sulle paure italiane da Ebola Morrone ha parole chiare: "Il nostro Paese, già da dicembre 2013, durante la prima epidemia documentata di malattia da virus Ebola in Africa occidentale, ha attivato, in collaborazione con gli uffici dell'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e dell'ECDC, European Center for Desease Control, il centro europeo di controllo per le malattie con sede a Stoccolma, la rete di sorveglianza internazionale e di sentinella epidemiologica. E' stato fatto proprio per contrastare l'ipotetica diffusione di qualsiasi virus che potesse arrivare, Ebola compreso, sul nostro territorio. Anche se siamo in presenza di un'epidemia che ha colpito tre paesi, Guinea, Liberia e Sierra Leone, non c'e' allo stato attuale nessun rischio che qualche individuo contagiato dal virus Ebola, possa raggiungere l'Italia senza che le autorita' sanitarie ne vengano a conoscenza. Non c'è nessun possibile innesco di un focolaio epidemico. Anche gli interventi della nostra Marina Militare – ricorda ancora Morrone – impegnata nell'Operazione Mare Nostrum, sono realizzati da operatori sanitari che usano Dispositivi di protezione individuali (DPI) e lavorano in coordinamento con una rete di sorveglianza stabilita con i maggiori centri infettivologici italiani e con l'OMS. Insomma abbiamo ampie garanzie sulla sicurezza dei nostri cittadini".
 
Per minimizzare il rischio di infezione, in un opuscolo il Ministero della Salute ha consigliato ai viaggiatori che si rechino, e ai residenti che debbano tornare, nei paesi affetti dall’epidemia di:
- evitare il contatto con i pazienti sintomatici e/o i loro fluidi corporei
- evitare il contatto con cadaveri e/o fluidi corporei di pazienti deceduti
- evitare il contatto con animali selvatici, vivi o morti, e il consumo di
carne selvatica
- lavare spesso le mani, con sapone o antisettico
- lavare e sbucciare frutta e verdura
.

Per chi, invece, torna da un viaggio in uno dei Paesi a rischio si consiglia di prestare attenzione allo stato di salute per 21 giorni dall’arrivo in Italia. Se durante questo periodo dovessero manifestarsi sintomi, quali: febbre, debolezza, dolori muscolari e mal di gola, seguiti da vomito, diarrea,eruzione cutanea, si raccomanda di consultare telefonicamente il proprio medico di fiducia, informandolo del recente viaggio. 

18 agosto 2014
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